Velia Beachwear è il brand fondato da Flavia Verrusio con l’obiettivo di creare costumi da bagno eleganti, essenziali e senza tempo.

Dalla passione per il mare e i viaggi è nata l’ispirazione per una linea che unisce qualità dei tessuti, attenzione ai dettagli e modelli pensati per donne di ogni età e fisicità.

In questa intervista, la designer Flavia Verrusio di Velia Beachwear racconta le origini del progetto, le difficoltà iniziali, l’evoluzione del marchio e i sogni per il futuro.

Flavia Verrusio founder Velia Beachwear
Flavia Verrusio founder Velia Beachwear

Com’è nata l’idea di creare un brand di costumi da bagno? È nata dal desiderio di realizzare qualcosa di mio, legato alle mie passioni: il mare e i viaggi. Fin da bambina mi piaceva creare, ma per molti anni non ho potuto coltivare questa inclinazione. A un certo punto, anche per motivi personali e familiari, ho sentito il bisogno di intraprendere un nuovo percorso. Ero in spiaggia dai miei genitori, nel Cilento, al tramonto davanti alla torre di Velia, e lì ho deciso: voglio fondare un brand di costumi. Da quell’ispirazione sono nati il nome e lo stile classico che rappresentano Velia.

Qual è stata la reazione della tua famiglia quando hai condiviso questa decisione? L’ho detto subito a mio marito Stefano ed è stato entusiasta. Anche i miei figli, Edoardo e Marta, hanno accolto l’idea con grande entusiasmo. Per me è stato fondamentale, perché mi ha dato la certezza che non si trattasse solo di un sogno romantico nato in spiaggia, ma di un progetto concreto e condiviso con chi amo.

Quali difficoltà hai incontrato all’inizio? La difficoltà maggiore è stata trovare le persone giuste. Nel settore beachwear i laboratori specializzati non sono molti e capita spesso di incontrare realtà poco affidabili. Il primo anno è stato complicato, ma poi ho trovato una collaborazione solida e da lì il percorso è cambiato.

Disegni tu stessa i costumi? Sì, ed è la parte che mi diverte di più. Non mi considero una disegnatrice perfetta, ma penso che la creatività sia un allenamento: più disegni e più idee nuove emergono.

Dove trovi l’ispirazione per le collezioni? Non seguo i trend del momento. Mi affido all’istinto, immaginando cosa vorrei indossare io nella stagione successiva. Lavoro con una visione timeless, creando costumi puliti, essenziali ed eleganti, arricchiti da dettagli che fanno la differenza.

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Che tipo di donna hai in mente quando disegni i tuoi costumi? Mi ispiro a ragazze per poi fare modelli simili per signore (ragazze più grandi come me), e che spesso capita che abbia come clienti madre e figlia, donne con uno stile classico e raffinato, che amano capi essenziali e discreti, che vogliono sentirsi eleganti anche in spiaggia. Ho sviluppato modelli per diverse morfologie: Bia ed Elektra per ragazze più minute, Calypso e Gaia per donne con forme più morbide, mantenendo sempre i dettagli distintivi di Velia.

Qual è stato il primo costume che hai disegnato? L’intero Afrodite: fiocchetti sulle spalle e bottoncini sia davanti sia sulla schiena. Lo considero elegante ma anche molto sensuale, grazie alla scollatura profonda sulla schiena.

E ricordi la prima vendita? Sì, è avvenuta il giorno del compleanno di mio figlio, il 30 aprile, a una signora di Positano. Si trattava del modello Clio a vita alta. È stato un momento emozionante, perché non mi aspettavo che accadesse così presto e così fuori stagione.

Come immagini il brand tra 5 o 10 anni? Vorrei che crescesse, ma senza diventare troppo grande. Mi piacerebbe che rimanesse un marchio di nicchia, con la sua identità ben definita. Ho timore che una crescita eccessiva possa compromettere la qualità e l’essenza di Velia.

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Quali sono le caratteristiche più importanti dei tuoi costumi? Sicuramente i tessuti. Utilizzo una lycra setosa e morbida, che al tatto risulta piacevole e naturale. Anche la fodera è dello stesso tessuto, per garantire maggiore comfort e durata. Alcune clienti mi hanno raccontato di aver avuto la sensazione di non indossare nulla, tanto è gradevole la vestibilità.

Qual è stato il complimento più bello che hai ricevuto? Essere paragonata ai migliori brand di beachwear è un grande onore. Ma mi emoziona anche quando le clienti entrano chiedendo un modello specifico, come il Bia, perché lo conoscono già e ne vogliono un altro. Inoltre, vedere l’orgoglio dei miei figli quando sentono amici e conoscenti parlare di Velia è per me una delle soddisfazioni più grandi.

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere un nuovo progetto? Di provarci senza esitazioni e di insistere. La creatività richiede esercizio: più si lavora a un’idea, più si affina e migliora. Non bisogna fermarsi alla prima intuizione, ma elaborarla finché non si trova la forma migliore.

Ci sono progetti futuri in programma? Sì, il prossimo anno tornerò con un pop-up a Brera per tutto giugno. Sto valutando anche aperture a Roma e Napoli. Inoltre, sto lavorando a una nuova collezione: mi piacerebbe introdurre una fantasia a righe ispirata alle camicie da uomo, mantenendo però i dettagli tipici dei miei costumi.

Hai mai pensato di ampliare la gamma di prodotti oltre ai costumi? Mi piacerebbe proporre qualche pareo, ma il cuore del brand resterà sempre il costume da bagno. Penso sia importante non disperdersi e rimanere focalizzati sull’essenza di Velia.