Nel cuore di Milano prende vita una nuova pagina della storia di Borbonese, che torna a raccontarsi attraverso il concept narrativo “based on a true story”, un progetto che trasforma l’identità del brand in un vero e proprio racconto contemporaneo. Per questa seconda stagione, la maison sceglie di intrecciare moda, arte e tecnologia, dando forma a un’esperienza immersiva che supera i confini della semplice presentazione di collezione.

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Il titolo dell’installazione, A Room with a View, non è solo una suggestione poetica ma un invito a cambiare prospettiva. Il progetto prende forma in un luogo simbolico di Milano, Palazzo Crespi, iconico edificio progettato nel 1930 da Piero Portaluppi, che diventa parte integrante della narrazione visiva e concettuale. Qui l’universo Borbonese si apre a nuove contaminazioni artistiche, unendo memoria storica e linguaggi contemporanei.

Borbonese sorprende la fashion week con A Room with a View

La presentazione si trasforma così in un vero viaggio sensoriale in cui la collezione Fall Winter 2026 dialoga con installazioni multimediali, atmosfere cinematografiche e scenografie digitali. Il risultato è una narrazione che attraversa tempo, spazio e identità, mostrando come il brand continui a evolversi senza perdere le proprie radici.

Borbonese e il racconto “based on a true story”

Borbonese sceglie ancora una volta di raccontare la propria identità attraverso il format narrativo “based on a true story”, un concept che trasforma la storia del brand in un racconto visivo e culturale. L’obiettivo è quello di mettere in scena non solo una collezione ma una visione, in cui passato e presente dialogano in modo continuo.

Il progetto nasce dalla volontà di riaffermare la missione della maison: trasformare la memoria in visione contemporanea. La storia del brand non viene semplicemente celebrata ma reinterpretata, diventando un punto di partenza per nuove sperimentazioni artistiche e narrative.

Questa ricerca si lega alla naturale vocazione di Borbonese verso le espressioni artistiche d’avanguardia. Il brand ha sempre guardato con interesse ai movimenti innovativi, dai Futuristi dei primi del Novecento fino alle più recenti forme di sperimentazione digitale. In questa nuova fase la maison esplora anche linguaggi legati alle tecnologie multimediali e all’intelligenza artificiale, aprendo nuove possibilità creative.

Il cinema diventa un altro elemento centrale della narrazione. Non solo come fonte di ispirazione estetica ma come linguaggio capace di costruire atmosfere e racconti visivi. In questo modo la presentazione della collezione si trasforma in un’esperienza che ricorda una scena cinematografica, in cui ogni dettaglio contribuisce a costruire un universo narrativo coerente.

Palazzo Crespi diventa scenografia immersiva

Palazzo Crespi, nel cuore di Milano, diventa la cornice di questo racconto contemporaneo. L’edificio progettato nel 1930 dall’architetto Piero Portaluppi non è soltanto un luogo espositivo ma una parte fondamentale della narrazione.

L’ingresso del palazzo viene trasformato in un ambiente immersivo che amplifica l’identità del brand. Le architetture storiche dialogano con proiezioni digitali, luci e installazioni multimediali, creando un contrasto affascinante tra storia e innovazione.

Lo spazio diventa così un organismo narrante, capace di accogliere e amplificare l’immaginario Borbonese. Le superfici dell’edificio si trasformano in schermi visivi su cui prendono vita colori, forme e suggestioni che accompagnano lo spettatore in un percorso sensoriale.

Questa scelta rafforza il legame tra la maison e il contesto culturale milanese. Milano non è solo il luogo della presentazione ma diventa parte integrante del racconto, un palcoscenico ideale in cui moda, arte e architettura possono incontrarsi e dialogare.

L’atmosfera che si crea all’interno del palazzo è quella di uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza visiva unica.

L’arte transmediale di Martin Romeo

Martin Romeo, artista transmediale italo-argentino, è il protagonista della dimensione artistica del progetto. Il suo lavoro si concentra sull’esplorazione del rapporto tra natura e tecnologia, due elementi che diventano il cuore dell’installazione.

Le sue opere combinano sculture interattive, performance in ambienti virtuali e installazioni multimediali, creando un linguaggio artistico che supera i confini delle discipline tradizionali. Questo approccio si inserisce perfettamente nell’universo Borbonese, amplificandone i codici estetici e trasformandoli in un’esperienza immersiva.

Il suo intervento scenografico apre a nuove possibilità di percezione dello spazio. L’installazione non propone un unico punto di vista ma una molteplicità di prospettive, come se lo spettatore si trovasse all’interno di un caleidoscopio visivo.

Le immagini digitali, le sonorità sintetiche e i processi generativi creano un ecosistema visivo in cui presenza fisica e presenza digitale convivono e si influenzano a vicenda. Le nuvole, reali e immaginarie, diventano un elemento simbolico che attraversa l’intera installazione, evocando paesaggi naturali e dimensioni oniriche.

In questo scenario, la tecnologia non sostituisce la natura ma la amplifica, creando un dialogo continuo tra mondo reale e universo digitale.

Il simbolo dell’Occhio di Pernice

L’identità Borbonese affonda le proprie radici nel mondo naturale, un universo che nel tempo è diventato parte integrante del linguaggio estetico del brand. Il simbolo più rappresentativo di questa visione è l’Occhio di Pernice, il pattern iconico che definisce la storia e l’immaginario della maison.

Questo motivo grafico nasce come un segno primordiale, quasi ancestrale, che nel tempo si è trasformato in un vero linguaggio visivo. Attraverso il pattern l’identità del brand prende forma in texture, cromie e superfici che raccontano una storia riconoscibile.

L’Occhio di Pernice non è soltanto un elemento decorativo ma una struttura narrativa che attraversa le collezioni Borbonese. Come la natura stessa, il segno evolve e si adatta ai cambiamenti del tempo senza perdere la propria essenza.

La maison interpreta questo legame con la natura come una forma di lusso silenzioso. Portare la natura nella quotidianità significa educare lo sguardo e modulare la percezione dello spazio, creando un rapporto più consapevole con ciò che ci circonda.

Questa filosofia si riflette anche nell’installazione multimediale, in cui il pattern e i riferimenti naturali diventano parte di un paesaggio visivo che avvolge l’intero spazio espositivo.

La collezione Fall Winter 2026

All’interno di questa esperienza immersiva prende forma la collezione Fall Winter 2026, che diventa parte attiva della narrazione. I modelli non sono semplicemente esposti ma partecipano alla costruzione dell’atmosfera scenica.

Tra i protagonisti della collezione emergono le nuove versioni delle borse Première e Bice, già diventate icone della linea Identity. Questi modelli vengono reinterpretati attraverso materiali inediti che arricchiscono l’identità del brand.

Tra le novità spiccano cavallino, montone, ecofur e tessuto riciclato maculato, materiali che riflettono la ricerca costante della maison tra innovazione e tradizione. L’attenzione ai dettagli e alla qualità dei materiali rimane uno dei tratti distintivi della collezione.

Accanto a questi modelli trovano spazio le mini hobo B-Halo, presentate in sette varianti da collezione, e la B-Wave, che riporta in primo piano la staffa iconica del brand.

L’intera collezione esprime l’essenza di Borbonese attraverso linee morbide, strutture leggere e materiali performanti. Il risultato è un equilibrio tra eleganza discreta e ricerca stilistica, in cui ogni dettaglio contribuisce a definire un’identità riconoscibile.

La collezione dimostra come il brand riesca a evolversi nel tempo mantenendo intatto il proprio DNA, unendo innovazione, tradizione e una visione contemporanea della moda.