Natale al cinema, sei film imperdibili

Da Oceania a Le Stagioni di Louise, da Lion a Il Medico in Campagna, da Paterson a Florence: a Natale grandi film in sala.

Sarà veramente difficile rimanere delusi dai film in uscita al cinema questo Natale. Sei titoli di altissima qualità capaci di regalare risate, adrenalina, lacrime e tante riflessioni. Per aiutarvi nella scelta – anche se vi consigliamo di vederne più di uno perché meritano tutti – ve li elenchiamo e sintetizziamo qui sotto.

Oceania, avventura nel Pacifico

Lasciamo subito spazio ai più piccoli che aspettano Babbo Natale. Per loro il film in cima alla lista è sicuramente Oceania, un’avventura d’animazione della Walt Disney diretta dal celebre duo formato da Ron Clements e John Musker. Basandosi sulle storie e le culture del Pacifico, la pellicola segue l’avventura di Vaiana una coraggiosa e intraprendente ragazza figlia del capo dell’isola di Motu Nui. Per salvare il suo popolo, decide di andare in missione marina oltre al Reef (ovvero la barriera corallina), affiancata dal carismatico (e gigantesco) Maui. Il loro viaggio li porterà soprattutto alla scoperta di se stessi.

Le Stagioni di Louise di Laguionie

Ancor più intensa, e più adatta ad un pubblico più grande, è l’intensa e poetica animazione de Le Stagioni di Louise. Disegnate dal maestro francese Jean-François Laguionie, questo film ha come protagonista una donna anziana ma estremamente tenace, Louise. Quando alla fine dell’estate perde l’ultimo treno della stagione in partenza dalla località balneare di Biligen, si ritrova completamente sola. La città è deserta, fatta eccezione per un cane parlante che le fa compagnia. ane parlante. Mentre tutto ciò che la circonda sembra surreale, Louise è assalita dai ricordi. Tra visioni e fantasmi, torna a rivivere con occhi nuovi la sua infanzia e i momenti più significativi della sua vita. Quello di Laguione è un autentico capolavoro in cui i moti delle maree si trasformano presto in moti dell’anima.

Lion, la strada verso casa

Altra storia di solitudine e di ricerca è quella di Lion, l’emozionante film diretto da Garth Davis basato su La Lunga Strada Per Tornare a Casa, il romanzo autobiografico di Saroo Brierley. La reale esperienza vissuta da Saroo, è mostrata da Davis al pubblico passo dopo passo. Dopo aver preso il treno sbagliato (partendo da Madras), il protagonista, a soli cinque anni, si ritrova solo e perduto a Calcutta. Le autorità lo ritrovano, ma lui non sa da dove viene. La sola cosa che ricorda è l’immagine della stazione dalla quale era partito. Dopo essere stato adottato da una coppia australiana (interpretata da Nicole Kidman e David Wenham), Saroo, ormai adolescente (Dev Patel), decide di utilizzare Google Earth per analizzare tutte le stazioni ferroviarie dell’India. Alla fine troverà quella giusta, quella che lo riporterà dalla madre naturale.

Il Medico di Campagna, le riflessioni di Lilti

Interpretato da un eccezionale François Cluzet, Il Medico di Campagna di Thomas Lilti è un film di grandissimo spessore incentrato su una figura professionale ed eroica che sta scomparendo. Jean-Pierre (Cluzet) è un Medico di campagna che tutti osannano e stimano. Quando, per via di una malattia, verrà affiancato dal giovane medico Nathalie (Marianne Denicourt) farà fatica ad accettare di essere sostituito. Oltre a toccare le corde dell’anima, il film di Lilti propone una serie di riflessioni di tipo sociale e politico sul tema della sanità.

Paterson, le piccole cose per Jarmusch

Nessun conflitto tangibile e drammatico vi è in Paterson, il nuovo film d’autore scritto e diretto da Jim Jarmusch. Il protagonista (Adam Driver) si chiama Paterson, proprio come la cittadina del New Jersey in cui vive. Vediamo la sua routine di tutti i giorni: guida l’autobus e ascolta le conversazioni della gente che sta intorno a lui; scrive poesie su un taccuino; porta a spasso il cane; beve una birra al bar; fa ritorno a casa dalla moglie Laura (Golshifteh Farahani). Quest’ultima invece è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e fonti di ispirazione. Tra nuovi sogni e speranze, la donna ricambia l’amore del marito e lo incoraggia a scrivere poesie. Ma la poesia più grande non ha parole e nel film è quella che riguarda la bellezza delle piccole cose della vita.

Meryl Streepitosa Florence

Non si sa più come definire Meryl Streep, a cui dedichiamo il finale dell’articolo. Ancora una volta strepitosa, ancora una volta meritevole di un Oscar. Il film, inquadrato da Stephen Frears, si chiama Florence e prende il nome di battesimo di Florence Foster Jenkins, una ereditiera che frequenta i salotti dell’alta società newyorchese. Siamo nel 1944 e Florecne, mecenate generosa e appassionata di musica classica, supportata dal “marito” e manager St. Clair Bayfield (bravo anche Hugh Grant), si lancia nel suo sogno, quello di intrattiene l’élite cittadina con il canto. Anche se lei si sente intonata, la sua voce è orribile. Ma, allo stesso tempo, quella donna che canta è piena di grazia. Florence è una storia intensa e commovente che non parla solo di musica ma anche di sogni e di amore. Gli ingredienti perfetti del Natale.

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