Dalla bicicletta ai social, volata per un sogno

La passione per il ciclismo vista attraverso Facebook: un mondo infinito tutto da scoprire! Dal Giro del Demonio ai selfie davanti alle chiese, ce n'è per tutti i gusti...

Con la fashion week alle porte, due eventi a cui pensare e centinaia di nomi di giornalisti da accreditare e a cui spedire save the date, inviti cartacei e digitali, il mio povero neurone è andato in tilt e non ha trovato la giusta sintonia al relax per scrivere, la scorsa settimana, il 56° articolo dedicato al mio sempre vivo fanatismo per la bicicletta.

Già… ormai è oltre un anno che “pedalo” online su Fashion Times. Una vera e propria Gran Fondo della parola al servizio di una passione. Tuttavia, detestando forzare troppo, anche nelle salite, ho inevitabilmente dovuto saltare l’appuntamento di mercoledì scorso. Ma non si pensi che sia stata inoperosa…

Prima di tutto, per rimettere in circolo la realtà, sono riuscita a riprendere la bici per andare in ufficio. E questo già è stato tanto… Poi, dopo gli appuntamenti insieme ai compagni di Vigorelli Cycling Center da Assessore allo Sport Guaineri e FCI, per cercare di capirci qualcosa sull’ “affaire Vigorelli”, ho deciso di dare un bel colpo di reni e scattare anche sui social, aprendo la pagina Facebook dedicata alle attività dell’associazione. Una pagina che servirà a megafonare iniziative future a tutti gli appassionati, ma anche a diffondere day by day la “cultura della pista”, parlando di eroi di ieri e forse anche di oggi.

L’apertura della pagina Facebook dedicata all’associazione sportiva Vigorelli Cycling Center e, in copertina, un’immagine de La Mitica, ciclostorica dedicata a Serse e Fausto Coppi.

Aperto questo nuovo canale di comunicazione, che in breve tempo già punta a raggiungere i suoi primi 3000 likes, si è come spalancata una finestra immensa sull’amore vero di tantissimi appassionati, vicini e lontani. Tutti animati dalla voglia di “scambiarsi le figurine” delle proprie esperienze, raccontare ed essere raccontati, scambiarsi likes su pagine e condividere progetti… insomma un fermento che non mi ha travolta solo perché, lavorando nella comunicazione, sono un filo organizzata nella gestione di questi flussi. Certo è che il mondo della bicicletta dà dei punti in velocità di reazione al fashion system, forse giunto un po’ trafelato e stanco a questo nuovo millennio di sfide.

Il ciclismo corre veloce su Facebook!

Il ciclismo invece sembra sempre giovane, sostenuto dall’entusiasmo di tantissimi amatori, vero cuore pulsante del mondo a due ruote. E i social si abbinano fantasticamente al concetto di condivisione del singolo appassionato che si sente così parte di un gruppo e che, a differenza di altri tifosi di sport, prima di tutto pratica, e poi probabilmente, ma non per forza, ammira il campione.

Insomma ho scoperto un mondo incredibile. E la scoperta si è presto tramutata in coinvolgimento diretto. Sì perché il dialogo è davvero facile. Ho scambiato parole interessanti con chi ha in progetto gare su pista per bambini, esponenti di musei della bicicletta, persino produttori di guanti da ciclismo pakistani che, chissà perché, si erano convinti che io fossi la persona giusta per importare in Italia il loro prodotto e, tramite Facebook, hanno persino tentato di contattarmi “telefonandomi” dalla chat.

Ci sono gruppi che vendono e scambiano pezzi anche vintage e ciclostoriche che non avevo neppure lontanamente immaginato, come ad esempio La Mitica, che si corre sui colli dei fratelli Serse e Fausto Coppi, rigorosamente in bici e tenuta d’epoca. Insomma c’è di tutto e di più, il diavolo e l’acqua santa, la curiosa pagina che invita i ciclisti a farsi un selfie davanti alle chiese e il terrorizzante Giro del Demonio, tour brianzolo che minaccia e realizza un percorso davvero estremo dove, nell’edizione del 2017, i 190 km prevedono ben 4800 metri di dislivello. Anche su sterrato (o meglio, fango, a giudicare dalle foto…). L’anno scorso, superato il temibile “Muro di Sormano”, il plotone dei ciclisti sopravvissuti erano accolti in un locale dove arredi evocativi dell’inferno appena vissuto venivano stemperati dalla presenza di “angeliche” ragazze dietro al bancone del bar. Quest’anno invece l’esperienza sarà ancora più dantesca, perché dopo questa breve parentesi paradisiaca i cavalieri dovranno affrontare la sequenza delirante del triangolo di salite, che vede il temibile Muro come apice (o ultimo girone?).

Dalla home page del sito del Giro del Demonio, il famigerato Muro di Sormano promette di scoprire cos’è l’inferno…

Naturalmente mi sono ripromessa di approfondire sperando che l’ideatore, Max Bigandrews, si dimentichi che ho messo un like alla pagina del GdD. “Lo sapevi vero che se piace vuol dire ci sono il 18!” No che non lo sapevo, accidenti! E quindi ora cercherò di barattare con un’intervista la mia dis-iscrizione al tostissimo Giro del Demonio!

Oh no…! Iscritta a mia insaputa al Giro del Demonio…!

Pedalando quindi tra un profilo Facebook e l’altro ecco che la passione autentica per il ciclismo appare in tante forme diverse, attraverso le molteplici personalità di chi pratica. C’è lo sportivo appassionato di diete, chi si offre per massaggi specifici, chi si dedica al 100% a un hobby che progressivamente ha preso il gusto appassionante della professione.

Tra queste personalità spicca sicuramente Alessandra Sara Vanin. Una mia coetanea di cui mi aveva attirato il look nella foto profilo: maglia rossa vintage e cappellino coordinato. E così dal virtuale si è passati al reale, con una bella telefonata organizzata un sabato mattina, giornata in cui ho sorpreso Alessandra immersa nel suo elemento: un mercatino ciclistico vintage, a Bassano del Grappa. Sì perché scopro che Alessandra, un passato da responsabile di negozi di abbigliamento, ha coniugato la sua passione ciclistica con l’opportunità di produrre repliche ricamate di maglie storiche. Un’idea geniale che ha conquistato tantissimi frequentatori di ciclostoriche, sempre a caccia di abbigliamento evocativo da sfoggiare nelle numerose kermesse che affollano il calendario.

Al centro della foto, Alessandra Sara Vanin in una delle sue impeccabili tenute vintage

Alessandra mi conferma che la passione per il ciclismo nasce sempre come una folgorazione sulla via di Damasco. Nel suo caso la luce accecante arrivava inaspettatamente da un signore anziano, in sella a una Wilier Triestina d’epoca di grande fascino. Una bici che oggi appartiene ad Alessandra e che ha conquistato l’attenzione di molti in una delle ciclostoriche organizzate dalla sua proprietaria. Alessandra infatti è l’artefice della TweedRide che si svolgerà a Bassano il prossimo 25 Marzo. Che come data forse… forse… sembra per una volta non coincidere con sfilate, fiere, press day e quant’altro e quindi, chissà, un pensierino di andare a trovarla lo sto già facendo!

 

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