Elisa Pestrichella: quando lo stile, la scuola di moda e la didattica sono ecofriendly

Due chiacchiere con il Direttore delle Accademie IFDA e Stefano Anselmo di Milano.
Elisa Pestrichella

Tempi delicati questi, tempi difficili, molto difficili, tempi di Covid 19. I progetti vengono rimandati, i sogni anche e… per tutti … su tutto, è un momento da affrontare con coraggio.

E parlando di una grande Accademia di Moda milanese? Da una parte l’esigenza è quella di essere sempre e continuamente sul pezzo – un tratto indispensabile quando si ha a che fare con millennials o la generazione Z …perché i ragazzi parlano un linguaggio nuovo in primis digital.

E dall’altra invece – in tempi di pandemia – fare gli step giusti per poter coccolare i sogni degli studenti che guardano al loro futuro come stylist, redattori di moda, buyer e nel ruolo di player di un business così affascinante come la moda.

Elisa Pestrichella è il Direttore di due Accademie a Milano, due realtà che si integrano e si completano.

Da una parte c’è IFDA (Italian Fashion & Design Academy) ovvero una boutique Academy nata a misura di studente … un’accademia di nicchia e studiata nella sua organizzazione, perché ogni allievo venga seguito quasi in maniera personalizzata. Ecco allora la scelta di avere pochi studenti per classe proprio per far fronte a questo plus.

Dall’altra invece c’è l’Accademia Stefano Anselmo dove gli studenti imparano invece la delicata arte del Make- Up.

Ma non è tutto perché l’Accademia è da tempi non sospetti nata sotto il segno del mood eco-sostenibile. Qui tutto – nella loro sede di Via Tortona –   funziona in chiave eco-friendly … dagli ascensori fino alle macchine da cucire che funzionano con i pannelli fotovoltaici.

Tempi difficili quindi…. e di questi tempi ci si chiede anche come funzioni la didattica e nel caso del Fashion System, come vengono cresciuti e formati i nuovi stilisti e stylist di domani?

Come secondo lei, il vostro settore – quello della didattica nella moda – sta vivendo questo periodo così complicato per tutti? E nello specifico come vi state organizzando con i vostri studenti? Non ci siamo persi d’animo, anzi quando da un giorno all’altro è arrivato il decreto del blocco delle lezioni in sede, immediatamente abbiamo mobilitato piattaforme online per trasferire la didattica in streaming e garantire al nostro corpo studentesco la continuità didattica. Ci siamo immedesimati negli studenti, che stavano vivendo questo momento di isolamento, come tutti noi del resto, e abbiamo cercato di essere il più presenti possibili, guidandoli in nuovo modo di “fare scuola” attraverso un apprendimento digitale. Dopo di che, abbiamo preservato tutte le lezioni pratiche e le esperienze sul campo fino a che ci è stato concesso di tornare in totale sicurezza: quindi dai primi giorni di settembre, i nostri allievi sono stati coinvolti in una full immersion di lezioni dal lunedì al sabato full time. Oggi IFDA è pronta a sostenere qualunque tipo di situazione d’emergenza o meno, sia in sede sia con la didattica a distanza e in modalità e-learning.

Perché IFDA è una vera e propria Boutique Academy? Che cosa vi caratterizza? IFDA è la Boutique Academy di Milano, una scuola di moda “a misura di studente”, che fin dalla sua nascita nel 2001 ha portato avanti una strategia didattica basata su team di studio-lavoro costituiti da docenti professionisti senior e pochissimi studenti, selezionati con un colloquio d’ammissione e provenienti da tutto il mondo. Ciò ha permesso di raggiungere una formazione di elevata qualità e metodi di insegnamento quasi personalizzati, costruiti ad hoc su ogni allievo. Da sempre la nostra mission è quella di valorizzare il talento di ogni studente, incentivando una continua pratica professionale sul campo e puntando sempre ad un mercato di nicchia e non commerciale.

Oggi si parla tanto – e in tutti i settori ma soprattutto molto nella moda – di ecosostenibilità e la vostra sede – la palazzina di Via Tortona 35 – ne è un chiaro esempio. A livello didattico come insegnate ai vostri studenti, tutti giovanissimi, l’importanza di questo messaggio (che non è un trend) ma invece un nuovo modo di vivere? In Accademia si parla e si vive quotidianamente un linguaggio eco-sostenibile. Fin dalle origini di IFDA, il tema della sostenibilità ha sempre avuto un’attenzione particolare, come un senso di responsabilità comune condivisa e di rispetto verso il pianeta.  Oltre a varie collaborazioni ed iniziative, IFDA ha messo le sue radici in una location totalmente sostenibile e ad impatto zero; inoltre, sensibilizziamo i nostri allievi allo spreco, alla raccolta differenziata, al rispetto dell’ambiente e a nuovi modi di pensare la vita e il lavoro. Come? Ad esempio una delle tante materie dei corsi moda è “moda sostenibile”, un viaggio tenuto da esperti del settore che aiuta i talenti di IFDA ad ampliare la loro visione progettuale e culturale per avvicinarsi ad un modo di pensare il più possibile ad impatto zero. I nostri studenti, post diploma e post laurea, hanno un’età che va in media dai 19 ai 25 anni e non solo… anche professionisti del settore scelgono la nostra accademia per aggiornamenti o approfondimenti di alto livello. Per questo ci sentiamo responsabili e in dovere di dare sempre una formazione legata al mercato, ai trends ma soprattutto ancorata al rispetto del mondo in cui viviamo.

 I millenials, la generazione Z… gli smart-phone …. Come vivono oggi i giovanissimi lo stile, la moda attraverso la tecnologia? In poche parole … secondo lei che cosa sanno oggi di moda i ragazzi che non sia strettamente legato al fenomeno influencer o al mondo digitalCredo purtroppo che oggi di moda si sappia ben poco… le nuove generazioni spesso si avvicinano a questo mondo con occhi sognanti perché vedono sui mass media o sui social immagini fuorvianti di una realtà lavorativa che non è sempre e solo così. Questo mondo si basa sul duro lavoro e sulla cultura di professionisti che, spesso in sordina, amano ciò che fanno e danno il loro meglio per realizzare idee, trasmettere messaggi e dettare tendenze, che alla fine sono “semplicemente” gli outfit da noi tutti indossati.  La moda da sempre e per sempre è arte, cultura ma soprattutto ricerca, e le nuove generazioni che prenderanno il nostro posto non devono dimenticarsi questi capisaldi. Forse basterebbe fermarsi ogni tanto a riflettere e ad approfondire di più un concetto piuttosto che fare scrolling no stop.

Sempre parlando dei giovanissimi…lei lavora nella didattica. Quali sono gli elementi o le attitudini che emergono in uno studente (immediatamente o nel tempo) che le fanno capire subito che ci si trova davanti ad un grande talento.. ad un possibile grande stilista di domani? Ci tengo a sottolineare che non si tratta solo di giovanissimi, i nostri studenti sono anche laureati o professionisti che scelgono i nostri corsi per specializzarsi o per cambiare la propria strada lavorativa. Riguardo invece a ciò che mi chiede, il talento si può coltivare, ma uno deve già averlo dentro… e come fare a riconoscerlo? Beh, non ho la sfera di cristallo ma posso dire che a pelle, dopo tutti i colloqui di ammissione fatti, percepisco già chi ha quel quid in più per farcela e lasciare il suo segno. A prescindere ciò che porta a riconoscere un talento o meno, è sicuramente la passione che uno ha dentro, l’umiltà, la determinazione e la fame di conoscenza e di ricerca… questi sono i carburanti che alimentano il successo di un professionista di moda, che sia uno stilista, un fotografo, uno stylist o un buyer.

Oggi con tutti i cambiamenti che stiamo attraversando, compresa anche la crisi nel settore del fashion system, come cambierà la formazione dei ragazzi? Siamo stati tutti travolti in pieno da questo tsunami, sia a livello personale e sia a livello lavorativo. Quello che ha portato è sicuramente una consapevolezza diversa e per i giovani un richiamo alla realtà: è cambiato tutto, il modo di vivere, di pensare e di relazionarci.  Come ho già scritto la nostra formazione rimane in costante aggiornamento e “vicina” ai nostri studenti, che chiedono nostro supporto e presenza costante, ma soprattutto un rapporto con i docenti e colleghi che sia uno scambio di momenti quotidiani, con tutte le dovute precauzioni. La didattica a distanza c’è, non sarà un problema riattivarla all’occorrenza, ma noi di IFDA puntiamo a mantenere la formazione in presenza nei nostri studi a Milano.

Fonte foto: press office IFDA

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