Si è presentata sul red carpet del MET Gala 2021 con un outfit ispirato alla saga di Dune. Abito lungo di Iris van Herpen, modello “Bene Gesserit”, con corpetto nude decorato da un pattern in silicone liquido e con uno strascico di 26 metri in seta sfumata, plissettata rigorosamente a mano. Il volto coperto per metà da una maschera metallica argentata firmata Chris Abana, ear cuff disegnati da Lillian Shalom. Nelle mani un libro luminoso e una grande spada di metallo, ai piedi stivali platform Marc Jacobs. Make-up curato in ogni dettaglio da Natasha Severino: eyeliner nero, perle e cristalli. Grimes, al secolo Claire Elise Boucher, continua a farsi notare, vestendo i panni da paladina antichissima di un mondo nuovo. Lei parla di “medieval-futurismo” o di “science fiction-rococò”. E definisce nuove tendenze.

L’artista canadese è nata a Vancouver, il 17 marzo del 1988. Lei odia essere definita una “cantante”, trova che sia troppo riduttivo. È una disegnatrice, una regista di videoclip, una star del web. Dal 2018 ha deciso di farsi chiamare “c” in privato, perché il nome Claire non le è mai piaciuto. Ma soprattutto perché la “c” minuscola è in fisica il simbolo della velocità della luce. Lo trova molto sci-fi. Non a caso ha deciso di chiamare il figlio nato dalla relazione con Elon Musk nientemeno che “X Æ A-XII”. I due pare che si siano separati a settembre di quest’anno, dopo tre anni d’amore, a causa della distanza e dei continui impegni di lui.

Ovviamente, la sua storia con il patron di Tesla ha fatto molto parlare di lei. Grimes però vuole essere riconosciuta per il suo talento, vuole essere la protagonista di un nuovo universo, che vede fondersi visual art, musica e moda. Il suo immaginario è florido, variopinto e multiforme, si passa dal mondo anime delle guerriere Sailor agli scenari fantasy del Signore degli Anelli e di Games of Thrones. Ama Philip K. Dick e la letteratura cyberpunk, trova grande ispirazione nell’opera di Matthew Barney, artista d’avanguardia e ex-marito di Björk.

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Con molta creatività ha rielaborato tutte queste influenze in un’estetica che è già iconica. Mixa elementi della cultura rave anni Novanta e accessori punk come capelli coloratissimi, scarpe creepers e band tee. Attinge a piene mani dall’estetica del mondo fantasy indossando capi eterei, o orecchie a punta. È un elfo tolkeniano, ma anche un alieno. Tra le sue dichiarazioni più strampalate, possiamo sicuramente annoverare quella di un intervento chirurgico sperimentale per eliminare tutta la luce blu dal suo raggio visivo. Grimes sostiene di aver fatto rimuovere il film superiore dei sui bulbi oculari, per averlo sostituirlo con uno strato arancione realizzato in laboratorio. Questo combatterebbe stress e depressione, secondo lei. Ovviamente gli esperti sono molto scettici sulla veridicità di queste dichiarazioni. È però evidente che l’artista indossi spesso lenti a contatto colorate, scegliendo tra diversi toni di grigio, o soluzioni ancora più sceniche come iridi rosse, color ghiaccio, o pupille bianche.

Grimes è tutto quello che vuole essere, con la coerenza di chi padroneggia abilmente i linguaggi della cultura pop e della fashion industry. Racconta che il mondo della moda è sempre stato molto generoso con lei. Era solo una giovane artista, ingaggiata da un’etichetta indipendente, eppure tantissimi stilisti l’invitavano già alle loro sfilate. Secondo lei, questo è stato fondamentale per la sua carriera. Essere fotografati e partecipare a eventi legati al mondo della moda è stata per lei un’opportunità d’oro per promuoversi ed emergere come artista. In questi ultimi anni, infatti, è stata invitata a collaborare con marchi come Louis Vuitton,Chanel, Alexander Wang,Proenza Schouler e Stella McCartney. Strano per una che, stando sempre alle sue dichiarazioni, in giovane età non curava particolarmente il suo aspetto. Avvicinarsi al mondo della moda le ha insegnato molto, ha imparato come il corpo umano possa essere trasformato in un’opera d’arte.

L’artista canadese sostiene, inoltre, che oggi la moda sia di fronte a un punto di svolta cruciale. La battaglia per la sostenibilità deve diventare centrale per questo settore, uno dei più inquinanti al mondo. La moda deve pensare sempre di più a come l’avanzare delle tecnologie rivoluzionerà questo comparto. Avatar e realtà aumentata cambieranno anche la nostra idea di abbigliamento. Secondo Grimes tra non molto vestiremo abiti virtuali e questo sarà espressione di un grande progresso culturale. Sarà infatti molto più sostenibile mappare i nostri corpi e indossare vesti virtuali personalizzate, piuttosto che creare e consumare abiti veri. Forse la nostra paladina medieval-futurista correndo un po’ troppo, ma senza dubbio le sue visioni restano suggestive e ancora tutte da esplorare.

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