Film erotici italiani che hanno fatto la storia del cinema

Discussi, condannati, ammirati, adorati. I film erotici italiani hanno suscitato e suscitano tutt’ora un turbinio di emozioni contrastanti, ma sicuramente non restano indifferenti. Guardati con sdegno negli anni ‘60/’70 (spesso dagli stessi che andavano di nascosto al cinema a vederli), oggi sono annoverati fra i cult delle produzioni nostrane, avendo contribuito a lanciare attrici come Laura Antonelli e Edwige Fenech e registi come Luciano Martino e Lucio Fulci.

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Lista film erotici italiani che hanno fatto la storia

Fra temi controversi come violenza sessuale e incesto, inframezzati da siparietti comici al limite del grottesco, ecco alcuni dei film erotici Made in Italy che hanno fatto la storia del cinema.

Ecco a voi il manuale del sesso perfetto!

Sessomatto (1973)

Una commedia dove si ride di gusto di fronte a vizi e perversioni. Dagli uomini con il pallino delle donne agée alle vendette mafiose a base di sesso troppo focoso, Dino Risi mette in scena nove episodi in cui l’erotismo è bizzarro ma mai volgare.

Il cast di Sessomatto è d’eccezione: Giancarlo Giannini interpreta con charm una pletora di personaggi grotteschi, Laura Antonelli passa dal ruolo di una suora a quello di una ricca padrona di casa, mentre Paola Borboni è una signora che subisce le attenzioni di un giovane avvocato gerontofilo.

Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972)

Un titolo che è entrato nell’immaginario collettivo come l’apice e la summa della commedia erotica italiana anni ’70. Grande successo al botteghino nonostante il divieto ai minori di 18 anni, Quel gran pezzo dell’Ubalda contribuì a far conoscere la splendida Edwige Fenech, qui co-protagonista di un esuberante Pippo Franco.

La trama surreale è a metà fra il film storico e la commedia da cinepanettone. In una sorta di medioevo fantastico, Olimpio de’ Pannocchieschi (Franco) torna a casa da una guerra e viene accolto da sua moglie, la quale ha però fatto temporaneo voto di castità. Sfogherà desideri e goffe pulsioni nei confronti di Ubalda (Fenech), la moglie incredibilmente bella del suo vicino.

La pretora (1976)

Ancora Edwige Fenech, questa volta in un doppio ruolo, quello della seriosa pretora del titolo (Viola) e della sua disinibita gemella (Rosa). Il film di Lucio Fulci gioca con i temi del doppio e degli equivoci per creare una commedia sexy ammiccante, dove non mancano i momenti voyeuristici ed un appagante lieto fine.

Nella trama anche qualche spunto di dramma procedurale: la pretora Viola dovrà difendersi da prove infamanti che in realtà ritraggono la sua gemella per tenersi stretto il suo ruolo e condannare un avvocato truffaldino.

Malizia (1973)

Una delle commedie erotiche più fortunate di sempre. Malizia di Salvatore Samperi incassò più di 5 miliardi di lire al botteghino, risultato secondo quell’anno solo a mostri sacri come Il padrino e Ultimo tango a Parigi. Ad oggi è nella top 20 dei film più visti di sempre in Italia. Non meno importante, questo fu il lungometraggio della consacrazione di Laura Antonelli ad icona sexy degli anni ’70.

Ambientato ad Acireale, Malizia racconta una storia irriverente dai tratti freudiani. Antonelli è Angela, domestica di una famiglia facoltosa che entra nella casa del vedovo Ignazio subito dopo la morte della moglie. Pudica e riservata, verrà concupita sia dall’uomo che dai due giovani figli adolescenti, finendo in un intrico di perversioni e macchinazioni di famiglia.

Satyricon (1969)

Da non confondere con Fellini Satyricon, realizzato per altro nello stesso anno, Satyricon di Gian Luigi Polidoro è una perla che all’epoca della sua uscita fu crudamente censurata e che è stata riscoperta in anni più recenti.

Il cast d’eccellenza capitanato da Ugo Tognazzi nei panni di Trimalcione e Don Backy ripercorre in maniera rocambolesca e dissacrante le vicende narrate da Petronio nella sua opera, fra divinità della fecondità dispettose, peripezie navali e guarigioni miracolose tramite rapporti sessuali.

La chiave (1983)

Dalla commedia al dramma, con alla regia un maestro del genere erotico come Tinto Brass. Da molti considerato come il film più riuscito della filmografia di Brass, La chiave esplora fantasie e perversioni di una coppia sposata alla ricerca di un’intimità perduta. Sullo sfondo, la Venezia malinconica dell’epoca fascista.

Grande successo al botteghino, nel 1983 il film fu superato per incassi solo da un altro cult (di genere completamente diverso): Flashdance. L’apprezzamento del pubblico fu largamente dovuto alla presenza come protagonista di Stefania Sandrelli, una delle attrici più in voga del momento.

Nel film Sandrelli interpreta Teresa Rolfe, moglie del professor Nino Rolfe, direttore della Biennale d’Arte di Venezia. La chiave del titolo è quella che apre un cassetto nel quale il professore tiene il diario con su scritte le sue fantasie sessuali, che Teresa leggerà e al quale risponderà con un altrettanto scabroso racconto dettagliato dei suoi tradimenti.

La carne (1991)

Deliri spirituali, fantasie d’amore annichilenti, cannibalismo. Il regista Marco Ferreri gioca con temi forti e personaggi pittoreschi per realizzare una commedia erotica dai tratti surreali.

Il film venne presentato al 44esimo Festival di Cannes e ricevette pareri di critica discordanti. È invece riconosciuta all’unanimità la bravura dei protagonisti, Sergio Castellitto e Francesca Dellera, rispettivamente nei panni di un impiegato comunale divorziato che suona al pianobar nel tempo libero, e di una giovane estrosa appena reduce da un aborto e da una relazione con un guru indiano. I due si ameranno, appunto, carnalmente, perdendo il contatto con la realtà e finendo in un turbinio di passione a dir poco animalesca.

La liceale (1975)

Un cast iconico per una commedia sexy strabordante. Gloria Guida, Gianfranco D’Angelo, Franco Diogene, Alvaro Vitali e addirittura Ilona Staller sono i protagonisti di una pellicola che ha fatto la storia del genere e che ha lanciato il filone delle studentesse disinibite.

Il film di Michele Massimo Tarantini vede la procace liceale Loredana (Guida) impegnata a fare di tutto per sfruttare al massimo la sua bellezza e malizia. Dalle finte molestie ai tradimenti coniugali, passando dai giri di prostituzione ai ricatti a sfondo sessuale, La liceale tratta con verve colorita temi fra i più bollenti, spaziando dalla satira sociale al divertimento trash.

La pellicola ha avuto un proficuo seguito di film con la stessa Gloria Guida a capitanare il cast e con Lino Banfi come protagonista maschile: La liceale nella classe dei ripetenti (1978), La liceale seduce i professori (1979) e La liceale, il diavolo e l’acqua santa (1979).


Fonte foto: Monika Kozub on Unsplash

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