Bottega Veneta e la pura e sublime evoluzione del marchio visto da Daniel Lee
Photo Gallery

La purezza della forma. L’intrecciato che continua ad emergere. Le frange amplificate.

Una poetica sensualità pervade ogni singolo capo della bella collezione di Bottega Veneta per l’Autunno-Inverno 2020-2021.

Ma non solo. Daniel Lee che sta portando la Maison – stagione dopo stagione –  verso una direzione totalmente nuova, ne celebra ora – con questa collezione – anche una sua sublime evoluzione.

Tutto è delineato da una forte componente giocata su un profondo “tocco” di permeata semplicità… perché permeata? Perché fortemente intrisa di contenuto, di sostanza…  ovvero di quel messaggio di estremo lusso che la Maison – del Gruppo Kering – esprime fin dall’inizio: lusso senza esagerazione, lusso invece più interiore ma che traspare da tagli e proporzioni, tessuti e dalla particolarità dei “guizzi” creativi sui capi per mostrare al meglio come la poesia del classico può non discostarsi mai dalle forme di domani.

Versace e la sua nuova sensualità

Daniel Lee questa classicità proiettata al futuro inizia a sottolinearla, già dal set della sfilata dove il classico appunto, è tracciato di pura modernità attraverso proiezioni digitali che costruiscono archi palladiani e statue, che fanno da coreografia ad una sfilata co-ed dove ricche palette ceree esaltano la profondità dei colori nero. Ci sono lo scarlatto, il lollipop, il kiwi e il cioccolato tradotti su silhouette allungate che fasciano e aderiscono al corpo per richiamarne la sua sinuosità.

La forma più pura e l’intrecciatoplus di Bottega Veneta – che continua ad emergere, ma rivoluzionato dalla modernità. Meravigliosi gli abiti che luccicano con garbo, e le frange amplificate e di grande effetto.

Personale. Confortante. Sensibile. Un affascinante viaggio che attraversa la vita quotidiana. Una nuova eleganza adatta ad ogni eventualità. Bravo Lee!

 

Fonte foto: Bottega Veneta press office

 

Commenti

comments