I consigli di Dario Mambretti: come trattare l’argento

Tecnicamente l'argento è stabile nell'aria e nell'acqua pura, ma scurisce quando è esposto all'ozono, all'acido solfidrico o all'aria contenente tracce di composti di zolfo.

di Dario Mambretti

Dario Mambretti

Dario Mambretti

Ci sono diversi tipi di argento sul mercato ed usato per diversi scopi, dall’argento per vasellame e vassoi, per posate o coppe, all’argento per bracciali, catenine e gioielli in genere. L’argento è un metallo molto duttile e facilmente malleabile, in fase di lavorazione, appena più duro dell’oro, con una lucentezza metallica bianca che viene accentuata dalla lucidatura.

Tecnicamente l’argento è stabile nell’aria e nell’acqua pura, ma scurisce quando è esposto all’ozono, all’acido solfidrico o all’aria contenente tracce di composti di zolfo.

Per la pulizia dell’argento usato per gioielli ed argenteria da casa ci sono molti consigli tipici “delle nonne”: dall’usare acqua e bicarbonato e strofinare con uno spazzolino da denti, al bollire patate ed usarne l’acqua in cui immergere i gioielli in argento.

Personalmente io consiglio di usare i prodotti in commercio da strofinare con un panno morbido e asciutto e se si vuole che la lucentezza duri a lungo su oggetti che non si usano, ma che sono solo esposti come soprammobili,  vasi e cornici li si può portare da un argentiere. Esiste un trattamento che si chiama “zapponatura” e che ricopre l’oggetto con un film sottilissimo di vernice incolore. L’oggetto rimane lucido per anni senza bisogno di pulirlo, occorre solo una spolverata per la polvere.

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