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Intervista a Caterina Di Iorgi di Blogosfere Style & Fashion

14 febbraio 2010

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Caterina Di Iorgi

Pensi che il fashion system italiano sia maturo per dare il giusto valore al web? Di cosa hanno paura? Sì finalmente vedo un’apertura del fashion system… Non tutti sono ancora in grado di dare il giusto valore al web, ma vedo un’attenzione verso il mondo internet da parte delle aziende fashion che fino a due anni fa erano impensabili! Oggi le Maison aprono i loro canali Youtube, hanno Twitter, aggiornano il loro Facebook ufficiale. Condividono i valori del brand con gli utenti… Diciamo, per essere provocatori, che il web si sta rivelando un otttimo strumento di marketing e comunicazione, se ben gestito. Credo che la paura maggiore delle aziende siano le critiche negative espresse online.

Cosa succede nel resto del mondo? Che ruolo hanno i blog? In realtà navigando online il ruolo non è dissimile da quello italiano, in America sono partiti molto prima di noi e alcuni blogger americani sono diventati delle vere e proprie star non solo del web! Sono veloci, attivissimi… Insomma un vero e proprio esempio da seguire (almeno per me!).

Come è organizzato il lavoro di una giornalista che scrive su un blog di moda? Quali caratteristiche deve avere un giornalista che scrive sul web? La mia giornata è a dir poco frenetica… La mattina si parte leggendo tutti i feed, i blog, google news (italia, usa, francia, uk) e i siti di moda, scelgo le notizie che reputo più interessanti e pubblico. E poi ci sono le interviste video, le sfilate, gli eventi da seguire… Devi sempre essere online, connessa, pronta a (in)seguire la notizia, ad approfondirla… e a scrivere anche di notte!

Pensi che un giorno l’informazione via web potrà sostituire del tutto l’informazione dei quotidiani? Non credo si arriverà mai a una totale sostituzione, ma sicuramente ci sarà una sempre maggior integrazione tra offline e online.

Perchè c’è ancora diffidenza verso il web? E perchè chi ha in mano i budget pubblicitari difficilmente punta su questo mezzo, preferendo invece investimenti maggior? Credo che la diffidenza stia svanendo piano piano, Internet è il media più misurabile, ti permette di vagliare il target, di sapere esattamente quante volte l’utente ha cliccato sulla pubblicità, ecc.. Ha costi più bassi al momento e permette volendo delle pianificazioni e progetti interessanti, ovviamente dipende tutto dal marketing, dal budget e dal tipo di comunicazione che sta effettuando l’azienda. I budget maggiori viaggiano su altri media perchè in Italia il digital divide è elevato, l’utenza è al momento più alta sulla Tv e le aziende painificano su un media che stima raggiungere il maggior target possibile…

A febbraio ritorna la moda donna a Milano. Nelle ultime edizioni la crisi si è fatta sentire attraverso un vistoso calo di presenze. Cosa dobbiamo aspettarci questa volta ?Speriamo che la crisi sia finita, speriamo in un ritorno massiccio dei buyer, in una mole massiccia di blogger e che le collezioni presentate siano super chic!

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