La complicità tra donne esiste: vi spiego perché

Il mio ritorno dopo la pausa estiva doveva presentare delle novità all'interno della mia rubrica, che però ancora ho deciso di non svelare, e spero di trovare nel team di Fashion Times che ha sempre sostenuto le mie scelte, la volontà di supportarmi ancora e farmi pubblicare questo pezzo che ritengo sia un ottimo punto di partenza per questo “nuovo anno scolastico”.

 Si sa settembre è sempre un nuovo inizio, per quanto le vacanze possano essere state brevi, belle, brutte, lontane o vicine, nello stesso posto di anni fa o in posti nuovi, comunque sono sempre un punto di rottura. Per me sono stati un punto di rinascita. Un nuovo inizio, un chiudere un vecchio quaderno degli appunti per aprirne uno nuovo, la scoperta di una nuova me che guardava le stesse cose con occhi diversi.

Dico questo perché prima di stilare elenchi di punti come fatto nei miei vecchi articoli, o raccontarvi nuove storie, ho deciso che prima dovevo fare un punto su me stessa, anche per il rispetto di voi (soprattutto donne) che mi leggete.

E una delle grandi cose che ho scoperto quest’estate è stata proprio la complicità che ci può essere tra donne, quindi questo inizio, questo mio ritorno, lo dedico a tutte voi, colleghe, amiche, conoscenti nuove e vecchie.

Ci ho pensato oggi dopo aver visto la mostra dedicata alle donne “Women : A New Portraits” di Annie Liebovitz, una donna che ha fotografato tantissime donne che hanno fatto la storia del passato e la fanno ogni giorno ora.

Perché noi non siamo solo “dolcemente complicate” o “donne in cerca di guai, donne a un telefono che non suona mai, in mezzo a una via, allo sbando senza compagnia”, come per anni hanno cantato siamo, e qui ripenso alla pubblicità di un canale televisivo che quando lo sentivo mi faceva arrabbiare, perché mi chiedevo ma dove diavolo stanno queste donne, nei film??? Noi nella realtà non siamo Meredith, non siamo Carrie, non siamo Olivia o l’eroina di qualche altra serie tv che ci tiene con il naso incollate ad uno schermo immaginando una vita che non ci appartiene.

Ma in realtà tutte queste “persone inventate” sono tutte un po’ di noi, noi che siamo madri e figli, sorelle, anime gemelle, siamo medici, avvocati, politici, manager, casalinghe o disoccupate. Siamo leader, ci piace vestire alla moda, o fregarcene bellamente, ci piace andare contro corrente, cambiare le regole, siamo fidanzate e mogli, abbiamo fidanzate e mogli, non abbiamo paura, mentre a volte ne abbiamo tantissima, siamo creative, siamo combattive, siamo spaventate, siamo fragili, abbiamo bisogno l’una dell’altra, ci sosteniamo a vicenda, siamo invincibili e vulnerabili, siamo umane e straordinarie, siamo innamorate, siamo complicate, siamo sognatrici.

Non importa per una volta di quello che ci dicono gli uomini, pensiamo a quello che siamo noi e come ci trattiamo tra di noi, perché merito della mia rinascita è stato anche al supporto di meravigliose donne, che hanno saputo conquistare uno spazio nel mio cuore, e senza invidia e giudizio, mi hanno supportato per fare quello che mi avrebbe reso felice.

Ringrazierò sempre queste donne per il loro supporto e per il loro non giudizio, perché ritengo che i veri amici o amiche si vedono nel momento di felicità, quando sei forte e ammirato, non nel momento del bisogno quando sei debole e indifeso.

Quindi in attesa della mia nuova rubrica che porterà tante novità io vi invito a circondarvi di quelle amiche che sono come un cardigan comprato per caso un giorno di pioggia in campagna o in una città straniera perché faceva freddo e non avevamo niente di caldo in valigia. E invece quel maglione comprato per caso diventa il nostro preferito, non sappiamo più farne a meno.

E’ il maglione che ci mettiamo quando siamo tristi, quello in cui stiamo più comode. E’ l’amica che chiamiamo quando la vita ci fa sentire al freddo. Quella che ci sarà sempre.

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