Is there a ghost in my house?

Quando tutto si ferma, cosa resta fra le pareti di una casa? Di questo e altro, di Pittura/Scultura parliamo con Cristina Treppo.

Cristina Treppo

Casa Cavazzini è la sede del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine. Si trova in pieno centro ed è una vera e propria casa, donata dalla Famiglia Cavazzini alla città, ristrutturata con un progetto ambizioso e riuscito in equilibrio fra passato e futuro dall’architetto Gae Aulenti nel 2012.

Nei due piani espositivi ospita molte interessanti opere che spaziano dalla fine dell’800 a oggi e una chicca: l’appartamento della famiglia Cavazzini, per la precisione alcune stanze di quell’appartamento. Entrare è come salire sulla Delorean di ‘Ritorno al Futuro’: si vola direttamente nel 1937 (anno in cui l’appartamento fu ristrutturato), si scopre come si usavano una cucina o una sala da pranzo, abitudini e mode, soluzioni diverse agli stessi piccoli problemi che ha chiunque immagina una casa in qualsiasi momento.

Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo
Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo

 

In questi spazi rubati al consumo del tempo Cristina Treppo, artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha inserito una serie di oggetti che, come è proprio del suo modo di intendere l’installazione artistica, mantengono la forma alla quale il nostro occhio è abituato salvo scartare di lato un attimo prima di sembrarci ovvi. Cristina Treppo ci ha sorpreso in passato con letti appoggiati su bicchieri e pavimenti sospesi, a Udine ha sperimentato l’imprevedibile pesantezza di oggetti di uso comune come una pedanina o un vaso nel momento in cui diventano sculture perdendo la loro funzionalità e guadagnando una potenziale eternità.

Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo
Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo

E se quegli oggetti sono eterni, cosa invece non c’è più? Chiediamolo direttamente a lei. Colonna sonora consigliata: ‘Is There a Ghost?’ , Band of Horses, 2007.

 

La tua mostra più recente – ‘Pittura/Scultura’ a cura di Vania Gransinighsi è svolta negli spazi di Casa Cavazzini, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, e ti ha visto rivisitare oggetti di uso comune come ciotole e vasi e reinserirli in un contesto domestico cristallizzato come quello della casa-museo. Che ruolo hanno la casa e gli oggetti quotidiani nel tuo pensiero e nel tuo linguaggio? La casa che mi interessa è quella disabitata, nella quale entri in punta di piedi per osservare, trovandoti in un contenitore silenzioso che testimonia vita e passaggi. Una casa che incute timore e soggezione, dove tutto, in apparenza immobile, è soggetto a una costante, lenta trasformazione a opera del tempo. Al suo interno si organizzano stratificazioni, la materia si corrompe, il depositarsi della polvere rende tutto visivamente uniforme. Gli oggetti d’uso e gli arredi si amalgamano sempre più con gli elementi strutturali dell’edificio. Ogni componente della casa è interessante allo stesso modo: i pavimenti, l’intonaco, i mobili, le suppellettili, le cose che qualcuno ha portato e abbandonato.

Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo
Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo

L’oggetto è un punto che usi per definire delle relazioni con il tempo e con lo spazio. Come e perché? Le sculture rientrano nell’iconografia della vanitas. La caducità delle cose è il Tema, presente anche in molti dipinti della collezione di Casa Cavazzini. Gli oggetti che inserisco nelle mie opere in genere non sono dei ready-made, ma copie ottenute attraverso calchi, fusioni, costruzioni, moltiplicazione di un modulo. Alcune delle carte in mostra, realizzate con vernici depositate su carta catramata (che si usa solitamente in edilizia), si intitolano Pattern, nel senso di schema che si ripete, come in un pavimento, e nell’accezione di modello mentale che determina un comportamento. La ciotola, il vaso, la rete sono oggetti archetipici, che alludono al corpo. Il vuoto al loro interno esprime capacità di contenere, di conservare materiali inconsci, segreti.

Si parla molto di ‘dialogo’ nell’arte contemporanea, cosa significa per te? L’arte si esprime attraverso dei codici. Allo stesso tempo deve essere carica di mistero. Quando un artista costruisce un progetto in relazione a un luogo la conversazione comprende entità visibili e invisibili.

Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo
Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo

Hai scelto di intitolare la tua mostra ‘Pittura/Scultura’, esistono ancora confini fra le modalità espressive? Hanno senso, oggi? Non vedo confini. Ci sono artisti che si esprimono sempre attraverso lo stesso medium, con una cifra circoscritta, e artisti che sperimentano tante tecniche, che innestano la loro ricerca in modi sempre diversi. Io faccio fatica a esprimermi in forma piana, ho bisogno della terza dimensione, non mi sento a mio agio con una struttura che non ha uno spessore. Il titolo Pittura/Scultura allude a un limite che si fa possibilità: la pittura propende verso la terza dimensione, verso l’idea di bassorilievo, e nella scultura il cromatismo è determinante, costituente, infonde carattere all’oggetto.

Hai scelto di dare una forma particolarmente preziosa al catalogo della mostra che verrà presentato sabato 25 novembre alle ore 11.30 allo spazio Carlo Scarpa di Vicenza. Come? Che ruolo ha il catalogo oggi nell’arte? Ho seguito le indicazioni di quella che è stata la mia esperienza a Casa Cavazzini. Un progetto che ha fatto i conti con i “fantasmi” che abitano quella casa. Ho sentito il bisogno di organizzare le pagine che documentano la mostra in forma libera, in fascicoli, senza una rilegatura e una copertina rigida. Immagini e testi sono contenuti in una sorta di cartella che in realtà è una delle mie carte catramate trattate con vernici e segnate dalle piegature. I materiali che ho usato per realizzare questo libro sono profondamente connessi al profilo della mostra, a quello che è significato stare in quel luogo. I cataloghi d’arte sono oggetti che hanno su di me un potere attrattivo, in ogni loro configurazione. Non credo sia inutile continuare a realizzarli. Le immagini possono circolare velocemente in versione digitale, ma un libro presuppone una costruzione, un pensiero, ha una forma razionale e un’estetica precisa.

Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo
Dettaglio mostra Pittura_Scultura di Cristina Treppo

 

La mostra ‘Pittura/Scultura’ si è svolta a Udine, che è anche la tua città, cuore del Friuli. Ha giocato un ruolo il suo essere terra di confine? Questa dimensione è entrata in qualche modo nella tua arte? Mi sono confrontata con la storia del Museo, con la collezione che contiene. I riferimenti sono trasversali, allargati. Percorrendo i vari piani, le stanze dell’appartamento, ho rintracciato frammenti di discorsi che ritornano nel mio lavoro. Casa Cavazzini è incuneata nella città, non ne sono del tutto consapevole, ma qualcosa sicuramente si intreccia.

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