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ToggleL’onda come metafora universale, il surf come stile di vita che attraversa le culture e le accomunа: è da qui che parte Pharrell Williams per costruire la sua visione di uomo Louis Vuitton. La collezione è un incontro tra mondi apparentemente distanti (la sartorialità della Maison e lo spirito nomade del surfista) che sotto la mano del Direttore Creativo trovano un equilibrio sorprendentemente naturale. Mare e città, heritage e movimento, artigianalità e cultura pop: tutto convive in un guardaroba pensato per un dandy giramondo che conosce l’oceano quanto conosce il savoir-faire.
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Pharrell Williams e la silhouette dandy: il surf reinterpreta l’eleganza
Il punto di partenza è un parallelo audace: i valori sartoriali del surfista come viaggi, performance, artigianalità, rispecchiano quelli del dandy di Louis Vuitton. Pharrell Williams non rinuncia alla sua caratteristica silhouette, ma la arricchisce con texture filate a mano, decorazioni marine e quello spirito bohémien che appartiene da sempre alla cultura delle onde. Il risultato è un’eleganza non convenzionale, una sofisticazione disinvolta in cui heritage e durabilità si trasformano in abiti ingegnerizzati per chi si muove tra la città e il surf senza sentire il confine tra i due. Le grafiche si ispirano alla cultura del surf ma rendono omaggio anche allo skateboard, influenza formativa e duratura per il Direttore Creativo Uomo.

L’artigianalità Louis Vuitton: mute tecniche, trompe l’oeil e decorazioni marine
La collezione vive nella tensione tra due vocabolari apparentemente opposti. Le mute tecniche dialogano con tessuti sartoriali di alta qualità; gli archetipi del guardaroba quotidiano del surfista con le loro caratteristiche di usura dal tempo, dal clima e dalle riparazioni, vengono reinterpretati attraverso l’alchimia artigianale di Louis Vuitton. Pharrell Williams porta avanti la sua continua esplorazione del trompe l’oeil: texture, forme e capi di tutti i giorni si arricchiscono di un savoir-faire che crea illusioni ottiche rivelate solo al tatto. Le decorazioni marine nascono da un lavoro minuzioso, i colori vividi si alternano a motivi a scacchiera in un equilibrio che sa essere tanto pop quanto raffinato.

Lo show: dune, camper argentato, musica e la dandy experience
La scenografia costruita per presentare la collezione è coerente con il suo spirito: tra le dune dello show campeggia un camper argentato reimmaginato attraverso il design fluido e proiettato al futuro di Pharrell Williams. Come una goccia custodita nella natura, l’habitat di vetro pone il surfista a diretto contatto con gli elementi. I surfisti Mikey February e Julian Wilson sono protagonisti del preludio cinematografico, mentre gli ospiti vengono accolti dal fragore della grande onda. La colonna sonora è costruita attorno a nuove produzioni registrate nello studio Louis Vuitton di Pharrell Williams: lo show si apre con il debutto di “HAAVIN” di Quavo, seguito da “Dead Fresh” di Lil Baby e “Simulation” di YoungBoy Never Broke Again con Pharrell Williams. L’esperienza culmina con “Bando” di Angelique Kidjo, insieme a Pharrell Williams e Quavo, presentato da L’Orchestre du Pont Neuf diretto da Thomas Roussel, con il coro Voices of Fire dal vivo.


Louis Vuitton e la sostenibilità: Coral Gardeners e il progetto Regeneration 2030
La connessione con l’oceano non rimane solo un’ispirazione estetica. Louis Vuitton sostiene Coral Gardeners nell’ambito del progetto di sostenibilità Regeneration 2030, con l’obiettivo di promuovere il ripristino delle barriere coralline nella Polinesia francese. L’iniziativa prevede l’impianto di 1.000 coralli nel sito di Tiaia e il ripristino di 250 metri quadrati di habitat della barriera corallina. È un gesto concreto che trasforma l’ispirazione della collezione in impegno reale, dando alla cultura del surf, da sempre legata alla tutela dell’ambiente marino, una voce all’interno di una delle Maison più influenti al mondo.

