Prepararsi alla Rando Imperator? Al Lago di Como è meglio

Da qui al 9-10 Maggio, quando sarà il momento di affrontare la Rando Imperator, sembra ancora che manchi tantissimo tempo. Tuttavia gli incontri di preparazione sono indispensabili. Perché 650 km non sono proprio una passeggiata...

Prepararsi ad affrontare la Rando Imperator è ormai… l’imperativo di questa stagione tardo invernale! E se un vago sentore della primavera fino all’anno scorso lo portava la Mirando, la fantastica randonnée dei Navigli che andrà in scena domenica 16 febbraio, questa volta sono gli imperdibili appuntamenti battezzati “Road to Imperator” a far sì che il timido muscolo del ciclista in letargo inizi a germogliare sotto alla spessa coltre del bib long.

Così, neppure se ci fossimo messe d’accordo, dopo un’improbabile sveglia domenicale alle 6.15, mi ritrovo sullo stesso binario di Benedetta che, da opposta via, sgancia il pedale davanti alla stazione di Cadorna esattamente nello stesso mio istante.

Il ciclismo riserva sempre delle sincronie inaspettate! Ed è bello conoscere finalmente “live” proprio quella Benedetta con cui, tramite la chat whatsapp Road to Imperator, avevamo già scambiato qualche parola di entusiasmo.

Già in treno quindi l’aria si fa frizzantina… c’é lo spirito giusto, quello che magicamente attira altri ciclisti. C’é il capotreno, Luca, che si rivela essere uno “dei nostri” ed è subito un seguirsi a vicenda su Strava. C’é la “voglia di qualcosa di buono” che viene subito premiata da qualche pallina di wafher proteica che l’amica Ilenia mi aveva fatto mandare in assaggio da ProAction. Sì è il momento di provarle! Anche perché capisco subito che Benedetta, tesserata con Sartoria Ciclistica Faema di Como, i “titolari” di questo allenamento pre-Imperator, è una che farà il lungo lago a minimo 35 km/h, con tutto quel mangia e bevi che conosco bene, per averlo digerito in agosto, e che non so se in febbraio sarò in grado di affrontare con lo stesso sorriso sulle labbra.

Il capotreno Luca è “dei nostri” ed ecco subito che ci lanciamo nei classici discorsi fra ciclisti… che bici hai, quanti km fai…
Benedetta è rapidissima nell’immortalare il momento a insaputa dei conversatori

Del resto chi come Benedetta fa 6 km di nuoto tutti i dì, in meno di 2 ore, svegliandosi alle 5.30, ha sicuramente una marcia in più. Sì, allora. L’ultima pallina di wafher me la pappo io, ne avrò proprio bisogno!

A Como, a pochi metri dall’abside del duomo, il bar-ritrovo per appassionati Sartoria Ciclistica è deliziosamente caldo e accogliente. E c’é chi lo ha raggiunto da Padova, come la squadra di PH – Push Hard con Mario, Giona e la sua lunga barba da asceta, Linda e i ragazzi di Witoor, gli organizzatori della Imperator, venuti fin qui a fare proselitismo. C’è persino una piccola squadra munita di Brompton, la biciclettina pieghevole che, un po’ come un bulldog francese, ha nel mondo tantissimi (e un po’ pazzi) estimatori.

Tra un caffé e una brioches vegana Sartoria Ciclistica si popola rapidamente. A destra c’è Alex, il proprietario, ex pro, insieme a Benedetta.
Sul suo dito il nuovo adesivo dell’ASD Sartoria Ciclistica Faema da sfoggiare sul telaio

Ciao! Noi ci siamo iscritti, come funziona qui?” mi chiedono Tiziana e Alessandro. Lei ha la maglia della Cassinis. “Si beve insieme il caffé e si parte – rispondo – sperando poi di riuscire a rimanere… insieme!“.

La sensazione infatti che Alex, Gabriele, Marina, la stessa Benedetta e tutti i ragazzi del team Sartoria, che in alcuni casi sono anche ex pro, ci vogliano tirare il collo fin dai primi metri sarà infatti confermata dalla pioggia di medaglie d’oro conquistate su Strava persino nella trafficata Cernobbio. Mai stata più veloce. Ma reggerò? No che non reggerò… Eccola lì, la prima salita… Non faccio in tempo a sussurrare a Benedetta, lì al mio fianco, “però… ecco un bel 6%” che subito le gambe diventano marmo di Michelangelo e i polmoni proprio non ce la fanno a cancellare il debito d’ossigeno.

Sconsolatamente mi vedo passare sulle orecchie tutto il gruppetto di testa, quello che spingeva come se fossimo ad una granfondo… altro che randonnée!

Poco male, ecco arrivare i nuovi soci Tiziana e Alessandro. Siamo con lo stesso ritmo e così la strada Regina ritorna vivibile e visibile in tutta la sua panoramica bellezza.

Per fortuna Tiziana e Alessandro hanno la mia stessa andatura… ce la posso fare!

In un attimo siamo già a Menaggio e il Garmin segna una media di oltre 30 km/h. Però… niente male.
Caffé, foto di rito, un saluto rapido a Cristiano De Rosa che, quando è in bici, incontro sempre più spesso, ed eccoci pronti a ripartire.

Con lo spauracchio minacciato da Alex: “una bella salita al 15%“. La facciamo? “No, no, no… grazie“, sento la mia voce rispondere con la stessa determinazione di Junior Cally. Con i nuovi amici milanesi, Tiziana e Alessandro, decidiamo così di goderci il panorama lacustre dalla prospettiva della vecchia Regina.

Il mio arrivo a Menaggio non è poi così drammaticamente distante del gruppo dei più forti (eccomi dietro alla fontanella mentre gli altri hanno da poco sganciato il pedale). Ph: Simone Dovigo Witoor

E sì, direi che ho proprio fatto bene. Le foto che documentano quell’ignota salita percorsa dal gruppo forte, mostrano uno zig zag che con quei muscoli allenati lì non è certo da 15%. “Ho detto così perché altrimenti nessuno l’avrebbe fatta – ammetterà più tardi Alex – in realtà c’é una rampa che raggiunge il 25%“. Cioè praticamente il Muro di Sormano. In febbraio! Da ringraziare ancora Junior Cally per avermi ispirato la risposta giusta.

Nella bella foto di Simone di Witoor si coglie un inequivocabile zig zag… meno male che sono rientrata dalla strada Regina!

Sì perché al ritorno non sono proprio tutte rose e fiori. Arranco non poco, dietro a Tiziana e Alessandro. Ed è quindi un sollievo quando il traffico domenicale di Como ci riconquista e mi permette finalmente di sgolarmi con qualche insulto all’automobilista impedito che si blocca incerto nel bel mezzo di una rotonda. Aria di casa.

E dove c’è casa… c’è polenta! Con il gorgonzola.
Giona è felice. Il mais è uno dei suoi ingredienti preferiti nella dieta vegetariana che segue. Come ce la faccia, solo con le proteine vegetali, ad affrontare roba tosta come la IncaDivide, è un vero mistero… della fede! Del resto chi ha un nome biblico come il suo è certo che possa contare su un aiuto speciale…

Giona, con la sua lunga e “profetica” barba, è avvezzo a correre per minimo 200 km… una passeggiatina questi 70 al Lago di Como!

Così, tra una polenta bollente al punto giusto e la nuova maglia asciutta e pulita di PH da indossare, ecco che la voglia di divano si impossessa di me. Benedetta tornerà a Milano in purezza, come promesso. Io invece ho già trovato il mio treno del ritorno. Non sarà comodo come il divano, ma con la testa sono già lì. A godermi lo spettacolo delle 28 medaglie su Strava. In febbraio ho già raggiunto questa forma? Ebbene sì… grazie a questa bella giornata “tender toRando Imperator!

Un po’ di romanticismo non guasta… e Benedetta Pastore è bravissima a coglierla in questo scatto con il lago in controluce

 

La La foto della copertina è di Simone Dovigo di Witoor, organizzatore della Rando Imperator

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