Debutto nel calendario ufficiale CNMI durante la Milano Fashion Week per Afraa Al-Noaimi, fondatrice e direttore creativo di AFRAA, che presenta Eastward Elegance FW26. Una collezione di alta manifattura interamente Made in Italy che costruisce un ponte culturale tra Medio Oriente e Occidente, intrecciando moda, arte ed empowerment femminile. In questa intervista, la designer racconta l’identità del brand, la ricerca sui materiali e la visione di un lifestyle globale.
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Afraa Al-Noaimi racconta Eastward Elegance
La collezione Eastward Elegance nasce dal dialogo tra Oriente e Occidente. Come si traduce questa connessione nei capi? In ogni collezione di AFRAA cerchiamo di integrare una forte componente culturale, traducendola in moda contemporanea. Con Eastward Elegance abbiamo voluto creare un ponte tra Medio Oriente e Occidente, tra la regione MENA e l’Europa, in particolare l’Italia e Milano.
È un dialogo tra due mondi che si riflette nelle silhouette fluide, nei volumi armoniosi e nei dettagli sartoriali. Tradizione e modernità convivono in un linguaggio internazionale, pensato per favorire comprensione e collaborazione reciproca.
Quanto della sua identità personale è presente in questa collezione? Sono profondamente coinvolta nel processo creativo e ogni collezione riflette il mio percorso personale e professionale. Dopo il dottorato in Bocconi, con un focus sull’empowerment femminile nel business e nella creatività, sento ancora più forte la responsabilità di costruire un progetto che valorizzi le donne.
I capi sono pensati per essere inclusivi: possono essere indossati da donne che portano l’hijab, come me, ma anche reinterpretati liberamente da chi non lo indossa. Non vogliamo proporre una moda esclusivamente araba o islamica, ma uno stile aperto e globale, capace di unire culture diverse.

Avete svolto una ricerca particolare sui materiali? Sì, la ricerca è stata centrale. Lavoriamo con il nostro team di produzione in Italia e il progetto è interamente Made in Italy, con processi certificati.
Abbiamo selezionato tessuti pregiati come seta, cashmere e lana, combinandoli per creare un equilibrio tra morbidezza e struttura. I contrasti di texture contribuiscono a raccontare il dialogo tra tradizione e contemporaneità. Ogni scelta materica nasce dall’idea di creare un’eleganza consapevole e di alta manifattura.
Qual è il cuore creativo della collezione? Per me ogni pezzo rappresenta qualcosa che indosserei personalmente. Il cuore del progetto è l’espressione attraverso colori e stratificazioni.
Mi interessa offrire versatilità: un abito può essere portato con pantaloni, con una giacca, con o senza blusa. La possibilità di sovrapporre e reinterpretare i capi permette a ogni donna di esprimere la propria personalità. È un guardaroba pensato per adattarsi, non per imporre.
La collezione segna anche un ampliamento lifestyle del brand. Quanto è importante questa evoluzione? Con la stagione FW26 abbiamo esteso l’universo AFRAA oltre l’abbigliamento, includendo borse, occhiali e gioielli couture.

Gli accessori completano l’idea di un lusso artigianale: occhiali realizzati in Italia con materiali di alta qualità, gioielli prodotti tra Firenze e Arezzo con lavorazioni tradizionali, borse in pellami pregiati. È un modo per costruire un vero lifestyle globale, non solo una collezione di moda.
Che emozione prova nel debuttare nel calendario ufficiale CNMI durante la Milano Fashion Week? Debuttare nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana è stato un momento molto importante. Presentare la collezione alla Casa degli Artisti ha rafforzato il nostro messaggio di dialogo tra arte e moda.
Per un brand come AFRAA è un’occasione di visibilità internazionale, ma soprattutto è un’opportunità per creare connessioni culturali. Credo profondamente che moda, arte e business possano diventare strumenti di comprensione e crescita reciproca tra due mondi.