Claudia Ferrarini: la Lady del Realismo Pittorico del Tatuaggio
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Intervista alla tatuatrice italiana Claudia Ferrarini che ci racconta il suo lavoro, la sua vita, i suoi progetti e le sue passioni: dai gioielli alle moto.

Da piccola sognava di fare l’artista, ma tra un dipinto e il bisogno di guadagnarsi da vivere comincia a creare gioielli e lavorare come creativa in agenzie di advertising, ma il suo vero amore è il tatuaggio. Il suo nome è Claudia Ferrarini.

Mestiere che comincia a praticare solo 4 anni fa, ma con grande successo. Claudia, è la sola donna che esercita all’interno di Primordial Tattoo Studio a Milano, studio tutto al maschile, capitanato da Roberto Borsi, il primo artista occidentale a far parte della famiglia del maestro  giapponese Horitoshi che esegue i suoi lavori con la tecnica Tebori.

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Ma torniamo a Claudia, 45 anni, bella da far paura, fisico pazzesco, ex professionista sportiva, capelli lunghi e curati, lineamenti definiti su un viso dove gli occhi danno vita ad una storia raccontata dalle linee incise sulla sua pelle, la conosco tramite amici comuni, la studio, la seguo e decido che sarà lei a dicembre a fare il tatuaggio che ho chiamato “Story of my life”

Quando hai capito che sarebbe stata questa la tua professione? E come ti sei approcciata a questo mondo? Diciamo che ho sempre amato farmi tatuare, ma non avevo mai pensato che potesse essere il mio mestiere, sono stati gli amici a spingermi a provare…! Sono cresciuta con l’idea di fare la pittrice, io dico sempre che non “fai” l’ artista….ma “sei” un artista. Iniziare a Tatuare, dopo anni a creare gioielli o fare altro ha voluto dire “tornare alle origini”…a dipingere, ma sulla pelle delle persone.

 Qual è stato percorso che ti ha portata a intraprendere questa professione?  Ho iniziato a dipingere ad olio a soli 5anni, poi liceo artistico e accademia di Brera hanno coronato il mio percorso di studi. Ho lavorato come illustratrice per case editrici ed agenzie per anni senza abbandonare mai la pittura. Finché mi sono decisa a provare a tatuare.

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Mentre ti parla continua a tatuare, facendo entrambe le cose con una concentrazione pazzesca, e quando le chiedo cosa le ha tolto questo lavoro, visto la responsabilità di creare qualcosa di perfetto che sarà per sempre indelebile sulla pelle delle persone mi dice che non le ha tolto nulla, che il passato è il suo bagaglio, il suo tesoro che le consente di tatuare con una testa più consapevole rispetto a chi comincia da zero. Se la vedi in azione ti intimorisce, decisa, perfetta, concentrata, Claudia capisci che è una donna tosta, una donna con un’anima.

Il tatuaggio è abbellimento del corpo, una decorazione un messaggio, un modo di esprimersi.

Qual è il tuo stile? Perché so ogni tatuatore si specializza in uno stile specifico e quali i tuoi riferimenti? Il mio stile che amo e che pratico è il realsitico,e i grandi tatuatori  del realistico che seguo sono, come Alex De Pase, Carlos Torres, Andy Engel, Dmitriy Samohin, Macko, ecc.

Non ne conosco nemmeno uno, ma dovrò documentarmi, in fin dei conti mi farà un tatuaggio realistico sulla coscia devo essere sicura delle mie azioni e continuiamo a chiaccherare.

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Claudia, cosa ci dici dei numerosi tatuaggi che hai sul tuo corpo? Il primo l’ho fatto 26 anni fa e l’ultimo pochi giorni fa… amo sia il colore che il bianco e nero, e quasi tutto quello che ho è realistico, a parte la schiena con una bella tigre giapponese…!

 Hai avuto un maestro? Ho iniziato da sola a sperimentare, un paio di amici mi hanno dato qualche dritta, ma la vera crescita c’è stata quando il Master Roberto Borsi mi ha accolto al Primordial Pain, ed ho iniziato il mio vero percorso professionale.

Lei considera il mondo del tattoo un mondo fatto di impegno quotidiano, studio, ricerca, sperimentazione con la consapevolezza di non essere mai arrivati. Mi dice che il suo cliente ideale è quello che ha le idee chiare o accetta consigli… bene, io parto male, mi sono presentata da lei con sei disegni e le ho chiesto di prendere da ognuno un elemento per arrivare al disegno finale. Ho le idee chiarissime si. Deciso quindi di schiarirmi le idee e guardare il suo profilo instagram per trovare un suo lavoro che mi ispiri, ma nelle sue foto noto che è un’amante dello sport (ha un fisico super definito) e noto molte foto di lei con due gatti, diversi tra di loro.

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Vedo che sei un’amante dei gatti, ne hai 2 giusto…mi parli di loro e perché hai scelto i gatti di quella razza e cosa è per te il gatto? Sono cresciuta con i gatti fin da piccola, sono affascinanti, indipendenti quanto basta, giocherelloni, affettuosi, presenze silenziose.. ne ho due si, Ari un norvegese delle foreste, gigante e pelosissimo, e True Love una piccola Sphynx di pelle nuda e calda, completamente diversi nell’aspetto ma appiccicosi allo stesso modo.

Oltre al tatuaggio quali sono le tue passioni? Sicuramente lo sport, mi alleno da tanti anni (ho avuto una carriera sportiva in passato), poi vado in giro in Harley sempre!

Scopro che ha gareggiato per quasi 15 anni e vinto diverse gare compreso un Campionato Mondiale nel 2007 in Russia,  ha smesso perché l’agonismo ha un tempo, un’età, e lei ritiene che vada rispettato. Ma ovviamente per avere il fisico che mi conferma che si allena, seppur con pigrizia e discontinuità, perché vuole invecchiare piacendosi, come le piacciono gli addominali in vista (la adoro). Ma continuiamo la nostra chiacchierata.

In Italia, quando hai iniziato, la cultura del tatuaggio era già così sviluppata da farti credere di poterla interpretare come un’arte?  Sì certo, perché come ti ho detto tatuo da pochi anni…questo settore si è evoluto molto, tecnica, colori, strumenti di qualità sempre maggiori hanno reso possibile il dipingere sulla pelle come su qualsiasi altra superficie.

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Qual è la prima regola per un tatuaggio perfetto? Sicuramente il rispetto delle norme igienico/sanitarie, e poi una preparazione del disegno pre-tattoo così da arrivare alla realizzazione preparati!

C’è un luogo del corpo su cui preferisci lavorare? Sicuramente cosce e braccia!

 Un mito da sfatare? Quello dei tatuaggi dispari!

Chi si rivolge a te cosa vuole? Normalmente un tattoo in 3D (come li chiamano adesso) che ritragga il proprio cane o gatto, familiari, attori famosi, e fiori, tanti fiori!

Esiste un soggetto particolare che ti piace di più realizzare  e dimmi se c’è un tatuaggio che ti ha divertito di più? Sicuramente i ritratti, che siano di animali o di persone, perché amo confrontarmi con la somiglianza, e con quella luce negli occhi che li rende vivi…Poi le statue, colonna portante della storia dell’arte italiana. Il più divertente…un braccio pieno di mini pony che sto ancora finendo di realizzare!

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C’è un consiglio che puoi dare ad un giovane che per il suo futuro ha deciso di investire sulla creatività? Di non smettere mai di studiare, disegnare, fare tutto quello che c’è dietro alla realizzazione del tatuaggio.

E’ più difficile per una donna sfondare in questo settore? Ora un po’ meno, ho alcune amiche che hanno iniziato molto prima di me e si sono scontrate con una realtà decisamente maschile e maschilista…

Altra domanda…tu sei coperta di tatuaggi? quando vedi una donna che è come te cosa pensi o cosa guardi? E cosa pensi invece quando vedi una donna che non ne ha nemmeno uno. Quando vedo donne coperte di tattoo cerco di leggere cos’hanno addosso, ognuno racconta qualcosa… e quando vedo persone con la pelle pulita apprezzo la scelta radicale, sperando che non sia dettata da pregiudizi ma solo dal fatto che per loro va bene così.

Sei una donna, nonostante indossi un abito realizzato con forme e colori, quando esci come ti piace vestire, cosa indossi, e quali sono i tuoi rituali di bellezza se ne hai? Normalmente mi vesto sportiva, molto comoda, sia perché mi muovo in moto che per il lavoro, che faccio, nulla deve togliermi concentrazione! Ma amo anche vestirmi in modo elegante, e mettere in risalto qualche forma…e i tacchi perché no!!  Amo il trucco, non troppo pesante, ma un leggero make up non manca mai, anche perché tatuo dalla mattina alla sera.

Sei una donna, nonostante indossi un abito realizzato con forme e colori, quando esci come ti piace vestire, cosa indossi, e quali sono i tuoi rituali di bellezza se ne hai? La volgarità è insita nella persona, perciò non è certo la presenza di tatuaggi a renderla tale. Ho sorriso lo scorso inverno quando un tassista mi ha riempito la testa de suo disdegno per le persone tatuate, e cercava approvazione…ero vestita pesante con guanti e sciarpa, e non si è accorto che lo stava dicendo alla persona sbagliata! Ironico no?

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Se tornassi indietro, rifaresti tutti i tatuaggi che hai sul tuo corpo? Tutti, dal primo all’ultimo!

Dopo aver letto le sue parole e conosciuto meglio questa magnifica donna, non ho dubbi, sarà lei a realizzare il mio tatuaggio più importante, un po’ chirurgo, un po’ psicologa, e già non vedo ora di farmi disegnare dalle sue mani piene di storia e di vita.

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