Intervista ad Alessia Xoccato
Secondo livello di difficolta: fare della propria passione un lavoro. Il tuo rapporto con il mercato (distribuzione, vendita)? E’ un mondo con cui sto solo iniziando a rapportarmi e non è facile, sicuramente per capire bene il mercato ci vogliono anni di esperienza, penso che la chiave per affrontarlo nel modo migliore sia collaborare con le persone giuste, professionali, che credano in te e di cui potersi fidare.
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C’è qualche stilista a cui ti ispiri? Gli stilisti a cui guardo con ammirazione sono Miuccia Prada, Martin Margiela, Yohji Yamamoto, Helmut Lang, Raf Simons, Albert Elbaz.
Entriamo nel merito del prodotto: come descriveresti il tuo stile? Cosa contraddistinge una collezione firmata Alessia Xoccato? Il mio stile è grafico, rigoroso, essenziale ma anche femminile e dietro ad ogni creazione c’è sempre un flusso di idee concatenate fra di loro. Lo studio di geometrie destrutturate, di forme e volumi, della relazione tra corpo e spazio, del movimento e delle proporzioni caratterizzano un approccio sperimentale nella costruzione del capo e nei materiali che utilizzo. Metto particolare attenzione nell’uso dei colori. La creazione avviene per me a piccoli passi, ogni abito è visto come una persona, che si deve comprendere profondamente e guardare da diverse prospettive.

Cosa pensi del problema dell’anoressia tra le modelle? Che l’anoressia non esiste solo tra le modelle. Penso che non sia la moda ad essere motivo di questa malattia ma che ci siano ben altri problemi dietro a chi ne soffre.
Il tuo parere sul mondo editoriale: periodico con immagini patinate o magazine online?Io subisco il fascino delle belle immagini stampate, sfogliare le pagine, strapparle..è un rapporto tattile/materico che mi piace molto ma che comunque affianco a magazine e notizie on-line.
Prossimi progetti? Sviluppare la mia linea di pret à porter donna, continuare il mio lavoro di consulente per altri marchi, creare collaborazioni con creativi di diversi settori.


















