Ludovica Amati: la designer racconta la sua moda

Focus On di questa settimana dedicato alla visione del mondo e della vita-moda di Ludovica Amati. La designer ci presenta il suo ultimo progetto: Alive.

Ludovica Amati

Donna affascinante Ludovica Amati. Con lei, tutto è un interessante “racconto” di design, spiritualità, meditazione. E ancora, un interessante “racconto” dove il viaggio – in terre lontane – è anche sinonimo di incontro, bellezza e riflessione.

Sono davvero tanti i concetti che ruotano attorno alla sua moda e alla personalità di questa straordinaria stilista che nata a Roma, ha poi condiviso-vissuto il suo percorso di vita anche in città come Londra, New York ,Ibiza passando persino per l’India.

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Un moda ricercata, spirituale, fatta di ricordi e sentimenti, lontana dagli standard stagionali, ed un percorso – il suo – dove essere fedeli alla propria natura, sempre e comunque, rimane un pensiero tra quelli a lei particolarmente cari.

Ho incontrato la stilista questa settimana per Focus On per parlare con lei del suo progetto Alive ma anche della sua visione della vita-moda, dove la spiritualità è un elemento di forte e chiara presenza.

Ludovica vorrei che mi raccontasse il suo percorso a “tutto tondo” di creativa, non solo di designer. Come è nato e si è sviluppato negli anni? Come inizia e dove la storia di Ludovica Amati? La mia storia inizia dal viaggio, fisico e spirituale. Dalla musica, dalla danza, dal movimento e dalle mie visioni. Arrivando ad una sintesi, gli abiti che disegno sono una parte della storia della mia vita che desidero condividere con il mondo.

“Essere fedeli alla propria natura” è un concetto che ho letto le appartiene e che ama particolarmente. Qual è la sua natura alla quale lei è fedele? Essere fedeli alla propria natura, per me significa arrendersi. Non amo le definizioni, penso solo a quell’attimo, quel momento di sospensione, consapevolezza e presa di coscienza. Una pausa tra anima e corpo, sublimato con l’abito in movimento.

Quali sono gli elementi che caratterizzano il suo stile personale e la sua donna? Il mio lavoro è molto personale, nasce dalla quotidianità’, dai miei figli, da ciò che vedo, dalle fiabe, dagli angeli, dalla storia, dall’arte che per me è vita.

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La sua moda è trasversale con un percorso non stagionale. Quali sono a questo punto le caratteristiche che deve possedere un guardaroba che rifiuta le dinamiche standard della moda? Non credo nella stagionalità nella moda, credo solo nei ricordi, negli odori, nel profumo degli alberi che narrano il passare del tempo. La rugiada, il legno bruciato. L’abito di quando ero bambina, la seta il cachemire la purezza del tessuto che diventa un fiore, nella notte.

Perché questo amore-passione per il kimono? Che cosa rappresenta nel suo immaginario e nella sua moda? Mi racconta il progetto Alive? Il progetto Alive è nato da un momento di grande fragilità’ fisica, a causa di una polmonite fortissima, che ha cambiato la mia vita. Rappresenta un momento di silenzio e di rinascita. Beethoven mi ha accompagnata durante tutta la lavorazione. Il Kimono, fa parte della mia vita. Dal principio, dal guardaroba di mia nonna, di mia madre, dei miei viaggi in Oriente. L’eleganza senza tempo. Ma è soprattutto mia madre, i miei ricordi di lei, quando ero una bambina. I suoi capelli lunghissimi che sbattevano sulle ali dei suoi Kimono.

Come si rilassa Ludovica Amati quando non lavora, che cosa le piace fare? Mi rilasso con i miei figli e la mia famiglia, viaggiando in terre lontane, ma appartenendo ad esse. La mia alchimia universale, e la consapevolezza che tutto cambia, continuamente. La vita.

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