Tra giornalismo, community online e collaborazioni con i brand, Matteo Acitelli ha costruito un ecosistema digitale che parte da Roma e arriva fino al mondo dei viaggi, della moda e del tennis. In questa intervista racconta come è nata la sua avventura su Instagram — quasi contemporaneamente alla piattaforma stessa — e come ha trasformato una passione per la fotografia e la condivisione in un lavoro strutturato, tra editoria online, social magazine e collaborazioni con brand.

Editoria online e community: il lavoro di Matteo Acitelli

Se qualcuno ti chiede che lavoro fai, come lo descrivi? Mi occupo di editoria online e comunicazione digitale. Ho creato nel tempo community legate a Roma e progetti editoriali che spaziano dalla cronaca locale a forme di informazione più moderne, come i social magazine: pagine tematiche su Instagram che si occupano di vari argomenti food, nuove aperture, eventi e tramite le quali collaboro con brand e aziende. La direzione si sta spostando sempre di più verso questi formati: contenuti rapidi, letti dagli utenti in modo crescente.

matteo acitelli content creator vestito Paoloni evento Musicultura (2)

Come lo spiegheresti in termini semplici? Lavoro come giornalista e, in parallelo, gestisco delle community su Instagram dove collaboriamo con brand e aziende per promuovere servizi o prodotti.

Le origini su Instagram e la community IgersRoma

Come è nato il tuo profilo Instagram? Il mio profilo nasce nei primi mesi di Instagram, nel dicembre del 2010 la piattaforma era nata solo in ottobre, quindi sono stato tra i primissimi. L’ho aperto per curiosità, per condividere le foto dei miei viaggi personali, senza nessun obiettivo preciso. Nel tempo ho visto avvicinarsi i primi brand, con le prime campagne di influencer marketing, e ho capito che poteva diventare qualcosa di più di una passione. Ho aggiustato il tiro, ho puntato su quello che mi appartiene davvero: viaggi, moda, lifestyle e la vita a Roma.

 

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Instagram ti ha dato qualcosa anche al di là del lavoro? Tantissimo, soprattutto a livello umano. Nel 2011 ho creato IgersRoma, una pagina romana con l’obiettivo di radunare le persone e organizzare eventi anche offline. Quello che mi ha entusiasmato di più è stato riuscire ad andare oltre lo schermo: ho conosciuto persone inizialmente solo su Instagram che poi sono diventate amici veri. Tutt’oggi, dopo oltre quindici anni, frequento persone che ho incontrato tramite quella pagina. Quelle connessioni umane sono state il bello autentico di questa piattaforma.

Le collaborazioni con i brand: qualità, esperienze e valori

I brand che ti contattano cosa cercano? Cosa offri in cambio? Ho sempre cercato di essere me stesso, senza costruzioni artificiose. All’inizio condividevo istantanee quello che chiamavo scatti un po’ d’artista in un’epoca in cui Instagram era molto diverso da oggi: c’era una community vera e i numeri erano sorprendenti. Oggi quello che offro ai brand è un contenuto di qualità capace di raccontare i loro valori, soprattutto attraverso le esperienze che spesso mi permettono di vivere grazie a queste collaborazioni. Fare lo scatto del prodotto indossato è solo una parte: il bello è poter raccontare un’esperienza che rappresenta davvero l’identità del marchio.

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Intelligenza artificiale e futuro dei social: la visione di Matteo Acitelli

Come vedi il futuro dei social nell’era dell’intelligenza artificiale? È un tema attualissimo. Già oggi vedo pagine che replicano i nostri format, le nostre grafiche, le traducono in inglese con l’IA e le ripubblicano su altri profili in modo automatico. È un problema concreto, che riguarda sia l’editoria che i creator. Credo che riusciranno a reggere quei content creator che hanno uno stile proprio e un’identità riconoscibile. Il contenuto piatto, intercambiabile, tenderà a perdere rilevanza.

Roma, moda, viaggi e tennis: i temi di Matteo Acitelli

Oltre ai viaggi, di quali argomenti parli di più? Tanto Roma: nuove aperture, ristoranti, hotellerie, le piccole realtà che nascono. E poi la moda, tutto ciò che sento mio. Mi piace molto seguire gli eventi. Ultimamente sto dedicando molta attenzione anche al tennis ho cominciato dall’Internazionali di Roma e sta dandomi bei risultati. È un settore in cui non ci sono ancora molti creator specializzati, quindi c’è spazio per fare cose interessanti.

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Cosa non funziona nei social network secondo Matteo Acitelli

Cosa non ti piace dei social network? Lo dico spesso: se non fossero diventati un lavoro, probabilmente non li userei. Me ne rendo conto, e vedo che è una sensazione sempre più comune anche tra utenti normali, che si stanno allontanando da queste piattaforme. Hanno perso un po’ l’identità originale, travolte da un’evoluzione troppo rapida. Dopo la pandemia c’è stata un’accelerazione che secondo me ha fatto male, complice anche TikTok: ha dato visibilità a molti profili che forse non l’avrebbero avuta altrimenti, e tra questi anche creator che non portano valori particolarmente positivi. Il lato bello è che ha permesso a tutti di emergere; il lato meno bello è che ha premiato anche chi non sempre condivideva qualcosa di valore.

  • Crediti: Matteo Acitelli indossa un abito in fresco di lana stretch di Paoloni
  • Location: Sferisterio di Macerata – Relais La Colombaia – Contrada Carreggiano, Appignano 

 

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