E’ un racconto-incontro: che tratta di cinema, letteratura, moda e del progetto – <> con il Teatro La Fenice. Ma anche di Premi Nobel, di storie di vite complesse e non, di progetti che si realizzano o a volte ritardano e si affinano, si promuovono, entusiasmano.

L’intreccio è piacevolmente “esplosivo” quando hai davanti Emir Kusturica. Il regista, musicista e sceneggiatore balcanico, l’attenzione – di tutto e tutti – la “cattura” subito: impegno e talento, il cinema, e quei contenuti coinvolgenti che riesce a trasmettere.

A Milano – al Grand Hotel et de Milan – una mattina, Kusturica con accanto il Direttore artistico del Teatro La Fenice Fortunato Ortombina e Milorad Dodik, presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, racconta del suo prossimo progetto: ovvero l’opera lirica della quale è regista che – realizzata in prima mondiale per il Teatro La Fenice di Venezia – si rifà al capolavoro dello scrittore e premio Nobel (per la letteratura nel 1961) Ivo Andric: ovvero “Il Ponte sulla Drina”.

Progetto complesso, che è – come racconta lui stesso – quasi come il Vecchio Testamento Ebraico o il romanzo Guerra e Pace.

Il ponte di Visegrad – piccolo centro al confine tra Bosnia e Serbia – rappresenta simbolicamente un luogo di incontro con tutti gli avvenimenti che sono accaduti in questi territori: le loro grandi tragedie e sofferenze – spiega il regista – che sono iniziate con l’arrivo dell’impero Ottomano e si sono protratte sino agli anni 90.

L’opera – che andrà in scena nel 2016 – inizia con il palcoscenico vuoto e un uomo solo. Un uomo che regge sulle proprie spalle, un ponte che diventa man mano enorme… Il ponte: come peso, come simbolo del dramma e della tragedia dei Balcani… Così sarà per Emir Kusturica – nella sua mente – la prima scena dello spettacolo.

Un lavoro intenso quello del regista, che prosegue inoltre anche con il suo film ancora in lavorazione – “The Milk Road” con Monica Bellucci e con lo stesso Kusturica come protagonista. Il film – molto poetico – è girato totalmente in esterni così da aver subito proprio a causa delle condizioni metereologiche, dei ritardi e una sua chiusura perciò rimandata all’estate prossima: <> come lui stesso afferma.

E il connubio con il Teatro La Fenice arriva anche con V73 – il brand di borse – che ha scelto con la struttura teatrale, di impegnarsi a sostegno delle nuove generazioni di artiste dando vita proprio con La Fenice al progetto: “Una debuttante all’opera”. Ecco che – per tre anni – a partire dal 2015, V73 finanzierà così la presenza di alcune cantanti che avranno la possibilità di debuttare in nuovi ruoli nelle opere in programma durante la stagione.

v73

<<Il progetto Una debuttante all’Opera nasce dal mio desiderio di rendere possibile il sogno di artiste talentuose, che con grande impegno e abnegazione dedicano la loro vita all’arte – dichiara Elisabetta Armellin, fondatrice e designer di V73Sostenere il Teatro La Fenice, anima artistica della mia città, è per me un privilegio ed una gioia>>.