La moda è di destra o di sinistra?

La moda è davvero di sinistra? L'analisi politica internazionale dice il contrario, ma la comunicazione in che direzione spinge?

michelle obama

Nel 1995 Giorgio Gaber cantava così:

 

“Le scarpette da ginnastica o da tennis

hanno ancora un gusto un po’ di destra

ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate

è da scemi più che di sinistra 

I blue jeans che sono un segno di sinistra

con la giacca vanno verso destra

I collant son quasi sempre di sinistra

il reggicalze è più che mai di destra

Una donna emancipata è di sinistra

riservata è già un po’ più di destra”

 

E da allora nulla è cambiato.

È quella che definisco la sciatteria. Ma è quella che fa cultura.

Quella che snobba per partito preso (e mai termine fu più appropriato) lo smalto e il rossetto rosso, e pure i tacchi a spillo.

Perché per essere colti – o per apparire colti? – è necessario avere un outfit un po’ androgino. Con pantaloni a uomo e scarpe piatte, meglio con un blouson abbinato ad una t shirt e la borsa anonima senza brand, che per carità è volgave. Con La Repubblica sotto al braccio poi è il massimo. Capelli rigorosamente castani e no make up, definiscono il look di appena uscita dalla doccia.

Questo è nell’immaginario comune la donna colta e di sinistra.

Quella che non bada al suo aspetto esteriore, perché: “scusa sai, ma con una lauvea e due mastev, cosa vuoi che mi impovti di come mi vesto. L’impovtante è la bellezza interiove”. I bvand sono vobe da cafoni avvicchiti e ostentavli poi, è vevamente di cattivo gusto”.

Ah, naturalmente non manifesta neppure la sua femminilità. Anzi la nasconde più che può. E sono certa che indossi biancheria intima in cotone liscio. Che non sia mai un perizoma di pizzo, eh!

Dall’alto della sua cultura giudica delle superficiali oche giulive l’altra metà del pianeta femminile che è esattamente il suo contrario.

Questo è lo status mentale  di cui è impregnato l’intero mondo. Perché tutto ciò non vale solo nel nostro adorato Bel Paese. E’ di norma anche in America.

Nella liberale ed avanguardistica New York (esattamente dove vorrei andare a vivere in un’altra vita), anche lì è pari identico. Forse segno che tutto il Mondo è Paese, come recita quel vecchio adagio.

Melania Trump è di destra, e non perché sia moglie del Presidente più odiato della storia. No, no. Semplicemente è una ex modella, alta e bella, e va in giro sulle Louboutin tacco 12. E di sicuro non può essere anche intelligente.

Di contro ce n’era un’altra coltissima e che sposa alla perfezione il concetto di politically correct perché pure curvy e di colore, e zappava l’orto della Casa Bianca, per sottolineare il suo essere ambientalista, green e bio. Ma che lo facesse col tubino nero e in tacchi alti e solo davanti ai fotografi, era un dettaglio. Eddai, non vorremo mica essere pignoli sulle virgole, l’importante era il messaggio!

Ma la famigerata Direttora di Vogue America, quella che è diventata popolare grazie al film Il Diavolo veste Prada, è la più democratica degli Stati Uniti e non lo ha mai nascosto.

Nella campagna elettorale si schierò, e neanche poco, a favore di Hillary Clinton e obbligò (?) tutti gli stilisti americani a farlo.

Persero miseramente contro il voto popolare, ma questo poco importa. Si continua sulla strada di ciò che è saggio e soprattutto colto.

E ad elogiare in tutti i modi possibili la ex First Lady Michelle Obama (a discapito di Melania ovviamente).

Ritraendola in meravigliosi abiti – che le stanno malissimo poverina – e sprecando complimenti che sfiorano il ridicolo. Semplicemente perché Michelle ha un fisico imponente e occorrerebbe tenere a bada le proporzioni, e soprattutto non vestirla di quell’orrendo giallo pulcino.

Ma la Moda è davvero di sinistra?

Fonte foto: Vhernier

Articolo di M.K.D.

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