Strobing, le cose che non vi hanno mai detto

Tecnica di make-up del momento, arma beauty di Jennifer Lopez e Kim Kardashian... Sullo strobing si legge molto, ma forse ci sono ancora dubbi e curiosità. Nella foto il risultato di un trucco realizzato con l'utilizzo di un highlighter

C’era una volta il contouring, e c’è ancora per chi ha voglia, tempo e abilità per realizzarlo in modo naturale e insospettabile, ma efficace. Per chi invece è incuriosita dallo strobing, ci sono delle cose da sapere assolutamente – e che magari non avete ancora letto da nessuna parte. Bene, allora chi può dirvele se non io? Scherzo. O forse no.

Comunque mi avvalgo del supporto tecnico di Claudio Fratoni, MakeUp Artist di NARS, che di trucco se ne intende giusto un pochino.

La prima bella notizia che ci regala Claudio è che “Lo strobing non è una novità, ma è la tecnica che tradizionalmente si utilizza per illuminare i punti del viso che desideriamo, come dire, mettere in luce.

E per ottenere questo risultato si usa l’highlighter, l’illuminante, immancabile nei backstage delle sfilate, ma anche in estate, per accendere l’abbronzatura”. Perciò ricordiamoci di tutte quelle volte che abbiamo illuminato, con una polvere madreperlata o dorata, o con un matitone nacré, la parte superiore degli zigomi o gli angoli interni degli occhi: ecco, quello era strobing.

Il contouring, poi, è una tecnica più complessa che non si limita a correggere un solo punto – cosa che invece possiamo benissimo fare con lo strobing – ma serve per operare una vera ristrutturazione del viso tramite l’effetto ottico del chiaroscuro”, aggiunge Claudio. Questo significa che lo strobing è molto più easy e perciò accessibile a tutte. “Tant’è che schiarire i punti da evidenziare è sempre il primo step. Solo in un secondo momento si passa a scurire”, precisa l’esperto.

L’esempio più eclatante di strobing è stato al Festival di Sanremo, dove le artiste esibivano una pelle molto chiara, truccata magistralmente con punti luce di una nuance oro rosa. Ma nella realtà occorre una mano ben più leggera, perché la luce naturale è radicalmente diversa da quella di un palco illuminato dai riflettori.

Come fare allora per ricreare un effetto simile, ma più naturale, come se la luce provenisse dalla pelle stessa, ovvero di glow? Il concetto di partenza è che l’illuminante va applicato dove i raggi del sole arrivano prima, cioè la parte alta degli zigomi, il centro di fronte e mento, la linea centrale del naso, aggiungendo poi l’arco di Cupido, che è la fossetta del labbro superiore, e anche la pelle immediatamente sotto alle sopracciglia.

Altra domanda che merita una risposta: chi ha la pelle impura o grassa è fuori dai giochi?Assolutamente no. A patto di preparare la base con un fondotinta oil free e mat, che copra eventuali imperfezioni. Poi si può procedere con lo strobing, escludendo la fronte e sempre usando formule oil free – evitando le polveri che rischiano di mettere in evidenza i pori.

Due ultimissimi consigli per uno strobing naturale e impeccabile: primo, non abbinate blush o terra quando usate l’illuminante. Secondo, mano leggerissima e quantità minuscole.
E non avrete nulla da invidiare a Kim o a Jennifer!

Photo credit: makeupworld.it

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