Il debutto di B-ICONIC nel calendario ufficiale della Milano Fashion Week segna l’arrivo di un nuovo format capace di rivoluzionare l’idea di passerella. Creato da Giulio Di Sabato, Simone Ruggeri e Mitch Mihic, tre professionisti con una lunga esperienza internazionale nella moda e nel marketing, B-ICONIC è molto più di una piattaforma di sfilate: è un evento che unisce moda, musica, arte e lifestyle in un palcoscenico inclusivo e dinamico.

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Patrocinato dal Comune di Milano, il progetto si rivolge non solo a buyer e stampa, ma anche al pubblico finale, in particolare ai millennials e alla Gen Z, coinvolgendoli in un’esperienza multisensoriale che supera i confini tradizionali. La prima edizione, ospitata ai Magazzini Generali, ha visto protagonisti brand emergenti e storici da tutto il mondo, tra cui Kang Heming, Laura Escobar, Onesophie, Par.Lune e lo storico marchio di denim Parasuco.

B-ICONIC the format that revolutionizes milano

In questa intervista esclusiva, i tre fondatori raccontano il significato di questo traguardo, le sfide legate alla selezione dei designer e le ambizioni future di un progetto destinato a diventare internazionale.

Intervista a Giulio Di Sabato, Simone Ruggeri e Mitch Mihic creatori di B-ICONIC

Cosa significa per voi essere entrati nel calendario della Fashion Week?
Per noi è un risultato di enorme valore. La Milano Fashion Week ha una risonanza internazionale e riuscire a entrarvi non è stato semplice. Con B-ICONIC abbiamo voluto presentare qualcosa di innovativo: non solo sfilate, ma un format che unisce moda, musica e lifestyle. È un evento che parla sia al mondo B2B, quindi a buyer e operatori, sia al pubblico finale, in particolare alle nuove generazioni. Millennials e Gen Z sono al centro del nostro progetto, perché crediamo sia fondamentale offrire un’esperienza che superi i confini della passerella tradizionale e diventi un momento culturale inclusivo e multisensoriale. – Giulio Di Sabato

Come avete selezionato i designer che partecipano al progetto?
La selezione è stata molto articolata. Non ci siamo limitati a coinvolgere giovani emergenti, ma anche brand e professionisti con oltre cinquant’anni di esperienza. Abbiamo voluto creare un mix che includesse diverse culture e aree del mondo, dando meno spazio al solo panorama italiano e puntando invece su un respiro internazionale. Da qui la presenza di nomi come Kang Heming e Li Yuntao dalla Cina, Laura Escobar dalla Colombia, Onesophie dall’Italia, Par.Lune dalla Corea, fino a Parasuco, storico brand del denim con 50 anni di carriera. L’obiettivo è trasmettere un messaggio chiaro: la moda italiana ha la capacità di aprirsi e dialogare con realtà globali, arricchendosi nel confronto. – Simone Ruggeri

Dove immaginate B-ICONIC tra cinque anni?
La nostra visione è di respiro globale. Abbiamo scelto di partire da Milano perché rappresenta la capitale mondiale della moda, ma già guardiamo oltre. Nei prossimi anni puntiamo a portare B-ICONIC in città come Parigi, Dubai, New York e Miami. Vogliamo costruire un circuito internazionale che offra ai designer una piattaforma di crescita e visibilità su scala mondiale. Grazie all’esperienza del nostro team – che mette insieme competenze di distribuzione, marketing e strategia globale – sappiamo che questo progetto ha il potenziale per diventare un punto di riferimento stabile e riconosciuto nel panorama internazionale. – Mitch Mihic