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ToggleQuattro virtù cardinali, quattro bottiglie, un tatuatore con carta bianca. Ginarte ha affidato a Edoardo Tabacchi la grafica della Sir Edward Edition: un progetto in cui l’arte del tatuaggio incontra il mondo del gin, trasformando ogni bottiglia in una scultura illustrata che racconta fortezza, prudenza, giustizia e temperanza. Tabacchi racconta come è nata questa collaborazione e cosa si cela dietro ogni segno.
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La bottiglia come corpo: l’approccio di Edoardo Tabacchi alla Sir Edward Edition
Hai pensato alla bottiglia come a un corpo da tatuare o come a un oggetto commerciale? Inizialmente come a un corpo, assolutamente. Ginarte mi ha lasciato carta bianca completa — mi hanno detto di fare quello che sentivo, senza condizionarmi. Quindi sono partito da quell’impostazione, poi ci siamo naturalmente ridimensionati rispetto all’idea iniziale, ma l’intenzione di fondo è rimasta quella.
Ti hanno dato tematiche da seguire o hai avuto totale libertà creativa? Totale libertà. Mi hanno detto: vai tu, non vogliamo condizionarti. Il che, posso dirlo, mi ha messo un certo spavento. Ho fatto ricerca, volevo inizialmente esplorare il mondo della natura, degli animali, dell’ambiente. Però alcuni argomenti non erano praticabili, e studiando ho trovato un comune denominatore che mi ha convinto: le virtù cardinali. Da lì ho capito come volerle esprimere.

Quanto c’è di te in queste bottiglie? C’è sicuramente tanto di me, anche se è difficile da quantificare. Se devo scegliere la virtù che sento più mia, dico fortezza.
Dal tatuaggio alla bottiglia: il processo creativo delle quattro virtù
Qual è stata la tua prima reazione quando ti hanno proposto di lavorare su una bottiglia di gin? Entusiasmo totale. La mia reazione è stata: che figata, voglio farlo assolutamente. Appena mi hanno portato la bottiglia, ho preso una matita e ho cominciato a disegnare direttamente sulla superficie — la bottiglia di Ginarte è opaca, quindi la matita prende benissimo. È stato bellissimo.
Da dove sei partito per immaginare la grafica delle quattro bottiglie? Dal mio lavoro quotidiano. I tatuaggi che realizzo ogni giorno trattano prevalentemente arte classica — statue, soggetti dell’iconografia classica. Ho pensato di prendere quei soggetti e trasformarli in modo che potessero esprimere ciascuna delle quattro virtù.
Prudenza, giustizia, temperanza e fortezza: le quattro virtù raccontate da Tabacchi
C’è un elemento grafico nella bottiglia dedicata alla prudenza che racconta qualcosa di personale? Sì, sono una persona abbastanza prudente di natura. La prudenza mi appartiene: è una virtù che guarda avanti e indietro allo stesso tempo, e in questo mi rispecchio.

Alla giustizia hai voluto dare un volto più umano o più astratto? Più umano, senza dubbio. La giustizia deve essere umana: deve far parte di noi, degli esseri umani, nei confronti di tutto il creato. Non poteva essere altrimenti.
La temperanza, che parla di equilibrio e misura, è stata la virtù più difficile da rappresentare? Sì, è quella che mi ha dato più problemi: non riuscivo a trovare la chiusura giusta. Poi ho trovato la soluzione inserendo un compasso — uno strumento che richiamava perfettamente il concetto di misura. Mi è piaciuta subito.
Se tatuassi oggi una delle quattro virtù su una persona, quale pensi sarebbe la più richiesta? La giustizia, perché è già un soggetto molto richiesto nel mio lavoro. E per i tempi che stiamo vivendo, credo che in molti la desiderino — anche se poi la pratica è un’altra cosa. La vogliono tutti, ma chi la esercita davvero è raro da trovare.
Il simbolismo nell’arte di Edoardo Tabacchi: figure femminili e virtù cardinali
Viste insieme, le quattro bottiglie formano un racconto unico. C’è un filo nascosto che le collega? Non è poi così nascosto: sono tutte rappresentate come figure femminili. Statue, ma femminili. È una scelta consapevole, che richiama la tradizione iconografica classica in cui le virtù venivano storicamente personificate con corpi femminili.

Conta molto il simbolismo nel tuo modo di creare immagini? Assolutamente sì, fa parte del mio lavoro ogni giorno. Il simbolismo è una cosa profondamente soggettiva: vedo clienti che attribuiscono significati profondi a qualcosa che per altri non ne avrebbe nessuno. È quella soggettività a renderlo potente, e fa parte di me quanto del mio mestiere.
Se le quattro virtù fossero quattro persone sedute allo stesso tavolo, chi inizierebbe a parlare per prima? Probabilmente Fortezza. Ed è facile immaginare che, tutte e quattro insieme, finirebbero per rimproverarci un bel po’.
Dopo Ginarte: i prossimi progetti di Edoardo Tabacchi
Dopo questo progetto, c’è un altro tema simbolico o filosofico che ti piacerebbe trasformare in immagine per un prodotto commerciale o in una nuova collaborazione con Ginarte? In questo momento tutte le mie energie sono concentrate su questo progetto con Ginarte, quindi non ho ancora focalizzato nulla di specifico per il futuro. Detto questo, ci sono sicuramente tante cose che vorrei raccontare. E se ci fossero altre collaborazioni, perché no? Vediamo cosa succede.
Articolo di Giulia Gadda