Jo Champa: Il dono innato di essere un’icona

Supermodella, attrice, giornalista, moglie e madre. Jo Champa è una delle donne più affascinanti ed internazionali di sempre si racconta a Focus On.

Jo Champa (at D'ManagementGroupMilan - Fotografata da Stefano Guindani )

La forza, fierezza, determinazione, disciplina e perché no… anche quel “pugno d’acciaio in un guanto di velluto”. Insomma tutti quegli elementi che sono spesso tratto e attitudine delle donne italiane del Sud, direi che sono chiari e profondamente innati e radicati in Jo Champa.

E questa sua italianità –  lei è nata negli Stati Uniti ma ha salde, ottime e rassicuranti origini calabresi – fatta di quella tempra forte, sensibile (aspetti che si completano l’un l’altro) e determinata, è parte del carattere di questa bellissima donna che ha innato anche il dono di essere un’icona.

E il suo esserlo (un’icona), lo dimostra il suo passare indenne tra gli 80, 90 ed oggi, tra trends che cambiano, marchingegni digital che rivoluzionano il sistema moda – e non – e influencers che sgomitano.

Champa rimane – come si dice, al top ovvero – una celebrity dal piglio decisamente normale, nel senso del suo naturale essere Signora senza atteggiamenti da star.

E non è poco per una donna che avrebbe potuto montarsi la testa – perché oltre ad essere moglie di Joseph Farrell potentissimo produttore di Hollywood e dal quale ha avuto suo figlio Sean è amica e confidente delle star di Hollywood e di mezzo mondo.

Ma proprio a questo riguardo Jo Champa ha un’idea del successo decisamente veicolata in un’altra direzione quando mi dice: “Io penso che il successo sia dentro di noi, e nello stare bene con noi stessi e circondarsi solo di chi ci fa stare bene”.

Una vita tra l’Italia e Los Angeles e un percorso lavorativo in film diretti da registi come Ettore Scola, Damiano Damiani, Bernardo Bertolucci con il quale ha lavorato nel capolavoro “Il Piccolo Buddha” fino a tutta la sua carriera iniziale di modella con Gianni Versace.

Ed ancora lei come giornalista sui red carpet tra Beverly Hills e l’Academy Awards… ma soprattutto una Jo Champa umana, bella, unica ed una persona vera … alla mano… come quella accanto a me – questa settimana – in questa mia chiacchierata con lei per Focus On.

Desideravo tanto incontrarla. Per iniziare mi toglie per favore una curiosità? Lei è una donna eccezionale, eclettica e dalle mille sfide e interessi. Modella, attrice, giornalista-conduttrice, icona di stile, mamma e decisamente sempre avanti. Perché pur avendo già un grande successo in Italia decise nei primi anni ‘90 di trasferirsi a Los Angeles, dove poi in seguito conobbe suo marito?  Che cosa l’ha spinta a cambiare e a trasferirsi? Sentivo un bisogno enorme di allargare i miei orizzonti. A 25 anni avevo già avuto tantissimo, ma il lavoro è sempre stata una parte importante della mia vita, anche se non tutta la mia vita. Sapevo di trovarmi in una situazione molto favorevole ma avevo la necessità di mettermi alla prova, di sfidare me stessa, la mia vita, il lavoro. Quando, a 25 anni, hai già lavorato con Ettore Scola, Massimo Troisi, Damiano Damiani, e sei stata fotografata da grandi come Helmut Newton…cos’altro ti rimane da fare? Sono andata a New York per studiare con Sandra e Greta Seacat e girare come protagonista un film d’azione con Steven Seagal.

Qual è stato il suo primo impatto – anche a livello emotivo – con Hollywood e con il mondo del Cinema quello stellato delle mega produzioni e delle celebrities internazionali? Che ricordi ha? Hollywood all’inizio era molto meno bella di quella che immaginavo. L’avevo romanzata immaginandomi Marilyn Monroe e le grandi star su strade bellissime. Invece nella realtà è diversa: è un luogo dove tutto è business e dove contano solo i soldi. Questo non lo dico assolutamente in maniera negativa, ma realisticamente. Per poter garantire il lavoro a tutte le persone che vengono impiegate nelle grandi produzioni è l’unico sistema possibile. Lo stato qui non dà soldi per fare film. Ma qui ho recitato con Marlon Brando e Johnny Depp e ho girato con Bernardo Bertolucci (a Seattle però). Le celebrities sono sempre state per me, come tutti gli altri. Siamo tutti uguali: nasciamo, cresciamo, moriamo. Non si è mai trattato di preferenze sessuali o religiose per me. Di ricchezza o stato sociale, ma di carattere ed integrità. Emozioni e bellezza interiore.

Il suo matrimonio con il produttore Joseph Farrell – un uomo veramente di Cinema con la C maiuscola – dal quale ha avuto suo figlio Sean, è una grandissima storia d’amore. Che cosa le ha insegnato suo marito di un mondo così complesso come quello del Cinema internazionale?  Mio marito mi ha insegnato tutto quello che so del cinema. Ed è tantissimo. Prima conoscevo solo il punto di vista dell’artista. Oggi conosco tutti i punti di vista. E tutta Hollywood. Ancora adesso, essere la sua vedova la vivo come un dovere verso chi era e verso tutto quello che ha fatto per questa comunità.

Lei ha lavorato con grandissimi registi da Bertolucci a Ettore Scola e tanti altri. Che ricordi ha di Bertolucci, che è mancato non molto tempo fa?  Adoravo B.B. (come lo chiamavo io!) Ci siamo divertiti e da lui ho imparato sia a livello umano, che tecnico come guardare i film, la regia,… Era seduto al mio tavolo quando io e mio marito ci siamo sposati.

Sono molto discreto.. ma mi piacerebbe avere un suo pensiero su Massimo Troisi che lei ha conosciuto bene… Che ricordo ha di quest’uomo ed eccellente attore? Ogni tanto guardo le sue foto online e mi domando come sarebbe oggi, a più di 60 anni. Quanto ci avrebbe dato, quanto ci avrebbe fatto ridere e riflettere… e quanto sarebbe potuto crescere ancora come artista ed essere umano…

Ho letto da qualche parte che il termine fallimento non rientra nel suo modo di essere e di vedere la vita. E mi ha colpito molto questo aspetto.  Come fa, come ci riesce? Il fallimento non esiste. Esiste solo se glielo permetti. Io o vinco, o imparo. Dunque vinco sempre. È un fatto di testa.

E’ vero che lo scrittore Paulo Coelho la segue su Instagram? Che rapporto ha con il suo pensiero e le sue lezioni di vita che troviamo in tutti i suoi libri? Sono onorata che il mio scrittore preferito mi segua su Instagram (@jochampaofficial), proprio poco tempo fa mi ha mandato 3 emoji con occhi a forma di cuore! E non l’ho mai conosciuto, né parlato di persona. Un giorno vorrei fare un grande documentario sulla sua vita, sula sua filosofia, sui suoi libri…mi ispira continuamente. E con il suo lavoro, sono sicura, ha aiutato tanti a ritrovare loro stessi.

Che rapporto hai con i social media? Che cosa ne pensa di questa rivoluzione digitale che sta coinvolgendo tutti i settori, moda compresa?  Sono una frana sui social, utilizzo solo Instagram. Ho fatto il liceo classico in Italia, sono un paio di generazioni lontana dalla tecnologia!!! Però la uso come posso e credo che per lavoro e per comunicare sia importante. Purtroppo lascia poca privacy e soprattutto, come aspetto negativo permette a persone che cercano cose terribili di trovarle più facilmente. Ma è vero anche il contrario… Il mio shopping lo faccio quasi tutto online, comunque: da Net-a-Porter a Farfetch!

Torniamo ad Hollywood. L’abbiamo vista come ideatrice e conduttrice del programma Jo’s Hollywood. Quali sono ora i suoi prossimi progetti che ci può anticipare? Non anticipo mai! In questo sono italianissima…porta male!

Quando la vedremo di nuovo un po’ più stabilmente in Italia?  Quando mio figlio finirà il liceo qui! Che per fortuna dura solo 4 anni (lui ora è in terza media).

Pur vivendo a Los Angeles da tanti anni con chi del cinema e della moda è rimasta particolarmente legata in Italia? Ho tanti amici nella moda, nel cinema e nella musica in Italia. Da Alberta Ferretti a Sophia Loren ad Andrea Bocelli e bravissime PR che negli anni sono state carine con me come Benedetta Finocchi ed Elisabetta Marra o la mia amica del cuore Roberta Ciappi.

Che cosa pensa dell’attuale Cinema italiano. Con chi le piacerebbe lavorare dei nostri registi?  Gli italiani del cinema? Tutti! Da Enrico Vanzina (ero molto legata a Carlo), Verdone, Sorrentino…!

Degli stilisti italiani chi le piace? Amo molto lo stile italiano, dagli stilisti più conosciuti ai meno.

Che tipo di mamma è per il suo ragazzo Sean? E’ la classica mamma italiana? Abbastanza! Sono sicuramente più “mamma italiana” che americana. Lo seguo di più, cucino per lui, lo porto con me in giro per il mondo…cercando di non soffocarlo. Ha libertà e responsabilità, come dovrebbero avere i ragazzi alla sua età.

Lei mi ha sempre dato l’idea di essere una donna dal grande “balance”: come si mantengono i piedi per terra a Hollywood in un mondo fatto di Star ammirate in tutto il mondo? Mio padre era un chirurgo cardio-vascolare e quando ero piccola mi disse che eravamo tutti uguali… “E sai perché?” mi chiedeva “Perché quando i pazienti entrano in studio da me hanno tutti lo stesso sguardo” “E qual è lo sguardo papà?” gli chiesi io “quella di paura” mi rispose. Mia madre era lo stesso. L’unica cosa che guardavano nelle persone era il carattere.

Un’ultima domanda: lei ha una carriera di grande successo, ma oggi per lei quali sono le cose che contano? Il successo è quello nella vita, io ho avuto TUTTO, ho conosciuto veramente TUTTI. E vi assicuro che non ho mai conosciuto nè miliardari nè star veramente felici. Sono tutti troppo preoccupati di sembrare al top o concentrati sulla competizione. Io penso che il successo sia dentro di noi, e nello stare bene con noi stessi e circondarsi solo di chi ci fa stare bene.

Fonte e crediti foto: Stefano Guindani

JO CHAMPA AT D’MANAGEMENTGROUP, MILAN 

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