Moma, vista interna

Buon 90° compleanno al MoMA di New York!

Origini Museum of Modern Art – MoMA

L’idea di un museo di arte moderna  (Museum of Modern Art – MoMA) fu sviluppata nel 1928 principalmente da Abby Aldrich Rockefeller (moglie del finanziere miliardario John D. Rockefeller Jr.) e da due delle sue amiche, Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan, soprannominate The Ladies. Come sede del museo da loro ideato affittarono un sobrio edificio e lo aprirono al pubblico il 7 novembre 1929, 9 giorni dopo il crollo della Borsa di Wall Street.

E’ stato uno dei primi musei statunitensi ad essere dedicato interamente all’arte moderna e d’avanguardia europee.

Il museo, dapprima ospitato in sei stanze tra gallerie e uffici al dodicesimo piano del Manhattan’s Heckscher Building, nei suoi primi dieci anni di vita si spostò in altre tre sedi provvisorie a causa di mancanza di finanziatori dell’iniziativa. John Rockefeller era, infatti, un fiero oppositore del museo e si rifiutava di cooperare ma alla fine, donò il terreno su cui venne edificata l’attuale sede e fece altre donazioni di tanto in tanto, diventando uno dei più grandi benefattori del museo.

Musei famosi nel mondo da visitare almeno una volta

Sede attuale e ampliamenti

Nel 1937 il MoMa trasferì i propri uffici e le proprie gallerie all’interno del Rockefeller Center ed aperta al pubblico il 10 maggio 1939 e all’inaugurazione parteciparono seimila invitati, mentre l’apertura ufficiale venne data via radio dalla Casa Bianca dall’allora Presidente Franklin Delano Roosevelt.

La sede attuale del museo, realizzata su un progetto di Philip L. Goodwin e Edward Durell Stone e che ha subito ampliamenti nel 1964 da Philip Johnson, nel 1984 da Cesar Pelli e nel 2004 da Yoshio Taniguchi, è stato ancora una volta reso più spazioso grazie all’intervento dello studio di architetti Diller Scofidio + renfro in collaborazione con Gensler.

Il nuovo MoMA, la cui inaugurazione è stata il 21 Ottobre 2019, avrà 3.700 mq in più di spazio espositivo. Grazie all’ampliamento dei tre piani sarà possibile ascoltare i racconti e le storie di artisti contemporanei grazie all’organizzazione di conversazioni e seminari aperti al pubblico.

Al link, il processo d’evoluzione che ha subito il MoMA 

Facciata vetro, MoMA
Facciata vetro, MoMA

Opere più famose esposte al MoMA di New York

Per il 90 anniversario di questo straordinario museo ricordiamo alcune opere, tra le tantissime esposte:

  • LES DEMOISELLES D’AVIGNON, Pablo Picasso – 1907

Il quadro mostra cinque prostitute in un bordello di calle Avignon, a Barcellona. Picasso creò oltre un centinaio di studi preparatori e schizzi in preparazione a questo lavoro, uno dei più importanti nello sviluppo iniziale del Cubismo. Quando fu esposto per la prima volta nel 1916, il quadro fu tacciato di immoralità. Picasso dipinse in maniera differente ciascun personaggio. La testa della donna sul fondo è la più cubista di tutte e cinque, e rappresenta una forma geometrica acuta. La testa cubista della figura che si accascia ha subito almeno due revisioni e dalla figura originale di iberiche è passata alla sua forma attuale. Le maschere sembrano derivare dalle maschere tribali africane.

  • LA NOTTE STELLATA, Vincent Van Gogh – 1889

Il dipinto raffigura un paesaggio notturno di Saint-Rémy-de-Provence, poco prima del sorgere del sole. In questo dipinto, infatti, Van Gogh ha certamente cercato il contatto diretto con la realtà, dipingendo quello che si poteva vedere dalla finestra della sua stanza nel manicomio di Saint-Rémy. Il pittore non ha ripreso fedelmente questa veduta notturna, bensì l’ha manipolata interiorizzandola e trasformandola in una potente visione onirica in cui poter fare affiorare le sue emozioni, le sue paure, i suoi viaggi e turbamenti dell’anima.

  • FORME UNICHE DELLA CONTINUITA’ NELLO SPAZIO, Umberto Boccioni – 1913

Osservando la scultura, si può riconoscere facilmente una figura umana in cammino priva però di alcune parti e del suo “involucro” esterno. La figura appare come uno “scorticato” anatomico (si riconoscono alcuni muscoli, come i polpacci, e l’articolazione del ginocchio),  per un altro come un ingranaggio in movimento. Rappresenta simbolicamente il movimento e la fluidità. Boccioni respinge la scultura tradizionale per creare questo pezzo, considerato uno dei capolavori del Futurismo. La scultura è raffigurata sul retro delle monete da 20 centesimi di euro.

  • LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA, Salvador Dalì – 1931

Opera surrealista per antonomasia, raffigura una landa deserta dominata dalla presenza di alcuni orologi molli, dalla consistenza quasi fluida, simboli dell’elasticità del tempo. Un paesaggio costiero della costa Brava, nei pressi di Port Lligat, è dominato da un cielo con delle sfumature gialle e celesti. La scena, disabitata e scevra di ogni vegetazione, è popolata da diversi oggetti: un parallelepipedo color terra, un ulivo senza foglie (forse senza vita) che sorge su quest’ultimo, un occhio dalle lunghe ciglia addormentato e un plinto blu sullo sfondo, che fa pendant con il mare retrostante. L’attenzione dell’osservatore è catturata dai tre orologi molli, quasi liquefatti, che di fatto sono i protagonisti della scena.

 

 

Fonte foto: Pixabay