Nel cuore creativo di Milano prende forma un nuovo capitolo del dialogo tra moda, community e cultura contemporanea. Con The House of Coffee, Starbucks ha avviato un percorso che va oltre l’esperienza tradizionale del brand, trasformando la Starbucks Milan Roastery in un luogo di incontro tra linguaggi creativi diversi.

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Oggi questa visione entra in una fase evolutiva con The Apron Project, un’iniziativa che unisce design, identità e impegno sociale attraverso la reinterpretazione di uno dei simboli più riconoscibili del marchio: il grembiule verde.

Il progetto si inserisce in un momento strategico per la città, rafforzando il legame tra lifestyle e sperimentazione culturale. Non si tratta semplicemente di una capsule creativa, ma di una piattaforma che mette in relazione personalità della scena milanese contemporanea, offrendo una nuova lettura di un oggetto quotidiano trasformato in capo fashion.

The Apron Project di Starbucks: il grembiule diventa oggetto di design

Dopo il debutto della piattaforma The House of Coffee, Starbucks prosegue il proprio percorso con The Apron Project, un’iniziativa che ruota attorno a edizioni speciali dell’iconico grembiule Starbucks. Il progetto è curato da Sarah Andelman, fondatrice di Just An Idea e figura riconosciuta a livello internazionale per la sua visione curatoriale distintiva.

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Al centro dell’iniziativa c’è la reinterpretazione del grembiule come oggetto simbolico. Non più soltanto uniforme da lavoro, ma superficie espressiva capace di raccontare linguaggi personali e sensibilità creative differenti. Ogni pezzo nasce come un intervento mirato, pensato per tradurre valori, estetica e visione dei designer coinvolti.

Questa operazione segna un passaggio importante: il grembiule diventa un territorio progettuale dove artigianalità, moda e identità culturale si incontrano in modo diretto e contemporaneo.

I designer milanesi coinvolti tra moda e creatività contemporanea

The Apron Project prende vita grazie al contributo di una selezione di creativi milanesi che rappresentano prospettive diverse della scena attuale. Tra i protagonisti figurano, tra i tanti, Carolina Castiglioni, fondatrice e direttrice creativa del brand di lusso Plan C; la designer Sara Battaglia; e Galib Gassanoff, fondatore del brand Institution.

Ciascun designer ha lavorato sul grembiule Starbucks come su una tela progettuale, trasformandolo in un capo con una forte identità visiva. Il risultato è una serie di interpretazioni che riflettono approcci differenti, ma unite da una visione comune: dare nuova dignità estetica a un oggetto funzionale.

L’iniziativa assume anche una dimensione valoriale significativa. L’intero ricavato delle vendite dei grembiuli personalizzati sarà devoluto a organizzazioni benefiche scelte direttamente dai designer partecipanti, rafforzando il legame tra creatività e responsabilità sociale.

Starbucks Milan Roastery al centro della Milan Women’s Fashion Week

A sottolineare questo legame è anche la visione del brand. «Milano ha sempre ispirato Starbucks: è lì che la nostra storia è iniziata oltre 50 anni fa», afferma Esther van Onselen, Vice President Brand & Customer Experience per Europa, Medio Oriente e Africa. «Il grembiule verde è l’emblema di Starbucks ed è diventato un’icona globale. Abbiamo ritenuto che questo fosse il momento giusto per The Apron Project, unendo due mondi di artigianalità e mettendo in luce la creatività audace di quattro designer milanesi, che hanno espresso la loro visione su misura reinterpretando il grembiule Starbucks come capo fashion per la Primavera/Estate.»

Plan C, Sara Battaglia e Institution reinterpretano il grembiule Starbucks

Ogni designer ha affrontato il progetto partendo dal proprio linguaggio distintivo. Carolina Castiglioni ha lavorato sul concetto di uniformi funzionali, tema centrale nella sua ricerca per Plan C. «Le divise da lavoro mi affascinano perché sono oggetti nati per uno scopo preciso: l’estetica non è decoro, ma legata alla funzionalità. Per Plan C mi ispiro da sempre a questi volumi per creare dei capi che siano allo stesso tempo funzionali e speciali. Mi piace l’idea di nobilitare un capo da lavoro come un grembiule, dimostrando che una divisa può avere una forte identità ed essere, allo stesso tempo, bella da indossare.»

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Sara Battaglia ha invece reinterpretato il grembiule attraverso i codici che definiscono il suo universo creativo. «Ho reinterpretato l’iconico grembiule Starbucks attraverso i codici di Sara Battaglia: il Red Collar come firma identitaria e la Plissé Discipline come metodo costruttivo. Un capo pratico che valorizza e impreziosisce, portando con sé un significato preciso — dove estetica e funzione si incontrano.»

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Anche Galib Gassanoff ha dato al progetto una dimensione profondamente personale e sociale. «Sono felice di far parte del progetto Apron, perché mi offre l’opportunità di sostenere una causa di grande valore, la Hothur Foundation. L’organizzazione supporta il trattamento e la riabilitazione delle vittime di attacchi con acido in India, una causa che mi sta molto a cuore da quando ho scoperto questa realtà grazie alla sua fondatrice, Kulsum Shadab Wahab.”

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The House of Coffee: la strategia culturale di Starbucks a Milano

Con The Apron Project, Starbucks rafforza la propria strategia The House of Coffee, una piattaforma pensata per creare connessioni tra creatività, lifestyle e community. Il progetto dimostra come il brand stia evolvendo verso un modello sempre più esperienziale, in cui il prodotto diventa solo uno degli elementi di un ecosistema culturale più ampio.

Milano si conferma il laboratorio ideale per questo tipo di sperimentazione. La città, con la sua stratificazione di linguaggi e la sua apertura alle contaminazioni, offre il contesto perfetto per iniziative che mettono in dialogo moda, design e cultura urbana.

The Apron Project non è quindi solo una collaborazione creativa, ma un segnale preciso di come i confini tra fashion, retail e storytelling culturale stiano diventando sempre più permeabili. Il grembiule Starbucks, reinterpretato dai designer milanesi, diventa così il simbolo di una nuova fase in cui identità di brand e visione creativa si incontrano in modo sempre più diretto.