Giro in bicicletta nella nuova Brianza Digitale

Se la Brianza nella canzone di Lucio Battisti era “velenosa”, oggi è invece in piena forma, ricca di paesaggi verdi e, soprattutto, meta di un ciclismo sempre più digitale e, quindi, con visibilità globale. Uno dei classici itinerari della domenica diviene così meta raggiungibile anche per chi, con un buon allenamento, non è così esperto delle mille strade brianzole. Basta aver un buon navigatore…

Ci sono nomi che nella comunità ciclistica milanese ricorrono come un mantra da recitare rigorosamente nel week end. Parliamo del Lissolo, di Colle Brianza, di Sirtori, per poi arrivare al Ghisallo. I più arditi, osano citare persino le impossibili pendenze del Muro di Sormano.

Così, con Sebastian, appassionato ciclista, tedesco ormai da molti anni trapiantato a Milano e quindi esperto in geografia brianzola, decidiamo di lanciarci in uno dei più classici itinerari del ciclista della domenica: “il Lissolo”. Da pronunciarsi naturalmente preceduto dall’articolo determinativo milanese “il”. Una salita verso un piccolo paese in collina che un po’ di timore incute per la verticalità delle sue rampe d’accesso. Certo, non parliamo di muri, ma è sicuramente famoso per aver fatto soffrire con i suoi strappi la maggior parte dei ciclisti mediamente allenati.

Una bellissima e antica villa a Sirtori

Nella settimana che precede l’appuntamento, fervono quindi i preparativi. Ripetute d’allenamento nella variante in salita al Velodromo Parco Nord? No-no… Ormai sempre più addicted a livello tecnologico, grazie all’arrivo del computerino da bici, mi produco in un’esplorazione tutta virtuale della zona.
Scopro così che la Brianza è tra i terreni più fertili della Lombardia in fatto di tracce virtuali lasciate da milioni di passaggi in bici. Non scherzo. Milioni. Per vederlo con i propri occhi basta digitare Strava HeatMap sulla tastiera e appariranno magicamente le vie del “calore” lasciate dai ciclisti giorno per giorno. Bello scoprire che a Milano spiccano, luminose come due stelle, le scie impresse nei circuiti del Vigorelli e del Velodromo Parco Nord, riconoscibile grazie alla sua inconfondibile forma d’astronave. Ed è quindi impressionante scorrere lo sguardo verso nord, al Parco di Monza prima, fino a raggiungere poi la zona di Montevecchia, cuore della Brianza, dove brilla una rete fittissima di strade luminose, grazie ai milioni di passaggi registrati dalla solerte piattaforma. Benvenuti nella nuova Brianza digitale, il luna park del ciclista della domenica, il paese dei balocchi dell’aspirante provetto grimpeur.

Su Heatmap di Strava le strade più battute dai ciclisti illuminano la geografia come misteriose vie celesti dove spiccano due stelle polari: il Vigorelli e il Velodromo Parco Nord.

 

Dopo la visione dalla prospettiva celeste, come il marziano che, curiosamente si chiede ma che faranno mai ‘sti umani tutti a correre concentrati in un pugno di strade, la preparazione digital al Lissolo passa quindi ad una seconda fase che definirei di “incontri ravvicinati”, tanto per rimanere in tema fantascientifico. E così indago nei segmenti che mi vedranno sicuramente impegnata in salita. Ce n’é uno che si chiama proprio “Lissolo” e non lascia quindi adito a dubbi. Passerò sicuramente di lì. Vediamo quindi in quanto tempo si fa. Il QOM, ovvero la coroncina che certifica il miglior tempo da parte femminile (“Queen Of the Mountain”), luccica sulla testa di chi porta un cognome tipico delle zone e che aveva anche mia nonna, nativa di Montevecchia. È Manuela Maggioni la donna più veloce. Che sia una lontana parente? Chissà. C’è forse solo da sperarlo perché ha superato il segmento in circa 8 minuti. Un tempaccio davvero incredibile perché le due amiche fortissime, Sarah e Iryna, vedo che ce l’hanno fatta in poco più di 11 minuti. Devo iniziare a preoccuparmi? Oh sì… pare proprio che il Lissolo non si una passeggiatina.

Nei pressi di Usmate Velate si aprono scenari di immensa campagna

Sarà però la realtà ad avere l’ultima parola in fatto di minuti e velocità e quindi eccomi pronta, Sebastian, ci troviamo al Velodromo Parco Nord e si parte!
Anche qui però c’è da aprire la parentesi digitale. Sì perché Sebastian da tempo utilizza un sito-social imbattibile in fatto di tracciati e percorsi. Si chiama Komoot, è made in Germany e promette una precisione impareggiabile. Completamente gratuito nella sua ricca forma basica e sviluppato come una community, in cui ogni iscritto lascia a disposizione degli altri il “suo” percorso, Komoot consente di creare itinerari “su misura” da scaricare sul proprio Garmin. La certezza è che la strada sarà approriata rispetto al mezzo scelto. Se la bici è da corsa, ad esempio, non finirai in uno sterrato o in autostrada. Se ti muovi con la mountain bike avrai invece milioni di sentieri a disposizione. E se la dotazione di strade non dovesse bastare per appagare la tua fame d’avventura, ecco che con pochi euro puoi scaricare nuove mappe, anche solo nella regione di tuo interesse.

L’itinerario creato da Sebastian con Komoot per raggiungere il Lissolo partendo dal Velodromo Parco Nord. Ci sono anche le altimetrie!

 

Così con Sebastian ci si compiace più di una volta nello scoprire che il saggio Komoot decide di traghettarci dal Parco Nord alla Villa Reale di Monza attraverso stradine tranquille, intercettando tutte le ciclabili disponibili. Ed è così con la sicurezza aggiuntiva di Komoot che si raggiunge in breve la fontanella con la Madonnina dei ciclisti, passaggio rituale in cui riempire la borraccia. Forse porta fortuna. O magari la sua acqua potrà compiere il prodigio di superare un KOM/QOM, ancor meglio del più energetico integratore. Miracoli o no in tanti si fermano a tirare il fiato in questa popolare tappa brianzola, che sembra costituire il punto di partenza ideale per tanti itinerari diversi. Ed io ricordo di esserci già stata, durante la rituale transumanza ciclistica dal Vigorelli al Ghisallo. Anche in quel caso, con il gruppetto di casuali compagni di via, mi ero ritrovata a riempire la borraccia per la prima volta dalla Madonnina. Bene. La salita poi in quell’occasione era andata alla grande. Sarà così anche questa volta?

Selfie con Sebastian e con Madonnina dei ciclisti propiziatoria sullo sfondo

 

Fatti i dovuti selfie e scattate foto ai gruppi si riparte. Di lì a breve ci sarebbe stata la salita per Sirtori. Già… ma dove iniziano esattamente le salite della Brianza? Qui non è come a Madesimo che ti basta mettere un piede fuori casa per sapere esattamente dove si sale e dove si scende. In Brianza è tutto un susseguirsi di su-giù e giù-su, con l’incognita costante di dare troppo dove invece dovresti preservare o dare troppo poco là dove lo strappo dura un amen e l’acqua della Madonnina potrebbe compiere un miracolo degno di un QOM.
Per fortuna c’è Sebastian. Testimoniando una volta di più di avere un fiato incredibile, mi aggiorna costantemente sui passaggi cruciali della via. Tra poco ci sarà una curva… poi ancora un centinaio di metri e arriviamo a un incrocio… dopo questo passaggio è finita… Praticamente una cronaca geografica in diretta, più precisa di quanto potrebbero fare in Rai sulla Milano Sanremo.

Le fatiche sono sempre ripagate dalle “medaglie”. Quelle reali, a forma di catena, stampate sulle gambe, e quelle virtuali di Strava

Così, sostenuta dalla certezza della pena, posso prendere il ritmo giusto senza il timore di bruciare l’ultima goccia di benzina. E dopo Sirtori, passata via senza traumi, decidiamo pure di allungare, includendo la salita di Colle Brianza, per poi concludere in bellezza al Lissolo. Non potrebbe essere più divertente. E nelle discese sfioro i 60 km orari. Bello spingere, le strade sono deserte. Bello spingere anche sul Colle Brianza, la salita che infine, tirate le somme a fine giornata, mi sarà piaciuta di più. Pochi tornanti, curve morbide, la pendenza segnala spesso il 18% e tuttavia ce la faccio, ho preso il ritmo giusto. La cadenza, se non ricordo male, supera i 70. Ormai con il computerino non sfugge niente, ma la Brianza digitale non tradisce e ciò che milioni di passaggi in bici hanno scritto con le ruote sulla mappa virtuale mi confermano, ad ogni giro di pedale, che ce la farò anch’io. Sarò anch’io autore di una piccola-grande traccia luminosa che potrà fluire in quell’opera d’arte corale e contemporanea che è la HeatMap di Strava.

La Brianza Digitale in tutto il suo luminoso splendore

E anch’io, quale premio dell’immensa gara virtuale a cui ho partecipato, vincendo forse qualche mio vecchio limite, potrò gustare il famoso gelato della “GE Latteria” a Sirtori, meta topica di Sebastian. Fortuna vuole che Elena, la simpatica gelataia, abbia appena “sfornato” un nuovo gusto che no, non possiamo non assaggiare. Che cos’è? La “Grigna”. Cioé… come la montagna? Sì, ma è anche il nome di una torta. Con nocciole, mandorle e caffé. Ahhh la consistenza è favolosa. Il gusto ancor di più. Sarà così sulle ali di un genuino gelato brianzolo, fatto con tanto amore per la tradizione, che lasceremo la meravigliosa Brianza Digitale. Riparte Komoot, rotta verso casa!

 

I golosi gusti della GE Latteria di Sirtori. Meglio di un integratore per ritrovare le forze e tornare a casa
Foto di gruppo alla Madonnina dei ciclisti, punto di arrivo e partenza di tanti gruppi di ciclisti milanesi e non
Un vecchio cartello del Touring Club segnala che siamo a Sirtori

 

Il crocevia che costituisce il punto di arrivo della salita sul Lissolo. Raggianti perché… finalmente raggiunto!

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