Qualcuno si chiederà: perché scrivere un simile articolo? Ma come… sono tutti a dire che andare in bicicletta si può, si deve, va bene sempre, a Londra pedalano anche con climi belli tosti ed io qui mi permetto di dire il contrario?

In realtà sono settimane che sto cercando l’alibi perfetto. Perché il senso di colpa morde i polpacci e ormai é già dalla settimana post natalizia che non faccio più un giro di pedale, neppure per andare in ufficio. Che vergogna! Sarò già lo zimbello su Strava… ehi qualcuno ha visto la Laura Magni? Che fine ha fatto? Eh… già, alla fine si è rivelata la classica ciclista della domenica, che se le condizioni non sono perfette, preferisce il divano!

 

Ok, mi sono sufficientemente fatta del male, ora è giunto il momento di reagire. Perché per superare il problema l’unica é immergersi nel disastro fino in fondo.

Ecco quindi i miei cinque buoni motivi per appendere la bici al chiodo in gennaio. Se saranno abbastanza ridicoli vorrà dire che ho preso finalmente coscienza della mia pigrizia e presto tornerò ad affrontare la stagione glaciale con la giusta determinazione. In caso contrario vorrà dire che non sono ancora pronta per rientrare in scena e avrò bisogno di un aiutino, magari da un clima che lascerà presagire con più convinzione il ritorno della primavera.

La circolazione del sangue rallenta

Hai voglia ad indossare calzettoni a prova di Antartide o ghette in guanaco della Patagonia. Dopo un po’ che giro l’ultimo ditino del piede (non mi si chieda come si chiama, ma ci siamo capiti) inizia inesorabilmente a salutarmi, seguito da tutti i suoi fratellini: Gino, Pino e Mino. Di solito resta vivo solo l’alluce, ma da solo si sente molto a disagio. La sensibilità ritorna soltanto sotto una bella doccia a 45 gradi.
Di chi è la colpa? Ma è chiaro: il freddo rallenta la circolazione e il sangue fa i capricci come quello di San Gennaro quando è arrabbiato e non c’è verso di convincerlo a sciogliersi. Di fronte a tutto ciò non resta che arrendersi.

 

Le gomme devono essere un po’ sgonfie

Pena la possibilità concreta di cadere. Sì perché con il freddo è meglio non gonfiarle troppo, si rischia di perdere aderenza con l’asfalto. Con il caldo e il sole la gomma aderisce di più, un po’ come se si appiccicasse. Invece con il gelo invernale asfalto e gomma non si riconoscono più e come due estranei possono reagire male alla minima provocazione, che so… una curva un po’ stretta, un’inclinazione troppo disinvolta. La risposta potrebbe essere violenta e improvvisa, da k.o.
Va bene la sicurezza, ma a chi piace andare con le ruote sgonfie? Trascinandosi con la leggiadria di una palla medica?

L’aria fredda oppone più resistenza

Questa è di Francesco, uno dei soci di dateciPista. Oggi come oggi è il mio alibi preferito. Mentre quando fa caldo e fa bel tempo c’é alta pressione e l’aria è più rarefatta perché non si concentra in basso e tende a salire, sgombrando quindi la strada, d’inverno con il freddo è invece più concentrata. Ed è lì che sgomita con te, rubando la scena e opponendo, appunto, maggiore resistenza. Quindi i 40 km/h che in primavera conquisto con l’agilità della gazzella, d’inverno diventano per sforzo paragonabili ai 50 km/h… che mai raggiungerò. E l’animale che posso rievocare nello sforzo é il mammuth, ma giusto un attimo prima dell’estinzione.

I polmoni ghiacciano

Non c’é sciarpa o mascherina che tenga. E lì sotto poi si crea un microclima degno di un lazzaretto. Va quindi detto con forza: d’inverno la respirazione è un problema. Probabilmente é in larga parte psicologico, ma solo il fatto di non sentire il profumo della campagna mentre si pedala, ad esempio lungo i navigli, è un po’ come andare a una degustazione con il raffreddore. E sarà proprio il raffreddore l’esito scontato se si sbaglia anche solo qualcosa nell’abbigliamento.

Il sole è troppo debole per dare energia

Questa motivazione, confesso, è farina del mio sacco e non ha alcuna motivazione scientifica. Non è neppure una credenza popolare. È solo una mia convinzione squisitamente metereopatica. Tuttavia credo che il sole palliduccio dell’inverno non sia abbastanza per contrastare senso di stanchezza e apatia. Sarà che il mio motore è un diesel, ma io ho bisogno di riscaldamento. Con poco sole invece il muscolo si irrigidisce sospettoso: che vuoi da me? Chi ti conosce? Pussa via!

Alibi trovato? mah… devo confessare che dopo aver scritto tutto ciò il senso di colpa è cresciuto ancor di più. Sì dai, facciamoci del male! Ancora un piccolo sforzo e ce la faccio a riprendere, manca poco, manca forse un po’ di sfottò dagli amici… avanti, colpite forte!

Per seguire Laura o iscriverti a Strava e condividere con milioni di ciclisti, corridori e cicloamatori di tutto il mondo le tue escursioni, clicca qui sotto il pulsante arancione: