Piero Piazzi: “Ecco come una modella con me diventa una Top Model”

Per Focus On, parla il Presidente Worldwide di Women Management. I suoi inizi come modello, le sue passioni, i suoi progetti. (Cover: ph. Luigi D'Oriano)
Piero Piazzi (ph. Luigi D'Oriano)

Ha un dono Piero Piazzi. Un dono speciale, innato ed un occhio infallibile. Ovvero riuscire a cogliere al volo la bellezza.. e non solo quella oggettiva.. prassi comune ai più.

Il suo dono più forte, è quello infatti di cogliere soprattutto quella nascosta ai più, ovvero la bellezza più di nicchia, più sofisticata, che è emanazione dell’imperfezione e data anche solo da un movimento, da uno sguardo, da una camminata o ancora dalla personalità, dal modo di essere e di fare…

E questo insieme di elementi – sommati all’essere un grande lavoratore, un grande curioso e un amante del conoscere cose nuove – che ha fatto e che fa di lui, il più importante manager del modelling internazionale.

Piazzi oggi ha l’importante incarico di Presidente Worldwide di Women Management, agenzia passata sotto il controllo del Gruppo Elite World.

A lui fanno capo le Agenzie di Milano, New York e Parigi… e sotto il suo piglio deciso – dal grande garbo e da vero gentleman – davanti a lui passano, si formano e prendono vita le future top model.

Per dire… lui ha lanciato Mariacarla Boscono, supermodella internazionale. Ma con lui lavorano tra le altre anche la russa Natasha Poly, Isabeli Fontana, Anna Ewers, Lea T., Winnie Harlow, Doutzen Kroes, Behaati Prinsloo, tutte icone delle passerelle internazionali.

Piero Piazzi e Mariacarla Boscono (ph. Max Montingelli - SGP Italia)
Piero Piazzi e Mariacarla Boscono (ph. Max Montingelli – SGP Italia)

Una carriera iniziata come modello … e un percorso che in tanti anni lo ha visto lavorare ancora accanto a top come Carla Bruni, Naomi Campbell, Kate Moss e Monica Bellucci e tante tante altre.

Questa settimana l’ho incontrato per Focus On.

Hai lavorato con Richard Avedon, Herb Ritts… Valentino, Gianfranco Ferrè. Che ricordi hai del tuo periodo come modello? Parliamo degli Anni 80 e di un ragazzo – quale ero – che arrivava da Bologna. E noi Bolognesi abbiamo un carattere molto aperto, molto vero e solare. Così quando arrivai a Milano all’inizio per me fu un po’ uno choc perché io sorridevo a tutti e vedevo che le persone in questa città erano invece più fredde, più restìe rispetto a noi Bolognesi. E devo dire che anche oggi che vivo a Milano da quasi 40anni, sono rimasto la stessa persona con la mia naturalezza. Pensa che portavo con la mia totale spontaneità i tortellini fatti da mia madre a Gianfranco Ferrè che impazziva (ride). Il mio lavoro di modello è stato devo dire un po’ una rivalsa nei confronti della mia famiglia che era molto tradizionale ed io ero comunque uno molto ambizioso in tutto quello che facevo. Lo ero per esempio nella scuola e riuscii ad essere il primo della classe, decisi di voler terminare gli studi privatamente e ci riuscii e il mio lavoro nella moda all’inizio, mi permise di potermi mantenere da solo così che ad appena 17 anni, ero completamente autonomo. In quel periodo i modelli uomini erano davvero pochi.. e a dispetto di quello che succede oggi non guadagnavamo certo come le donne ma comunque delle cifre decisamente importanti… Devo dire che di quel periodo ricordo molto l’eleganza, che secondo me oggi non c’è più. Ricordo la raffinatezza in tutto per esempio nella fotografia … non esisteva il fotoritocco nel senso che c’era ma venivano fatti a mano da laboratori specializzati. Era tutto davvero molto più chic, più elegante.

Come pensi sia cambiato il sistema moda in questi anni? Secondo te quella dimensione del sogno, del glamour oggi è sparita oppure si è soltanto trasformata in un sogno diverso? Secondo me il sistema è cambiato in tantissime evoluzioni ma più che altro perché è cambiato il mondo. Con l’arrivo di internet è cambiato completamente tutto.

In meglio o in peggio? Dipende davvero dai punti di vista. Io mi sono dovuto adeguare anche se già di mio non amo guardare al passato ma solo al presente e al futuro perché se dovessi solo guardare indietro vivrei di rimpianti, invece preferisco vivere di ricordi belli ma anche – e soprattutto – di progetti futuri. Penso inoltre che non ci sia un’età per crescere, sia per migliorare come persona, sia per crescere professionalmente. Credo però che internet abbia tolto completamente la privacy … La moda era un qualcosa solo per pochi eletti.

Intendi dire che era più una casta? Intendo dire che oggi è tutto accessibile. Nel senso per esempio che un invito ad una sfilata prima era un qualcosa di “pazzesco” unico e meraviglioso. Oggi invece una sfilata la vedi in diretta. Oggi ripeto è tutto alla portata di tutti ed io sottolineo, sono uno assolutamente per la democrazia ma credo che ci siano certe cose che un po’ perdono di fascino, di allure se le rendi troppo accessibili. Anche le foto secondo me hanno perso di eleganza. Le foto di Giampaolo Barbieri, di Herb Ritts non parliamo poi di quelle di Irving Penn e di Richard Avedon, quel tipo di fotografia che sembrava semplice ma era un qualcosa che tu rimbalzavi quando la vedevi … ecco nessuno è più capace di farla, nel senso che il computer non è capace di fare quelle cose … ti può rendere perfetto, togliere le rughe ma la fotografia è arte il computer non lo è.

Ora che ti ho davanti … mi tolgo delle curiosità sulle top-model. Come una modella diventa una Supermodella? Non so… sono importanti i tratti, il carattere, la personalità? Può un trend del momento far nascere e tramontare una supermodella? Per esempio c’è stato il periodo degli Anni 80 con Dalma, Sonia Cole, Katoucha .. poi il periodo dell’Heroin Chic con Kate Moss … ecc … Mi spieghi come funziona? Ti devo dividere per epoche. Negli anni 80 non era importante tanto la bellezza ma ciò che funzionava era la classe, l’eleganza, il modo di camminare delle modelle. Tieni conto che all’epoca c’era la distinzione tra indossatrici e fotomodelle. Per esempio c’era Christie Brinkley che faceva le foto e non le sfilate, o ancora Kelly LeBrock con la quale ho lavorato tanto. Le indossatrici che facevano le sfilate dovevano avere classe, dovevano vendere.. e quando indossavano loro un vestito doveva essere pazzesco … ripeto dovevano vendere e vendevano davvero tutto. Poi c’è stato il momento in cui le fotomodelle sono diventate anche dei fenomeni da passerella ed è stato Versace ai primi degli anni 90, che ha rotto tutti questi ruoli con Linda Evangelista che fece camminare – in mezzo a Dalma, Sonia Cole, Marpessa – e lei lo faceva in un modo completamente diverso. E’ iniziato così l’avvento delle top model in un momento nel quale il cinema non offriva assolutamente dei nuovi volti per cui le ragazzine si immedesimavano con Naomi, Linda. Negli anni 90 c’è stata la loro “esplosione”.. erano strapagate e tutti le dovevano avere, qualsiasi stilista le doveva avere. Questo fenomeno ha creato opulenza … e tieni conto che erano pagate in dollari quando un dollaro valeva duemila lire. Ripeto le dovevano avere tutti in pedana altrimenti venivano considerati degli stilisti di serie B.

Perché alcune modelle lavorano fino a 40 anni mentre altre spariscono dopo una stagione? E’ una questione di scelte di vita? Sono scelte personali ma anche di gestione. Io ho sempre pensato che la quantità rubi molto alla qualità. Per cui se si vuole fare tanto subito per esempio 20 sfilate piuttosto che 3 campagne stampa nella stessa stagione ti bruci. Invece se ogni tanto sparisci.. e l’esempio per eccellenza è Mariacarla Boscono che ogni tanto stacca e non la vedi più, cambia colore di capelli adesso è tornata con la campagna di Valentino – lì allora non sei più solo una modella ma diventi un’icona .. ma questi casi sono davvero pochi.

Di Kaia Gerber che cosa ne pensi? Trovo che sia molto carina … e che per avere la sua età stia facendo veramente tanto. Io amo le carriere longeve ed oggi devo dire che è un momento difficilissimo perché non si capisce più se sei una modella o sei un fenomeno di followers… Oggi c’è davvero molta confusione … su chi è veramente una Top Model.

Come si gestisce e si lancia una Top Model? Tu ti occupi per esempio di Mariacarla Boscono, Natasha Poly e tante altre .. Qual è la strategia da seguire? Prima di tutto per me ci deve essere un feeling ..non solo una percezione a livello professionale.

Ma queste donne così belle sono consapevoli della loro bellezza …e sicure di sé stesse? Quasi mai. Anche tra loro c’è chi si vede brutta o troppo magra o troppo in carne … L’insicurezza è presente anche tra loro …

Dovete rassicurarle e coccolarle voi perciò… Io trovo che la sincerità dicendo loro anche delle cose scomode ma che vanno in un certo momento dette, sia la strategia giusta. Spesso capita che sia ha paura di parlare perché c’è il timore che la modella possa andare in un’altra agenzia. Io sono invece sempre stato per la sincerità e la chiarezza e questo aspetto, l’ho sempre insegnato anche a tutti i miei booker. Devo dire che a me manca tanto non essere più agente ma allo stesso tempo mi piace gestire ora i tre uffici di Milano, New York e Parigi.

Come stai vivendo questo incarico come Presidente Worldwide della Women Management? Benissimo.. è stata la mia rinascita. Tre anni fa pensavo di aver fatto tutto e pensavo seriamente di lasciare questo lavoro per fare qualcos’altro e trasferirmi con mia moglie per esempio all’estero .. anche solo per aprire un Bed & Breakfast. Poi è arrivata questa opportunità da Elite World di avere un incarico più manageriale e dare la mia esperienza e questo è un aspetto che mi è piaciuto moltissimo. A me piace tantissimo imparare cose nuove e mettermi in discussione.

Rebecca Longendyke x Saint Laurent Paris SS 2019
Rebecca Longendyke – (20 anni di NY), è rappresentata worldwide dal network Women Management – x Saint Laurent Paris SS 2019

Che progetti avete? Adesso abbiamo appena acquisito Women Milano assieme a quelle di Parigi e New York e stiamo pensando di aprire anche a Londra. Women ha tre marchi: Women che è quello a livello alto, Supreme che punta invece alla ricerca delle modelle giovani per poi lanciarle e Women 360 che si occupa di qualsiasi tipo di lavoro commerciale come anche cataloghi, lookbook, showroom. E proprio perché amo la democrazia, da noi può trovare davvero la modella … chi ha un budget più basso e la super top da chi ha più disponibilità.

Quanto guadagna oggi una supermodella? Può guadagnare anche 10/15 milioni di Euro all’anno. Poi ci sono dei fenomeni come per esempio Gisele Bundchen che è eterna e ha contratti in diversi settori come nella bellezza, scrive libri… trovo che sia molto interessante come una Top si ricicla.

A proposito della Gisele è appena uscito un libro dove lei racconta di aver sofferto di attacchi di panico di aver avuto pensieri suicidi. Credimi ognuno di noi non è mai quello che è .. Noi esternamente possiamo renderci delle persone fatte in un modo perché spesso ci si vergogna di mostrare le proprie debolezze perché bisogna essere sempre perfetti, ineccepibili. Se tu dai a questo lavoro – e parlo di fare la modella – un’importanza come se fosse la tua vita … ecco sbagli. Io dico sempre alle mie ragazze di considerare questo lavoro solo come una parentesi della loro vita.

Quanto dura questa parentesi? Dipende da come sai gestirla… Si pensa sempre che perché sei bello o bella ti vada tutto bene … ma non è così.

Ti faccio alcuni nomi di oggi.. Vittoria Ceretti, Greta Varlese, Anja Rubik , le Hadid .. Chi è invece oggi una modella che a breve sarà una Top Model? C’è una ragazza americana che si chiama Rebecca Longendyke che sta facendo un bellissimo percorso. Lei è giovane molto chic e raffinata … Ma io credo che a dispetto di ciò che è successo in questo periodo ci saranno tante cinesi.

Che cosa pensi del caso Dolce & Gabbana? Io loro li conosco bene… fin dalla loro prima sfilata. Io trovo che siano due persone di grande cuore, lo sono sempre state… e sono anche molto generose… Non giudico… ma credo ci sia anche un estremo accanimento mediatico.

Parliamo di Carla Bruni.. voi siete amici.. com’è? Io adoro Carla.. è esattamente l’opposto di quello che appare. E’ una persona meravigliosa, molto generosa, è in prima linea per tutte le lotte contro l’Hiv, le donne maltrattate .. Io la sento e ho un ricordo sempre meraviglioso .. è una delle modelle con le quali ho davvero amato di più lavorare. E’ veramente una persona speciale.. già a 16 anni era elegantissima di suo. E’ ripeto, veramente una bella persona.

Piero Piazzi e Carla Bruni (ph. Stefano Guindani)
Piero Piazzi e Carla Bruni (ph. Stefano Guindani)

Che cosa ne pensi della chirurgia plastica? Sono contrario. Mentre sono favorevole ai miglioramenti come ai mantenimenti .. Io vedo delle donne di 60/70 anni che sono delle maschere. Non sono d’accordo…

Chi sono le donne più eleganti? Sicuramente Rania di Giordania, una donna non solo bella.. ma di stile.. che non vuol dire essere belli ma essere chic.. con quel dettaglio che fa la differenza: un muovere la mano in un certo modo .. un camminare in un certo modo… è quel qualcosa che hai oppure no.

Trovi che le influencers di oggi abbiano un po’ preso il posto di quelle che una volta venivano considerate le muse degli stilisti? Come potevano esserlo per esempio Lou Lou De La Falaise o Betty Catroux.. Non sono contrario alle influencers ma trovo che anche lì ci siano degli aspetti un po’ come dire …… low profile e si dice cheap. Anche se ci sono delle ragazze che comunque il loro modo di essere influencer lo fanno con eleganza .. per esempio a me piace molto Eleonora Carisi.

La Chiara Ferragni? Credo sia stata bravissima come imprenditrice e gestione di se stessa.. Siamo nel 2018 il mondo va in questa direzione.

Tu hai instagram ? Si e mi piace molto… ma non pubblico nulla sul mio lavoro.

Torniamo invece agli stilisti.. Un ricordo di Gianni Versace? Che tipo era? Era estremamente meticoloso ed esigente.

Che cosa sono per te l’eleganza e il lusso? La semplicità … trovo che si sia perso parecchio il concetto di eleganza … che ripeto sempre non è qualcosa da ostentare e il lusso è un qualcosa che bisbiglia … mai ostentato…

Che cosa sono oggi le cose più importanti per te? I sogni. Perché se non sognassi ancora mi sentirei finito. E mia moglie in assoluto è al primo posto. Ma anche i figli di mia moglie e i miei nipoti. Ed anche il fatto di poter entrare nella vita di altre persone più giovani e di poter dire grazie e sentirmi dire grazie … che significa per me … rendersi conto di aver lasciato qualcosa di te stesso. Questo è molto importante oltre al fatto di potermi svegliare la mattina … e di poter pensare che tutto quello che farò… sarà fatto con amore.

fonte foto: ufficio stampa women management e elite world

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