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ToggleÈ un film di forte impatto Odissea di Christopher Nolan, che esce ora al cinema (distribuito da Universal Pictures) dopo tanta attesa da parte dei fan di questo regista cult (che, lo ricordiamo, due anni fa vinse due Premi Oscar® per Oppenheimer) e degli amanti della settima arte.
Si tratta di un progetto decisamente ambizioso, non solo a livello di contenuto ma anche tecnico dato che è primo lungometraggio in assoluto girato interamente con cineprese IMAX®. È quindi un’esperienza da vivere in sala, sul grande schermo e il consiglio è di non cedere assolutamente alla tentazione di attendere la disponibilità del film sulle piattaforme streaming (trend che, purtroppo, sta prendendo sempre più piede).
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Una narrazione che va oltre l’epica
Non è certo impresa facile confrontarsi con un’opera come l’Odissea di Omero, però Christopher Nolan (lo sappiamo) ama le sfide e quindi ha voluto immergersi in questa dimensione epica dandone una sua visione e trasposizione, contaminandola con l’action, il fantasy e l’horror.
Al centro, naturalmente, il viaggio di Ulisse che dopo la fine della guerra di Troia cerca disperatamente di tornare a casa, nella sua Itaca (di cui lui è re), però avrà contrari sia il fato che gli dèi. Il dio Poeidone cercherà di punirlo per avere accecato il ciclope Polifemo, poi si imbatterà in vari esseri mitologici e nella maga Circe che trasformerà i suoi uomini in maiali. Dopo aver smarrito completamente la via, Ulisse affronterà anche il canto delle Sirene, oltre a Scilla e Cariddi, perdendo man mano tutti i suoi uomini. A salvarlo dall’ultimo naufragio è la ninfa Calipso che, grazie all’oblio dei fiori di loto, riesce a tenerlo al suo fianco per ben sette anni. Recuperata la memoria, Ulisse lascia l’isola di cui era stato dolcemente prigioniero e, facendosi guidare della dea Atena, trova il modo di tornare ad Itaca.
Qui, durante i suoi dieci anni di assenza, c’è sempre stata la moglie Penelope ad aspettarlo insieme a Telemaco, il loro unico figlio. Purtroppo la corte della regina è piena di pretendenti che aspirano a sposarla e salire al trono: tutti uomini senza scrupoli, a partire da Antinoo (sostenuto dalla sua amante-spia Melanto, una delle servitrici di Penelope), che attenta persino alla vita di Telemaco. Penelope promette che, una volta finito di tessere la sua tela, sceglierà un nuovo marito però inganna tutti disfacendola ogni notte.
Una volta tornato ad Itaca, Ulisse si finge un mendicante e riesce, grazie ad un mix di astuzia e forza, a sconfiggere i pretendenti e a liberare la sua dimora e il suo regno, riabbracciando l’amata moglie e quel figlio che non aveva visto crescere, ma che è diventato un giovane uomo coraggioso pronto a diventare re.

La scelta perfetta del cast
Ad amplificare l’hype intorno a Odissea ci ha pensato naturalmente il cast, composto da nomi di grande richiamo. Verrebbe spontaneo pensare ad una furba mossa commerciale, ma in realtà Christopher Nolan ha scelto degli attori perfetti per ogni singolo ruolo.
Matt Damon è un Ulisse che, nonostante l’evidente preparazione fisica, va oltre i canoni classici dell’eroe e mostra anche un lato più fragile e introspettivo.
Anne Hathaway è una Penelope intensa, che mette il suo essere moglie e madre al primo posto.
Tom Holland, grazie al suo Telemaco, forse riuscirà a scrollarsi di dosso l’etichetta di teen-idol. Cosa è già riuscita a fare da tempo la sua dolce metà Zendaya, che qui incarna una dea Atena in versione saggia musa.
A proposito di ex teen-idol: il regista sfrutta al meglio l’anima oscura di Robert Pattinson, che è un Antinoo dallo sguardo torvo e inquietante.
Certamente non è l’unico a cui, nell’Odissea, si associa l’aggettivo inquietante: possiamo infatti dire lo stesso di Mia Goth che interpreta Melanto e di Samantha Morton, una maga Circe che sembra uscire da un film horror.
Charlize Theron è una Calipso eterea e seducente al punto giusto, mentre la tanto chiacchierata Lupita Nyong’o non appare poi così tanto stridente con la narrazione nel doppio ruolo di Elena di Troia (regina di Sparta) e della sua gemella Clitemnestra (regina di Micene). Ricordiamo infatti che si era criticato il fatto che questi due personaggi nell’opera non erano di colore, a differenza dell’attrice.
Si era criticato, con tanto di meme sui social, anche l’accostamento di Elliot Page con Achille: peccato fosse una fake news, dato che l’attore interpreta il guerriero greco Sinone ed è perfetto per quella parte.
Nel cast troviamo anche John Leguizamo (nel ruolo di Eumeo, un fedele servitore di Ulisse), Jon Bernthal (Menelao, re di Sparta e marito di Elena di Troia), Himesh Patel ( Euriloco, il secondo in comando dell’equipaggio di Ulisse), Bill Irwin (Ciclope, gigante con un occhio solo), Benny Safdie (Agamennone, re di Micene), Travis Scott (il Bardo, poeta e cantastorie) e Corey Hawkins (Polibo, pretendente itacese).

Un film che dividerà il pubblico
Odissea finirà inevitabilmente per dividere il pubblico. Da un lato ci saranno i puristi che troveranno in un batter d’occhio le incongruenze con il poema epico di Omero, dall’altro i fan di Christopher Nolan che con molta probabilità si aspettano una narrazione meno lineare e qualche guizzo creativo in più.
Molti coloro che correranno al cinema per vedere i loro idoli e, come dicevamo, non rimarranno delusi. E lo stesso le persone che, anche per semplice curiosità, decideranno di dedicare a questo film tre ore del loro tempo (ebbene si, la durata è di 2 ore e 53 minuti): non potranno fare a meno, infatti, di rimanere affascinate dalla sue suggestioni visive, dalla sua colonna sonora (firmata da Ludwig Göransson, che torna a collaborare con Nolan dopo Tenet e Oppenheimer) e soprattutto da una storia che sarà anche ambientata circa 3.000 anni fa ma risulta a suo modo contemporanea.
Odissea ci parla infatti di guerre e lotte di potere, di dolore e morte, ma anche di amore e ricerca di una spiritualità e una fede perdute. Ulisse non viene rappresentato come un eroe senza macchia, bensì come un uomo che si è perso, non solo fisicamente. Un uomo che si trova a confrontarsi con la sua fragilità, che prende atto dei suoi errori e cerca di fare ammenda.
Insomma, Christopher Nolan dà tanto su cui riflettere e questo è il valore aggiunto della sua opera che, siamo sicuri, piacerà un pubblico trasversale anche a livello anagrafico. E chissà: magari in qualche giovane scatterà la voglia di rileggere l’Odissea per piacere e non solo per dovere scolastico.