C’è un luogo a Como dove la moda non è mai finita, ma si è semplicemente sedimentata. Si chiama Fasac ArchivioVivo ed è qualcosa di difficile da classificare: non è un museo, non è uno showroom, non è un magazzino. È un archivio vivo — come lo definiscono loro stessi, con una punta di provocazione — dove 80.000 pezzi di tessuto raccontano settant’anni di storia del made in Italy, dal 1955 a oggi, e continuano ogni giorno a ispirare stilisti, uffici stile e direttori creativi di tutto il mondo.

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Un archivio vivo: tre piani, tre universi

Lo spazio si sviluppa su tre livelli, ognuno con una funzione precisa. Al piano di mezzo vive la parte più preziosa: l’area vintage, con circa 15.000 cappellotti — i supporti in cartone su cui vengono pinzati i campioni di tessuto — che coprono dagli anni Cinquanta agli anni Novanta. Fantasie, colori e disegni originali che hanno segnato decenni di moda italiana e che oggi tornano ciclicamente a essere fonte di ispirazione. Al piano terra si trovano invece le proposte attuali: la linea Fasac, la linea Edonè e Texa ( la linea camiceria), un’offerta ampia pensata per coprire sia il segmento lusso che la media gamma, presentata nei saloni internazionali di riferimento come Milano Unica e Parigi.

Al piano superiore, infine, c’è un’area riservata ai clienti dell’arredamento — editori tessili di fascia altissima, spesso internazionali — che portano i propri disegni esclusivi e li affidano all’azienda in totale riservatezza. La proprietà intellettuale è un tema centrale: ogni disegno commissionato viene tracciato e protetto nel sistema gestionale, con esclusiva modulabile per tipologia di prodotto, mercato o stagione.

15.000 cappellotti e la sfida dell’archiviazione

Gestire 80.000 pezzi non è un esercizio banale. La sfida più grande, raccontano dall’azienda, è proprio decidere come classificarli. Archiviare per decennio sarebbe la soluzione più intuitiva, ma non quella più utile: quando uno stilista cerca un motivo floreale, vuole vedere tutti i floreali insieme, non divisi per epoca. La soluzione adottata è quella delle macrofamiglie tematiche — i floreali sono floreali, poi suddivisi per dimensione, rose, fiori grandi, fiori medi, fiori piccoli — che permettono una ricerca rapida e mirata.

A supportare tutto questo c’è un archivio digitale in costante sviluppo: digitando una parola chiave si accede a una schermata con tutti i disegni corrispondenti, uno strumento riservato agli addetti ai lavori che sta diventando sempre più centrale nel processo di ricerca e selezione. L’archivio fisico si arricchisce anche di pezzi acquistati nei mercatini dell’usato — abiti, tessuti, modellistica — e di disegni originali comprati da studi specializzati, materiale che serve come punto di partenza e ispirazione per nuove collezioni.

Plagio, esclusiva e tutela del disegno tessile

In un settore dove le ispirazioni circolano velocemente, la tutela dei disegni è una questione delicata. Fasac gestisce le esclusività in modo articolato: si può cedere un disegno in esclusiva per una specifica categoria merceologica — abbigliamento, accessorio o arredo — per un singolo mercato geografico o per una stagione precisa. Le possibilità sono diverse ma l’interesse di Fasac rimane sempre lo stesso: proteggere e garantire al cliente l’esclusività dei suoi prodotti.

Il mercato della stampa e la strategia di Fasac

Il mercato della stampa tessile attraversa una fase difficile. Dal secondo semestre del 2023 la domanda è calata in modo significativo — almeno del 50% a livello di settore — dopo il boom del biennio post-Covid che aveva fatto sembrare tutto possibile. Gli stilisti e il pubblico hanno progressivamente ridotto l’attenzione verso i tessuti stampati, e i grandi gruppi hanno seguito la tendenza. Fasac ha risposto con una strategia controcorrente: investimenti in personale, macchinari e flessibilità, con 60 nuove assunzioni negli ultimi anni e mezzo. Il risultato è che l’azienda ha tenuto i propri livelli mentre il mercato complessivo si contraeva.

ARCHIVIO VIVO FASAC

Nel primo trimestre dell’anno in corso, la componente non legata al fast fashion è cresciuta del 27%, un segnale incoraggiante che testimonia la solidità del posizionamento su clienti di qualità e diversificati. La visione è chiara: in un mercato che si restringe, chi continua a investire e a proporre raccoglie quote da chi si ritira. Come dichiarano dall’azienda, con una certa determinazione: “L’ultima pezza stampata sarà la nostra.”

Oltre i tessuti: Fasac ArchivioVivo come spazio culturale

Fasac ArchivioVivo non è pensato solo per i professionisti della moda. Lo spazio ospita regolarmente iniziative culturali aperte al territorio: spettacoli musicali, concerti, collaborazioni con università, eventi benefici in partnership con realtà come Fondazione Veronesi. Tra i progetti in cantiere c’è un coro con duecento cantanti, e attività didattiche rivolte alle scuole elementari, legate alla presenza di arnie nell’area esterna: i bambini parteciperanno a lezioni sull’importanza delle api e realizzeranno candele di cera da portare a casa. L’idea di fondo è che un archivio con questa storia e questa scenicità meriti di essere vissuto, non solo consultato. Un luogo dove il passato e il presente della moda convivono, e dove chiunque — stilista o curioso — può trovare qualcosa che non sapeva di cercare.