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ToggleDopo Solita Notte e il nuovo singolo Bambola, la cantautrice milanese emersa a X Factor 2025 racconta il suo percorso artistico, l’importanza della scrittura, le influenze che spaziano da Mina a RAYE e il desiderio di costruire un progetto autentico, senza filtri.
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Dopo aver attirato l’attenzione su di se ad X Factor 2025 con interpretazioni intense di artiste come Mina, Billie Eilish e Lana Del Rey, Layana continua a costruire il proprio universo musicale.
Cresciuta tra Milano e Londra, la giovane cantautrice ha esordito con Solita Notte, un brano profondamente autobiografico, e torna ora con Bambola, nuovo capitolo di un racconto sentimentale che si svilupperà attraverso un intero EP. L’abbiamo incontrata per parlare di scrittura, vulnerabilità, influenze musicali e del percorso che sta prendendo forma dopo il talent.

Solita Notte racconta una relazione da cui sembra impossibile uscire. Quanto c’è di autobiografico nel brano?
Solita Notte è un brano completamente autobiografico. È stato naturale sceglierlo come primo passo del mio percorso proprio perché mi rappresenta al cento per cento. Ogni parola è stata scritta da me e racconta qualcosa che ho vissuto davvero. C’è molto della mia storia personale, soprattutto degli ultimi mesi.
È anche il primo capitolo di un racconto più ampio che continuerà con i brani successivi, tutti legati alla stessa esperienza sentimentale.
Quattro canzoni per raccontare la stessa storia d’amore
Quindi i prossimi brani saranno collegati tra loro?
Sì. Posso anticipare che uscirà un EP composto da quattro canzoni. È il primo tassello del mio progetto artistico e racconta la stessa storia d’amore da quattro prospettive diverse.
Solita Notte è il primo capitolo, ma ogni brano affronta la stessa vicenda con uno stato d’animo differente: uno è molto lucido, un altro profondamente malinconico, un altro ancora più ironico. È interessante perché, pur raccontando sempre la stessa storia, sembra quasi di ascoltarne quattro diverse.
Sono quindi quattro punti di vista sempre tuoi?
Assolutamente sì. La scrittura parte sempre da me. Collaboro con Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista ndg), con cui condivido idee, composizione e produzione, ma i testi nascono quasi sempre dalle mie esperienze e dalle mie emozioni.
Per me il testo è il punto di partenza di tutto: prima arriva il messaggio che voglio trasmettere, poi la musica. Questi quattro brani raccontano la stessa relazione, ma seguendo la mia evoluzione emotiva nel tempo. Ci sono momenti in cui ero arrabbiata, altri in cui ero triste, altri ancora in cui mi sentivo forte e indipendente. Ogni canzone fotografa uno di quei momenti.
La fragilità come punto di forza
In Solita Notte convivono fragilità e lucidità. È una dualità che senti tua anche nella vita quotidiana?
Sì, assolutamente. È una contraddizione che mi appartiene molto. Oggi considero la fragilità un punto di forza: credo sia importante riconoscere le proprie debolezze e mostrarsi per quello che si è.
Allo stesso tempo sono una persona molto consapevole di ciò che vive. Quando ho scritto Solita Notte stavo attraversando un periodo difficile e mi rendevo conto perfettamente di ciò che avrei dovuto fare per stare meglio. Eppure rimanevo bloccata in quella situazione. È una cosa che mi capita spesso: analizzo tutto, capisco tutto, ma non sempre riesco a muovermi immediatamente.

Da Mina a Olivia Dean: le influenze che definiscono il suo universo musicale
A X Factor hai interpretato artiste molto diverse tra loro, da Mina a Billie Eilish fino a Lana Del Rey. Quali sono oggi le influenze che senti più vicine alla tua scrittura?
Le canzoni che ho portato a X Factor le ho scelte personalmente, così come gli artisti da cui volevo prendere ispirazione. Mina e Mia Martini, per esempio, sono state fondamentali per la mia formazione, sia dal punto di vista interpretativo sia da quello artistico.
Oggi ascolto tantissima musica e le influenze cambiano continuamente. Negli ultimi mesi sono molto affascinata dalla scena britannica: Olivia Dean, RAYE, Lola Young e tante altre artiste che hanno una scrittura sincera e una produzione molto suonata, autentica.
Parallelamente, durante la scrittura dell’EP ho ascoltato molta canzone d’autore italiana: Ornella Vanoni, Gino Paoli, amo il loro modo di raccontare le emozioni con semplicità e profondità. Credo che il mio progetto nasca proprio dall’incontro tra queste due anime: il cantautorato italiano e il pop contemporaneo inglese.
Bambola, il lato più pop e ironico del progetto
Dopo Solita Notte arriva Bambola. Che cosa differenzia questo nuovo singolo dal precedente dal tuo punto di vista?
È probabilmente il brano che meno ci si aspetterebbe dopo Solita Notte. È più pop, più ritmato e immediato. Ha un ritornello molto melodico e memorabile.
Anche in questo caso racconto la stessa storia d’amore, ma con un tono più ironico. È nato in studio in modo completamente spontaneo. Ero arrabbiata e, quasi per scherzo, ho iniziato a cantare una frase improvvisata. I ragazzi mi hanno fermata subito dicendomi che quella melodia andava registrata immediatamente. Da lì è nato il ritornello della canzone.
Parla di quel momento in cui cerchi di convincerti di avere il controllo di una situazione che in realtà ti sta già facendo soffrire.
E dal punto di vista musicale?
Musicalmente è molto più energico. C’è un basso molto presente fin dall’inizio, una batteria forte nei ritornelli e una struttura pop più classica.
A un primo ascolto potrebbe sembrare una canzone allegra, ma se si presta attenzione al testo emerge una storia tutt’altro che leggera. Mi piace molto questo contrasto tra la musica e quello che viene raccontato.
Nelle tue canzoni sembri esporti senza particolari filtri. Com’è vivere in un mondo che spesso premia l’apparenza e la perfezione?
Un anno fa probabilmente avrei risposto in modo diverso. Oggi, dopo X Factor, ho imparato a fregarmene un po’.
Non sono capace di indossare una maschera. Nella vita come nella musica torno sempre a essere me stessa. Credo che le persone percepiscano quando c’è verità in quello che fai e che racconti.
Anche durante X Factor non sono stata capita subito da tutti, forse perché molti si sono fermati all’immagine. Ma alla lunga credo che l’autenticità emerga sempre. Magari richiede più tempo, ma è l’unica strada che conosco.
Tra musica, teatro e immaginario visivo

Hai studiato scenografia. Quanto influenza oggi il tuo modo di vivere la musica?
Tantissimo. Ho frequentato il liceo artistico e ho avuto la possibilità di fare laboratori teatrali all’Elfo Puccini di Milano. È un mondo che mi è sempre rimasto dentro.
Mi affascina tutto ciò che riguarda la creatività: la musica, il teatro, l’immagine, la costruzione di un immaginario. In fondo anche un palco è scenografia. Mi sarebbe piaciuto continuare quel percorso di studi, ma poi la musica ha preso il sopravvento.
Come descriveresti il tuo stile personale?
La Layana che sale sul palco è diversa da quella di tutti i giorni. Nella vita quotidiana sono molto semplice: jeans, ballerine e t-shirt bianca.
Sul palco, invece, mi piace esplorare un’estetica più elegante e raffinata, fatta di linee pulite e colori essenziali. Sono due lati diversi della stessa persona.
C’è un rituale che ti aiuta a ritrovarti quando senti il bisogno di fermarti?
La scrittura è sempre stata il mio rifugio. In realtà non sono molto brava a staccare: ho quasi paura che, fermandomi, possa perdere il ritmo.
Quando però ho bisogno di fare chiarezza dentro di me, scrivere mi aiuta tantissimo. Oppure ascoltare musica, fare una passeggiata o semplicemente uscire con un’amica e tornare un po’ alla realtà.
Ti piace leggere?
Mi piace molto leggere e vorrei farlo più spesso. Negli ultimi mesi ho ripreso questa abitudine perché mi aiuta anche nella scrittura. Purtroppo arrivo spesso a fine giornata molto stanca e faccio orari improbabili, quindi non sempre riesco a dedicargli il tempo che vorrei.

C’è un libro che consiglieresti?
Uno degli ultimi che ho letto e che mi è piaciuto molto è Amarsi di Danielle Steel.
E un album?
Direi l’ultimo album di RAYE. Lo ascolto continuamente e ci sono canzoni che considero dei veri capolavori. È un’artista che ammiro moltissimo e che ho avuto la fortuna di vedere anche dal vivo. È un disco che continua a ispirarmi ogni volta che lo riascolto.
Ci saranno occasioni per ascoltare questi nuovi brani dal vivo?
Assolutamente sì. Stiamo lavorando per organizzare una serie di date estive in giro per l’Italia. Non sarà ancora un vero e proprio tour, ma il desiderio è quello di portare questi brani sul palco il prima possibile e iniziare a costruire un rapporto diretto con il pubblico anche dal vivo.