Del Bello Ideale: siamo stati alla mostra di Giulio Paolini

Una mostra d’arte che analizza la carriera dell’artista concettuale Giulio Paolini tramite un esercizio introspettivo

”L’OPERA PREESISTE ALL’INTERVENTO DELL’ARTISTA CHE E’ IL PRIMO A POTERLA CONTEMPLARE” Giulio Paolini

Prima di parlare della mostra, è doveroso qualche cenno sulla Fondazione Carriero che nasce dall’irrefrenabile passione per l’arte del suo fondatore, Giorgio Carriero, nonché dal suo desiderio di trasmetterla al pubblico.

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La Fondazione è stata costituita nel 2015 e, nel cuore di Milano in Via Cino del Duca 4 all’interno di Casa Parravicini, si propone di valorizzare e promuovere l’arte moderna e contemporanea nazionale ed internazionale dando opportunità anche ad artisti emergenti.

Del Bello ideale, è una mostra d’arte che analizza il percorso professionale dell’artista concettuale, Giulio Paolini, attraverso un esercizio introspettivo compiuto da quest’ultimo tramite una lettura e rilettura interna di tutta la sua produzione.

Il percorso espositivo è scandito da diversi nuclei tematici che si sviluppano sui tre piani dello spazio espositivo in modo da dialogare perfettamente tra loro, amalgamandosi all’architettura dell’edificio.

Al piano terra, allestito come una Wunderkammer-studiolo da Margherita Palli, il fruitore è immediatamente trasportato nel tema del Ritratto ed Autoritratto, topic fortemente sperimentato da Paolini che arriva a sottrarre l’autore stesso dall’opera.

Significativo è il tributo alla storia dell’arte dei maestri come il Pictor Optimus Giorgio De Chirico.

Giulio Paolini, Ritratto dell’artista come modello, 1980
Matita su tela rovesciata e su parete, calco in gesso
© Giulio Paolini

La sezione al primo piano, In superficie, indaga a fondo la tematica della prospettiva nelle sue tante sfaccettature e impieghi. Paolini si interroga su linee simboliche d’orizzonte, specularità e formule matematiche, fino ad arrivare alla ripetizione e reiterazione come strumento d’analisi spaziale e temporale.

Una parte della scenografia, curata sempre da Margherita Palli, consta in una riproduzione dei principi chiave del trattato sulla prospettiva dell’architetto Hans Vredeman de Vries su una superficie interamente disegnata a mano.

Giulio Paolini, Del Bello Ideale, 2018 installation view della msotra alla Fondazione Carriero, Milano Ph. Agostino Osio
Courtesy of Fondazione Carriero, Milano

Nella bellissima sala in stile rococò al secondo piano, infine, è allestita l’ultima sezione, Uno di due, che ricerca il rapporto tra il mito ed il classico.

Esplora i confini della bellezza ideale in modo da porre una distanza all’apparenza incolmabile tra opera e fruitore, che non può che sentirsi messo in discussione e voler tendere al bello ideale.

Giulio Paolini, del Bello ideale, 2018
installation view della mostra alla Fondazione Carriero, Milano
ph. Agostino Osio
Courtesy of Fondazione Carriero, Milano

E’ una mostra un po’ criptica e di lettura non immediata, però l’ho trovata anche molto delicata e allo stesso tempo intensa, una mostra che vale la pena vedere in ottima compagnia fino al 10 febbraio 2019.

Fonte foto: Fondazione Carriero

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