Siamo stati alla conferenza stampa della prima edizione della Como Tattoo Convention che si terrà dal 3 al 5 ottobre 2025 presso LrioFiera di Erba e nasce con l’obiettivo di unire l’arte del tatuaggio a un approccio rigoroso verso igiene e sicurezza, offrendo agli artisti un palcoscenico nuovo e strutturato.

Ideata e promossa da Maria Elena Olcelli, alla guida di Olcelli Farmaceutici, la manifestazione vuole distinguersi dalle altre convention italiane puntando su qualità, formazione e cultura.

Accanto alla componente tecnica e organizzativa, la convention mette in luce il valore culturale del tatuaggio, grazie anche all’intervento di figure come Filippo Borella, che sottolinea l’importanza di un dialogo con l’arte contemporanea, e Mirko Zona, tatuatore e direttore artistico che invita a superare i pregiudizi verso questa forma espressiva.

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Como Tattoo Convention tatuaggio donna

La città di Como, meta internazionale di celebrità e cornice suggestiva, è stata scelta per ospitare questa prima edizione, che vedrà la partecipazione di artisti locali e internazionali, performer e studenti coinvolti in contest dedicati. Con oltre 44 mila metri quadrati a disposizione, di cui 15 mila al coperto, l’evento si presenta come un nuovo punto di riferimento per il settore, unendo arte, cultura e professionalità in un unico grande appuntamento.

Intervista a Maria Elena Olcelli, alla guida di Olcelli Farmaceutici su Como Tattoo Convention e il mondo dei tatuaggi

La Como Tattoo Convention nasce quest’anno: qual è l’idea alla base di questo progetto? L’idea nasce dal desiderio di dare al mondo del tatuaggio un palcoscenico che unisca tradizione, professionalità e soprattutto il rispetto delle normative igienico-sanitarie. Troppo spesso questi aspetti vengono messi in secondo piano, mentre noi crediamo che debbano essere sempre al primo posto. Per questo abbiamo voluto creare un evento che, oltre a celebrare l’arte del tatuaggio, sensibilizzi anche sul tema dell’igiene e della sicurezza, imprescindibili per chi opera in questo settore. 

Che cosa caratterizza questa prima edizione della convention? È un’edizione che punta molto sulla qualità e sulla sicurezza. Per la prima volta gli artisti avranno a disposizione postazioni ampie e perfettamente attrezzate, con uno standard di 3×3 metri, che permetterà loro di lavorare in condizioni ottimali e nel pieno rispetto delle normative. Questo significa dare agli artisti la possibilità di esprimersi al meglio, ma in un contesto controllato e sicuro. Ci saranno diverse postazioni sia all’interno che all’esterno, e tutto sarà organizzato per evitare qualunque rischio.

Ci saranno figure professionali a supporto durante l’evento? Sì, sarà con noi la dottoressa Di Toro, che seguirà da vicino tutti gli aspetti legati alla regolamentazione, alla qualità e alla conformità delle disposizioni sanitarie. La sua presenza è fondamentale per garantire che la convention non sia solo un’occasione di spettacolo, ma anche un esempio concreto di come si possa coniugare creatività e rispetto delle regole.

Quali sono state le principali sfide nell’organizzazione di questo evento? Abbiamo lavorato a lungo per preparare questa prima edizione, con oltre due anni di progettazione e formazione. Ho seguito corsi, lezioni e approfondimenti proprio per avere tutte le conoscenze necessarie. Penso che questi elementi possano fare davvero la differenza: la nostra ambizione è quella di offrire un evento che valorizzi i tatuatori e al tempo stesso dia massima sicurezza al pubblico e ai partecipanti.

FOTO LAVORI Stefano Alcantara

In che modo la sua azienda è legata a questo progetto? Olcelli Farmaceutici ha radici profonde. Fondata nel 1944 grazie all’intuizione di mia nonna, iniziò come azienda cosmetica collaborando con la famiglia Bonomelli per la produzione dei fiori di camomilla. Negli anni, con l’ingresso di mio padre, farmacista e formulatore, si è trasformata in un’azienda farmaceutica a tutti gli effetti, con autorizzazioni ministeriali e produzione di farmaci, cosmetici e integratori. Quando sono entrata io, ho portato una nuova linea di prodotti dedicati ai bambini, Linea Mamma Baby, oggi venduta in 17 Paesi con grande successo soprattutto in Giappone.

Da questa esperienza è nata anche una linea dedicata all’aftercare del tatuaggio, con prodotti specifici per la cura e la protezione della pelle. Partecipando alle convention mi sono resa conto che mancava un approccio culturale e artistico. Per questo ho deciso di creare un evento diverso: la Como Tattoo Convention. Con oltre 44 mila metri quadrati a disposizione e più di 15 mila al coperto, la manifestazione ospiterà tatuatori da tutto il mondo, spettacoli culturali e persino un gemellaggio con la New York Tattoo Convention. È una sfida enorme, ma è anche un sogno che si realizza.

Intervista a Filippo Borella, curatore artistico della convention su Como Tattoo Convention e il mondo dei tatuaggi

Il tatuaggio non è solo tecnica, ma anche arte. Quale valore culturale porta questa convention? Il tatuaggio è una forma di espressione che va ben oltre la pelle. Questa manifestazione è un’occasione preziosa per inserirlo nel discorso dell’arte contemporanea. È un dialogo con galleristi, collezionisti e nuove generazioni. All’inizio alcuni artisti erano restii a partecipare, abituati a lavorare in contesti più istituzionali, ma hanno capito che qui c’è uno spazio culturale vivo. Anche i giovani hanno risposto con entusiasmo: quando se ne è parlato a scuola, l’interesse è stato immediato. Questo dimostra che il tatuaggio oggi è riconosciuto come forma d’arte a tutti gli effetti. 

Intervista a Mirko Zona, tatuatore di Como e direttore artistico della manifestazione su Como Tattoo Convention e il mondo dei tatuaggi

Secondo te questa convention può aiutare a superare i pregiudizi che circondano il mondo del tatuaggio? Assolutamente sì. Il tatuaggio è ancora visto da molti come qualcosa di “spaventoso” per la sua permanenza. Serve ricontestualizzarlo e ricordare che dietro ogni segno sulla pelle ci sono secoli di storia e tradizione, oltre a un futuro creativo ancora tutto da esplorare. La Como Tattoo Convention aiuta proprio a far conoscere questo lato del tatuaggio, che non è “scarabocchiarsi la pelle”, ma un linguaggio artistico che ha radici profonde e nuove prospettive. 

foto lavori Yomico Moreno

La locandina della convention ha un impatto molto forte. Ci puoi raccontare qualcosa in più? La locandina è stata realizzata da un artista spagnolo-filippino con base a Tenerife, riconosciuto a livello mondiale e vincitore di oltre cento premi nelle convention internazionali. È stato scelto perché la sua visione del tatuaggio è unica, capace di unire ideologia, tecnica e un immaginario potente. Volevamo che l’immagine simbolo della manifestazione fosse non solo accattivante, ma anche un’opera d’arte in sé.

Perché Como e non una città più grande come Milano o Roma? Milano ospita già da anni una convention di grande successo, ma a Como mancava un evento simile. Eppure la città è un’icona internazionale, meta di celebrità, matrimoni e set cinematografici. Abbiamo pensato che fosse il luogo perfetto per una manifestazione che unisse arte, cultura e tatuaggio. Como non è meno importante di altre città: basti pensare a Lucca, che ospita eventi di grande rilievo pur non avendo la stessa notorietà.

Protagonisti e novità artistiche della Como Tattoo Convention

La Como Tattoo Convention non sarà solo un appuntamento per tatuatori e appassionati, ma anche un vero contenitore culturale. Tra i protagonisti attesi ci sono figure di rilievo internazionale come Lars Krutak, antropologo dei tatuaggi e volto noto di Discovery Channel, Renée La Bulgara, dj e performer, e Bruno Valsecchi, piercer professionista con oltre trent’anni di esperienza.

Grande attenzione sarà riservata anche ai giovani. È stato creato un contest rivolto agli studenti di istituti e licei artistici che presenteranno progetti legati al tema del futuro e della percezione sociale attraverso il linguaggio visivo. Le opere saranno esposte durante i tre giorni della convention e i vincitori parteciperanno a una speciale esperienza formativa a contatto con professionisti e artisti.