Pizzerie napoletane a Milano da provare almeno una volta

Ai tempi dell'Università, ormai passati da un pezzo, ho il ricordo di una pizza sufficientemente buona in una Milano che cercava con ostinazione di riprodurre un impasto il più possibile fedele all'originale napoletano. (ph. di Azzurra Rossi di Foodiary / pizza Gennaro di GENNARO ESPOSITO MILANO)
PIZZA-POLPO-E-FRIARIELLI GENNARO ESPOSITO

Oggi invece l’offerta delle pizzerie napoletane a Milano è cresciuta, al punto che le nuove aperture sono quasi all’ordine del giorno.

Abbiamo visto ad esempio, proprio in queste ultime settimane, l’avvicendarsi di una serie di inaugurazioni come Pizzeria Marì di Ciccio Filippelli, l’ennesimo Pizzium in Via Andrea Doria, Così Milano dello chef Antonino Esposito e Giolina che a quanto pare, già a detta di molti, propone una pizza buonissima.

Mentre fisso in agenda una serie di appuntamenti conoscitivi, elenco in questo articolo le pizzerie che invece ho già provato e che sono riuscite a conquistarsi un posto nella mia personale classifica (in ordine casuale):

MARGHE / Via Cadore, 26

Primo di due locali, l’altro è in via Plinio, propone un’ottima pizza napoletana cotta nel forno a legna.

Il menù, che si rinnova a seconda della stagionalità degli ingredienti, ha sempre una pizza special “stagionale” che cambia una volta a settimana e una proposta vegana che cambia ogni mese. L’impasto è soffice e ben lievitato, ottime le materie prime.

Nota di merito agli “sfizi”, le polpette sono perfette anche per i bambini. Ambiente semplice e informale. Non si può prenotare.

GENNARO ESPOSITO / Via della Commenda, 43

Stile semplice e garbato con richiami di stampo partenopeo ma senza eccessi. Il menù è fortemente legato alla tradizione, vasta scelta di antipasti, primi piatti e pizze naturalmente. L’impasto è morbido e ben lievitato, cottura da perfezionare. Interessante la pizza “Gennaro”, una salsiccia e friarielli rivisitata in chiave mare e monti, con il polpo al posto della salsiccia e i pomodorini del Piennolo. Gli ingredienti sono di qualità. Il forno è a legna.

Il locale tiene testa ai grandi nomi della concorrenza.

L’ALTRA TAVERNA / Via Cadore, 8

Sono tornata di recente in questa pizzeria, parente de La Taverna di Via Anzani e della Taverna Gourmet di Via Maffei. Piacevole riscoperta, ho trovato una buona pizza napoletana con ingredienti di qualità. Cornicione alto, impasto in equilibrio fra morbidezza e croccantezza cotto nel forno a legna. Servizio gentile e attento.

CICCIO PIZZA / Viale Umbria, 64

Locale di stampo partenopeo con uno spiccato senso del folklore.

Buona la pizza e buone le montanarine. I fritti sono giustamente inseriti nel menù, ma troviamo anche insalate o primi piatti.

Ambiente allegro, a volte un po’ troppo chiassoso. Forno a legna.

Funziona bene anche l’asporto.

PIZZIUM / Via Anfossi, 16

Pizzium mi sorprende sempre. Continuano le nuove aperture della nota pizzeria napoletana, l’ultima è della scorsa settimana in Via Andrea Doria e ne seguiranno altre a breve.

Mi piacciono il cornicione appena pronunciato e l’alveolatura, l’impasto non ceda al centro come accade spesso in altri casi.

Il menù è un itinerario attraverso i quartieri di Napoli da cui derivano i nomi delle pizze.

Degna di nota la Chiaiano, con crema di radicchio, fiordilatte di Agerola, speck di Sauris e noci. La pizza è cotta nel forno a gas.

Il servizio è educato e mai eccessivo. Grande spirito di squadra, pizzaioli come i moschettieri: tutti per uno uno per tutti. D’artagnan in Nanni Arbellini, leader di un gruppo sempre più affiatato.

PIZZAMI / Via Lazzaro Papi, 7

Buona pizza napoletana cotta nel forno elettrico. Il menù si presenta senza troppi fronzoli, il numero delle pizze è contenuto e mi piace perché il troppo a mio avviso confonde.

Si spazia dalle versioni classiche come Marinara, Margherita a quelle più particolari, 15 versioni in tutto, condite con ingredienti tipici delle principali città italiane e del mondo. Accurata scelta delle materie prime, di provenienza soprattutto pugliese e campana. Impasto ad alta idratazione (siamo a un 70%) leggero e digeribile. Buoni anche i fritti. Servizio cortese.

CAPUANOS 7.0 /  Via Francesco Londonio, 22

A pochi passi dal Parco Sempione Luigi Capuano, maestro pizzaiolo d’esperienza con anni di gavetta alle spalle, guida questo concept interamente dedicato all’autentica tradizione napoletana in cui ricorre il numero 7, portafortuna di famiglia: 7 pizze di stagione, 7 pizze innovative e 7 dolci.

La sua pizza fritta è una delle più conosciute e apprezzate della città, ma sono notevoli anche le pizze classiche condite con materie prima di qualità.

Immancabili le montanarine, che adoro, e la montanarona per i più intraprendenti.

La mozzarellina al centro del piatto è la sua firma

Il locale è una little Italy accogliente e luminosa, il servizio è gentile.

LA PIZZERIA NAZIONALE / Via Palermo, 11

Soffice o croccante? A La pizzeria Nazionale è possibile scegliere tra due tipi di impasto, che si abbinano a materie prime di qualità.

La pizza soffice è preparata con un impasto a base di farina 00 e biga, quella croccante invece ha un impasto realizzato con farina 00 e farina di riso miscelate con il poolish. Entrambe sono a lunga fermentazione. Il forno, anzi i forni sono due e sono elettrici.

Ottimo rapporto qualità prezzo. La mia versione preferita è quella croccante, senza dubbio.

COCCIUTO / Via Bergognone, 24

Quando ha aperto ho pensato, questa è la mia pizzeria. Cocciuta Azzurra e Cocciuto la pizza. La riprovo a distanza di mesi dalla prima volta, quando il cornicione era ancora meno pronunciato di adesso. La riprovo per curiosità, per il canotto, ma soprattutto per assaggiare finalmente la “Nerano” che mi conquista solo a guardarla: crema di zucchine, chips di zucchine, fiordilatte e caciocavallo.

Ma poi vado da Cocciuto, assaggio la Nerano e mi sorprende ancora di più la Stracciata, una pizza con il ragù, le melanzane e la stracciatella.

La cottura è buona, anche se ne risente quando aumentano i coperti. Nota dolente per i dolci.

Seguono a breve una seconda e una terza apertura Cocciuta.

E ora ditemi, con tutte queste pizze e nuove aperture, e chissà quante ancora ne arriveranno, non vi sembra di essere un po’  a Napoli?

Fonte foto: Azzurra Rossi di Foodiary

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