Realvanity.com: shopping e lusso sul web – Intervista a Giovanni Scoma

Un anno fa il nostro sito ha intervistato Giovanni Scoma, ideatore del sito di commercio online Realvanity.com. Da quella nostra chiacchierata è passata parecchia acqua sotto i proverbiali ponti: facciamo il punto della situazione con il signor Scoma.

di Fulvio Aniello

Giovanni Scoma

Giovanni Scoma

Un anno fa il nostro sito ha intervistato Giovanni Scoma, ideatore del sito di commercio online Realvanity.com. Da quella nostra chiacchierata è passata parecchia acqua sotto i proverbiali ponti: facciamo il punto della situazione con il signor Scoma.

Ci si risente a quasi un anno di distanza. In questi ultimi anni si è fatto un gran parlare della profonda crisi del settore tessile e delle difficoltà delle grandi marche a far fronte alla congiuntura sfavorevole. Che effetti sta avendo tutto questo sulle attività di Realvanity.com? Il core business della nostra attività è tangente al settore del lusso, senza però condividerne le modalità di distribuzione. Un capo di qualità – magari Made in Italy – è uno status symbol esattamente come possono esserlo una macchina di grossa cilindrata o un orologio di classe. Il nostro vantaggio è avere showroom e negozio nel “cyberspazio”, nella rete. Vorrei comunque precisare che, contrariamente a quanto si crede, un’attività online ha costi molto superiori alla gestione di un negozio tradizionale, solo che i costi vengono suddivisi diversamente. Il web si nutre di immagini, testi, filmati e quant’altro: un sito delle nostre dimensioni ha bisogno del costante intervento di decine di risorse all’interno della nostra struttura.

L’impressione è che comunque l’atmosfera non sia favorevole per chi vende, sia in rete che avendo negozi veri e propri. Tra le nostre attività è predominante il commercio online – instaurando un canale di vendita diretto con la clientela siamo riusciti a determinare una sostanziale riduzione dei prezzi per l’utente finale. Siamo ovviamente consci che la capacità d’acquisto si è ridotta non solo in Italia ma anche in tutto l’Occidente – lo vediamo quotidianamente nei nostri punti vendita stone and mortar, i nostri negozi al dettaglio – tuttavia le nostre attività nel complesso ci consentono non solo di affrontare questo momento di oggettiva difficoltà, ma anche di effettuare investimenti importanti come il remake del sito. La nostra politica rimane comunque la stessa: offrire le migliori marche anche a meno dell’80% dal prezzo di boutique – brand importanti come Dolce & Gabbana, Lanvin e Roberto Cavalli sembrano non conoscere crisi.

A tale proposito, ci siamo accorti e sicuramente anche gli utenti abituali di Realvanity.com si sono trovati di fronte ad un sito diverso dal precedente. Ci può spiegare quali sono le caratteristiche della nuova piattaforma e-commerce? E come mai un cambiamento tanto radicale è stato deciso proprio ora? Il sito che vedete è il frutto del lavoro quotidiano di un team di specialisti e rappresenta uno degli investimenti più corposi effettuati nella storia di questa azienda in termini economici e di creatività pura. Non si tratta di una banale “rinfrescata” del look. Il nuovo Realvanity gira su di una piattaforma estremamente più performante della precedente. Oltretutto il nostro team di sviluppo avrà modo di sbizzarrirsi nella creazione di contenuti originali per il sito.

Per concludere, come definirebbe il nuovo sito? Non occorre comunque dilungarsi troppo su cosa sia migliorato sul sito: bastano tre parole per descrivere Realvanity. Il nuovo portale sarà più bello, più veloce e più sicuro. Perchè abbiamo scelto questo momento? Perchè noi di Realvanity crediamo che ogni cambiamento porti con se enormi opportunità: sta all’iniziativa di ognuno saperla cogliere al volo. Mi permetta di citarle un episodio della mia esperienza. Deve sapere che ho cominciato come commerciante di abbigliamento a stock. Quando qualche anno fa annunciai a colleghi e amici l’idea di aprire un sito di commercio on-line, questi risposero con qualche sorrisetto di sufficienza e tanti “ooh” sarcastici. Ora quegli “ooh” si sono trasformati in “aah” di ammirazione. Da qui è evidente l’importanza di seguire la propria strada, sempre e comunque.

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