Fitoestrogeni in menopausa: perché non devono mai mancare nella dieta

In genere, la donna tiene molto alla propria linea, perciò cerca sempre di mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato.

semi di lino per dieta menopausa

L’attenzione (insieme a qualche senso di colpa) rispetto alle calorie assunte e alla quantità di sgarri settimanali compiuti non le è mai mancata, ma soprattutto, quando raggiunge la mezza età e i kg di troppo rischiano di accumularsi, inizia a informarsi e a ricorrere alla cosiddetta dieta per la menopausa, all’interno della quale non possono assolutamente mancare i fitoestrogeni.

Si tratta di sostanze naturali, presenti nelle piante, che svolgono negli esseri umani una funzione ormonale, seppur con una potenza minore, molto simile agli estrogeni (da qui il nome).

Proprio per questa ragione, i fitoestrogeni possono aiutare la donna a contrastare i più comuni sintomi fisici della menopausa (quali, oltre l’aumento del peso corporeo, le vampate di calore e la secchezza vaginale e della pelle) in modo da farle ritrovare l’equilibrio fisiologico – insieme al benessere mentale – perso a causa della riduzione del livello degli ormoni nell’organismo.

I fitoestrogeni possono essere classificati in tre grandi categorie:

  • gli isoflavoni,che si trovano nella soia (e derivati), nei legumi e nei cereali integrali;
  • i cumestani, che si trovano principalmente nei fagioli, nei germogli (soprattutto di soia), nei chiodi di garofano e nei semi di girasole;
  • i lignani che si trovano nei semi di lino e di sesamo, nel luppolo, in frutta e verdura di stagione.

Come si può notare, la maggior parte delle pietanze appena indicate sono tipiche della cucina orientale. Non a caso, l’interesse verso i fitoestrogeni è nato in seguito ai risultati di alcune ricerche svolte per cercare una motivazione riguardo la minore presenza nelle donne asiatiche dei sintomi della menopausa. Tali studi hanno condotto proprio alla loro caratteristica alimentazione che, di conseguenza, è ormai sempre più spesso consigliata dai dietologi all’universo femminile.

Inoltre, si è rilevato che i fitoestrogeni sono particolarmente concentrati nella buccia. Dunque, i cibi integrali sono da preferire di gran lunga a quelli lavorati e raffinati.

E per coloro che non amano particolarmente questi sapori, è sempre possibile ricorrere a integratori alimentari a base di estratto di soia (noti come isoflavoni della soia) la cui dose giornaliera, però, secondo le disposizioni del Ministero della Salute, non deve superare gli 80 mg.

Tuttavia, va sottolineato che purtroppo non sempre l’effetto dei fitoestrogeni dà i risultati sperati, poiché l’efficacia di queste sostanze naturali dipende in gran parte dalla capacità (che varia da donna a donna) del sistema digerente di “attivarle” e assorbirle in maggiore o minore quantità.

I fitoestrogeni presenti naturalmente nei cibi, così come quelli assunti tramite gli integratori alimentari, sono infatti dei precursori inattivati dei fitoestrogeni veri e propri. E la loro attivazione è favorita soprattutto dalla flora batterica intestinale.

 Fondamentale, allora, risulta essere mantenere quest’ultima funzionale, vitale e in equilibrio, ad esempio mediante:

  • l’inserimento nella dieta anche dello yogurt per abbassare il pH intestinale così da contrastare la proliferazione di pericolosi germi;
  • la riduzione dell’utilizzo di farmaci come antibiotici e, soprattutto, antinfiammatori quando non strettamente necessario;
  • la diminuzione dello stress, sia esso presente a livello familiare o lavorativo;
  • l’aumento delle ore di riposo (almeno 8 al giorno) per ridurre l’irritabilità.

In conclusione, è chiaro che la natura offre degli utili supporti per affrontare al meglio i cambiamenti dovuti  alla menopausa (oltre ai fitoestrogeni anche le vitamine e svariate erbe), ma ogni donna deve pur sempre fare la propria parte compiendo scelte giorno dopo giorno che ne segneranno il successo o meno rispetto agli obiettivi prefissati.

Nel caso in cui, poi, l’entità dei fastidi non dovesse comunque accennare a diminuire, al punto da non permettere di mantenere alta la qualità della vita, bisognerà rivolgersi al proprio ginecologo o alla propria ginecologa di fiducia che, in seguito a un’accurata visita, di certo sarà in grado di valutare correttamente la situazione e di trovare la soluzione più adatta in base alle singole esigenze della paziente.

Si può persino arrivare a decidere di intraprendere la strada della terapia ormonale sostitutiva (TOS) che si basa sulla somministrazione (sempre su prescrizione dello specialista) di diversi tipi di ormoni mediante cerotti, spray o pillole, in modo da ristabilire con un metodo più incisivo l’equilibrio fisiologico perso.

L’importante è non lasciarsi sopraffare dallo sconforto, poiché, come disse il famoso scrittore statunitense Jim Rohn: “Noi tutti dobbiamo intraprendere una lotta intensa e prolungata contro la costante tendenza a cadere in basso. Se ci rilassiamo, i parassiti e le erbacce della negatività entreranno nel giardino e porteranno via tutti ciò che è di valore”.

La menopausa non è una malattia e qualunque seccatura essa porti con sé va affrontata con la massima serenità, grazie alla saggezza costruita nell’arco dell’intera vita. D’altronde, non si tratta sicuramente del primo percorso in salita che si sarà incontrato.

Fonte foto: Foto di Pezibear da Pixabay 

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