Dopo tanto reale, un po’ di virtuale non si nega a nessuno. Neppure a me che un volo al Velodromo Parco Nord riesco sempre a infilarlo in calendario, anche quando si rischia di fare pattinaggio artistico sull’asfalto ghiacciato.

Sì perché se il clima invernale spesso è un forte deterrente, oggi ci sono mille tecnologie che consentono al ciclista di sfrecciare indisturbato attraverso mondi fantastici, oppure a Londra, ma con il clima ideale di maggio anche se siamo in febbraio.

Di cosa sto parlando? Ma di Zwift, o, più precisamente, di una palestra milanese che ha pensato bene di specializzarsi perché il ciclista si senta a casa e possa rullare quando vuole allegramente, anche se fuori piove. Si chiama Cyclotron ed è allestita in un ampio spazio seminterrato in Via Amedeo D’Aosta 11, all’angolo di V.le Abruzzi.
Me ne parla per la prima volta l’amico Giambattista, del gruppo Equilibrio Urbano. E così, con curiosità, prendo contatto. E a rispondermi con gentilezza è Francesca, la moglie del créateur di Cyclotron e la prima ad accogliermi all’arrivo, illustrandomi già buona parte delle specialità della casa.

Una panoramica della palestra Cyclotron. A sinistra le bici dei clienti abituali appese, pronte ad essere agganciate ai rulli

L’idea di creare questa particolare palestra per ciclisti è venuta, naturalmente, ad un ciclista innamorato. Sebastien ha infatti avuto l’illuminazione per sua personale passione e ha quindi progettato un ambiente a misura di ciclista. E di bici. Sì perché ci entri con la tua fedele compagna al fianco e, dopo averla agganciata ai rulli top di gamma Elite, inizi il tuo giro virtuale collegato a Zwift. E se non hai voglia di staccare la ruota posteriore oppure se diluvia ed proprio è meglio lasciare la bici a casa, ad accoglierti c’è una bici già assemblata ai rulli pronta a scattare con te sulle strade di Watopia, un mondo sospeso tra le Hawaii e quello che vuoi vederci tu. Dentro infatti c’è un po’ di tutto per fare sentire il criceto libero come l’aria: colline del 5-6%, rettilinei sul mare immersi in tunnel trasparenti, strappetti per allenare i muscoli… il tutto circondati da mastodontiche statue inneggianti al ciclista-eroe. Un po’ l’idea dell’Isola di Pasqua. Qui però non è il muso lungo di un mohai a fissarti se arrivi dal mare, bensì le slanciate figure di utopistici corridori, piegati sul manubrio e scolpiti nella nuda pietra dalla mano nervosa e modernissima di un Wildt.
Watopia è il regno dell’allenamento easy e la cosa davvero sconcertante è che i rulli “sentono” tutto. Sentono se sei in salita e di quanto è l’inclinazione del terreno. Sanno quanto pesi e quindi sono in grado di simulare abbastanza esattamente la resistenza che incontreresti realmente nelle condizioni della strada che vedi in soggettiva davanti a te. Probabilmente anche l’avatar che ti rappresenta si configura in base ai tuoi parametri personali. Chissà quindi, se avessi dichiarato di pesare 80 kg… magari proiettavo una ciclista-cannone sullo schermo!

A Watopia il ciclista è scolpito nella forma fluida della pietra virtuale

Il mio primo impatto con questa realtà (virtuale) è stato tuttavia con la verosimilissima Londra. La sera in cui sono andata in prova da Sebastien nella sua palestra, Zwift aveva infatti lanciato la City come meta possibile per tutti i ciclisti che si sarebbero collegati quel giorno. E così eccomi catapultata, con la mia tutina rossa di Cyclotron e il mio numero 3, dentro alle strade di Londra, circondata da altri ciclisti “veri” che, come me, stavano correndo secondo le loro effettive capacità fisiche, ciascuno collegato da casa sua o dalla sua palestra. A lato dello schermo infatti vedi i nomi di chi ti segue e di chi ti precede. In una sorta di classifica in continuo mutamento. Così osservo che chi mi ha appena superato sgomitando, anzi, sommergendomi interamente con la sua immagine (magia della grafica vettoriale), è un certo Schuh, tedesco almeno quanto Greipel. Mentre il belga M. Cavalera l’ho inesorabilmente staccato sulla salita e arranca a +0:05. Certo… anche qui c’è il fair play. E infatti sembra quasi di cogliere lo sconcerto tra i tuoi vicini quando su una salita del 15% c’è qualcuno che ti svernicia senza pietà.

A Londra c’è collina… e chi se lo aspettava?

Chiedo lumi a Sebastien ed ecco rivelato il trucchetto: non tutti hanno rulli top come ci sono nella sua palestra e quindi qualcuno, probabilmente, non sente nelle gambe la salita così come la sto sentendo io. Tanto, comunque, oggi non c’è gara. Quando però Zwift vuole essere fedele alla realtà non ci sono problemi. Addirittura, mi racconta Sebastien, il team sudafricano Dimension Data, che ha licenza UCI World Tour, ha realizzato proprio con la collaborazione di Zwift uno scouting capillare, a livello mondiale, per selezionare nuovi elementi da inserire in squadra. Non è fantastico? Sei un solitario criceto che si allena sui rulli a casa sua, magari in Alaska o in Australia e, senza che nessun pazzo allenatore ti debba notare in strada mentre ti massacri a correre schivando orsi polari e canguri, ecco che grazie a Zwift e alla sua capacità di mettere in mostra fedelmente le tue doti vieni miracolosamente selezionato per fare parte di una squadra tra le protagoniste di Tour de France, Giro e Vuelta. Diciamo che Cenerentola e tutta la vecchia storia di andare in giro con la scarpetta da far provare qui e là, anche alle più improbabili, è proprio cosa superata. Oggi il principe azzurro ritroverebbe la fanciulla svanita con la carrozza-zucca semplicemente misurandole il piedino con una pedana baropodometrica connessa alla rete. Così prima di impalmarla potrebbe anche valutarne la bellezza posturale.

Sebastien, che ha creato Cyclotron, e il tavolo attrezzato dell’officina

La palestra Cyclotron sposa quindi al 100% la filosofia di Zwift, ma non è l’unica attrazione che si trova qui. Ci sono i rulli liberi ad esempio, a cui ho lanciato un’occhiata concupiscente fin dall’ingresso in sala. Provo o non provo? Ok, questa volta ha prevalso il buon senso. Devo dire che i rulli liberi già mi fanno un po’ paura. Se poi li associo alla co-presenza delle tacchette Look ecco che il problema proprio non si pone: non ci provo. Guardandomi intorno è poi tutto uno scoprire i dettagli che Sebastien ha anche in gran parte costruito con le sue mani. Ad esempio accanto ad ogni postazione c’è una piccola scatola di legno sorretta da un’asta autoportante, perché raggiunga la giusta altezza della mano mentre pedali. Lì c’è lo spazio per il telecomando che gestisce Zwift e per il tuo telefono. Oltre ad un pratico gancio per appendere l’asciugamano (che io in palestra dimentico sicuramente nell’armadietto).

Davanti a ciascuna postazione un ventilatore personale che si può attivare e regolare a piacere

Inoltre c’è un’area predisposta per fare ginnastica a corpo libero o stretching pre e post pedalata. E non manca il banco dell’officina, perché ci sia tutto il necessario per sistemare ruote e pignoni e assicurare così la massima performance a chi corre, proprio come nella realtà. Non manca quindi nulla e tutto è apparecchiato con stile e buon gusto, a partire da spogliatoi e docce, naturalmente divisi per genere, che associano il design contemporaneo a materiali di sapore naturale.
Un’ultima curiosità però me la voglio togliere prima di fare ritorno a casa. C’è il filmato dello Stelvio in soggettiva ed io ho voglia di provarci, ma il tempo (per miei impegni) stringe e così Sebastien, dopo avermi fatto assaggiare i primi tornanti, mi catapulta direttamente agli ultimi metri. Ed ecco la neve a salutarmi! Il chiosco dei souvenir, i turisti… non manca nulla. Ed è veramente un’iniezione di positività poter assaggiare un monumento come lo Stelvio dalla prospettiva urbana di una palestra. Potere del virtuale e potere del reale. Creato da Sebastien a misura (dei sogni) del ciclista.

Cyclotron
Via Amedeo d’Aosta 11, angolo V.le Abruzzi – Milano
www.cyclotron.it – tel. 02 49500162

Lo Stelvio virtuale in soggettiva… e lo senti tutto veramente nelle gambe!
Si inserisce il peso, si sceglie la maglia, ed eccomi in versione virtuale. Benvenuta a Watopia!

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