Intervista a Mr. Smiley: Nicolas Loufrani l’inventore della faccina che sorride

Abbiamo intervistato una delle persone più celebri del mondo: Mr. Smiley, l'inventore dei famoso smile. (Nella foto: Nicolas Loufrani e Izumi Ogino (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/Getty Images for Anteprima)

Nicolas Loufrani e Izumi Ogino (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/Getty Images for Anteprima)

Siamo nel backstage di Anteprima, durante l’ultima edizione della settimana della moda di Milano, quando ci accorgiamo di una ventata di posititività che travolge tutti noi. Arriva un uomo con una t-shirt bianca e la stampa di un enorme smile.

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Mi avvicino alla mia amica PR dell’ufficio stampa Guitar e le chiedo “Chi è quello che è appena entrato?”. Mi dice il suo nome – Nicolas Loufrani – e da come lo legge sempre francese. Lo sento parlare e non ho dubbi, è francese. “Beh e chi sarebbe questo Nicolas Loufrani”?

Nicolas Loufrani è il CEO di Smiley: suo padre ha inventato l’originale smile che ride e lui l’ha fatto diventare un business, coinvolgendo le sue creazioni anche nel mondo della moda, come la collaborazione artistica con la stilista Izumi Ogino, Creative Director di Anteprima.

(Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/Getty Images for Anteprima)
(Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/Getty Images for Anteprima)

Che cosa vuol dire rappresentare la Smiley? È il marchio della felicità, il simbolo della felicità e della gioia. Ci permette sempre di vedere gli aspetti positivi della vita. Giallo come il sole: sempre positivi.

Esiste qualche aneddoto riguardo la produzione del disegno? Il marchio è stato creato 46 anni fa da mio padre, che ha registrato il logo originale. 20 anni fa, quando io sono arrivato nel business, il business non stava funzionando benissimo così ho pensato di fare alcune modifiche. Ho creato emoticon diverse, con le emozioni e con le categorie: animali, oggetti, bandiere… ho dato vita ad un vero e proprio dizionario di smiley, che oggi è un vero linguaggio su internet e sugli smartphone, un fenomeno di marketing. Oggi miliardi di persone usano ogni giorno icone per comunicare nel mondo digitale.

Quindi le emoticon che vediamo adesso sui social sono le tue? 20 anni fa le prime emoticon sono state le mie. Ho creato più di 3000 emoticon, che poi sono state copiate. Oggi ognuno ha le sue emoticon: quelle di Samsung non sono quelle di Twitter e via dicendo, ma tutti hanno copiato il linguaggio e la nostra idea di fare un liguaggio di emoticon nel mondo digitale.

Ma essendo un marchio registrato quindi vi riconoscono i diritti? È registrato per il mondo dei prodotti: se fai una t-shirt con il mio marchio ho i diritti, ma nel mondo digitale non c’è business model, quindi abbiamo lasciato libertà alle aziende: sono contento di aver visto il mio modello utilizzato da altri. È un piacere vedere quello che ho iniziato diventare come è oggi.

Tuo papà ti ha mai raccontato come è nata la sua idea di disegnare? Sì. Quando ha fatto il primo smiley era un giornalista e il suo obiettivo era quello di dare felicità alla gente e quindi ha iniziato a mettere lo smiley ogni volta che dava una notizia positiva. Aprendo il giornale si poteva scegliere di leggere solo le notizie con lo smiley, così da iniziare la giornata in maniera positiva, con il sorriso.

Sei felice di questa collaborazione con Anteprima? Sì, sono molto felice. Quando ho incontrato il brand la prima volta ad Hong Kong ho vistio il prodotto con Hello Kitty che mi è piaciuto molto. Anteprima ha un modo molto originale di lavorare.

Quando usi le emoticon su WhatsApp ti viene naturale? Qual è la tua preferita? La mia preferita è sempre lo smile classico, è quello che uso di più. Quella che invece proprio non mi piace è quella con la cacca!.

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