Lancia Ypsilon 0.9 TwinAir: test drive e recensione

Abbiamo testato la nuova Lancia Ypsilon nel traffico di Milano e non solo. Abbiamo scoperto di guidare un'auto sorprendente che fa esattamente ciò per cui è stata realizzata: una perfetta city car.

Dopo aver provato per ben due settimane la Lancia Ypsilon nella temibile e trafficata Milano, abbiamo imparato ad apprezzarne le dimensioni, i consumi, e la comodità.

Un design particolare dallo stile unico

La Ypsilon si presenta piccola e ricercata. L’attenzione ai dettagli (come le maniglie posteriori nascoste nella cornice del finestrino, per esempio) ne fanno una citycar per chi pretende un tocco di stile in più, con linee morbide ed un design sviluppato in altezza. E’ molto personalizzabile: si possono anche scegliere vernici bicolore, cerchioni diamantati ed altri dettagli che fanno la differenza. La configurabilità è il motivo principale per il quale la stragrande maggioranza degli acquirenti sono donne. In sintesi, è un’auto che vuole distinguersi dai design semplici e squadrati della concorrenza.

Degli interni ricercati

La Ypsilon fa dell’originalità il suo asso nella manica anche negli interni: appena entrati si nota il tachimetro, per esempio, che si trova al centro della plancia e non davanti al guidatore. Il nostro esemplare è ricco di optional, e l’attenzione ai dettagli che caratterizza la carrozzeria esterna viene ritrovata anche dentro all’abitacolo dove i materiali a portata di mano sono morbidi e ben scelti. Il volante e la leva del cambio sono rivestiti in pelle, ma alcune plastiche sulla plancia sono troppo dure e di scarsa qualità. Bello invece lo schermo touch dell’infotainment da 5” che nonostante le dimensioni ridotte è semplice da usare, relativamente veloce e molto utile grazie al navigatore integrato.

Piccola ma spaziosa

Chi siede dietro trova molto spazio per la testa ma deve rinunciare a qualche centimetro per le gambe, dove lo spazio è compromesso dal passo corto. I sedili anteriori sono abbastanza larghi e ben imbottiti, mentre l’alta posizione di guida offre una migliore percezione degli ingombri.

Le dimensioni del bagagliaio sono generose e la capacità di 245L è sopra la media della categoria; ma abbattendo i sedili posteriori, si arriva addirittura a 900L. Non ci si può di certo lamentare, quindi, ma la soglia di carico è leggermente rialzata per via del design del paraurti posteriore. Per svuotare le tasche da chiavi, telefono e portafogli, all’interno dell’abitacolo non mancano i vani portaoggetti, intelligentemente situati per facilitare le azioni quotidiane.

L’abbiamo messa alla prova

La giungla urbana è il suo habitat naturale: le dimensioni ridotte permettono di infilarsi anche negli spazi più stretti, mentre l’assetto e le sospensioni morbide garantiscono un assorbimento impeccabile delle buche. La frizione leggera garantisce facilità di guida anche in condizioni di traffico intenso, e lo sterzo morbido permette di fare manovre di parcheggio impegnative senza sforzo, ancor più facilitate dall’ampio angolo di sterzata.

È uscendo dalle aree urbane che si iniziano a notare i limiti ed i difetti della Ypsilon. In autostrada per esempio, a 130 km/h, l’abitacolo è poco insonorizzato ed il motore si fa sentire dall’anteriore. A queste velocità infatti, il propulsore procede a più di 3500 giri al minuto poiché l’auto non dispone di una sesta marcia.

Il motore del nostro esemplare è il 0.9 TwinAir, alimentato sia a benzina che a metano. Quest’ultimo permette di risparmiare sul pieno, sui consumi e sull’inquinamento, ma trovare un distributore nelle dirette vicinanze non è sempre un gioco da ragazzi.

Questo motore, essendo un piccolo bicilindrico, è spesso rumoroso e le vibrazioni sono troppo frequentemente percettibili dall’abitacolo, soprattutto in prima e seconda marcia. La piccola cilindrata lo costringe inoltre a stare sempre su di giri, penalizzando non di poco i consumi di carburante durante le manovre di accelerazione o di sorpasso.

Non bisogna chiederle troppo

La Ypsilon non è di certo un’auto sportiva ed è pericolosamente facile raggiungere i limiti del telaio condiviso con la cugina Panda di casa Fiat. Nonostante il brio che si percepisce in accelerazione grazie al turbo, lo sterzo poco preciso e le sospensioni morbide ricordano immediatamente al pilota che non può pretendere miracoli dall’assetto tarato in un’ottica di comfort.

In conclusione

Si tratta di un’auto che fa ciò che ci si aspetta da lei e lo fa anche bene. Piccola, agile e comoda, La Ypsilon si trova più che a suo agio in città. Le caratteristiche migliorabili si notano a velocità elevate dove emergono una scarsa insonorizzazione e tante vibrazioni, anche se non denigrano le principali qualità di questa city car dallo stile unico, che nonostante gli anni si conferma nella top 3 delle bestsellers del mercato italiano.

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