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ToggleC’è una startup italiana che sta portando l’intelligenza artificiale sui campi di padel amatoriali, dando a chiunque gli strumenti di analisi che fino a ieri erano riservati ai professionisti.
Si chiama LookAtMe e dietro c’è Marco Zambon, Founder e CEO con una formazione tecnico-ingegneristica e una filosofia precisa: “I’m a creator, not a consumer.”
Quattro anni di sviluppo, oltre 15.000 modifiche al software, un investimento rifiutato perché chiedeva troppo in cambio, e oggi una piattaforma già attiva in decine di club tra Italia e Svizzera. Il mercato del padel sta esplodendo e LookAtMe vuole essere lo standard tecnologico di riferimento.
LookAtMe e il padel: dare visibilità a chi merita di essere visto
Come è nato questo progetto? LookAtMe è nata quattro anni fa dall’idea di voler dare la possibilità a chiunque di essere visto da un punto di vista mediatico sportivo. Ci sono tantissime realtà, soprattutto nel settore giovanile, dove ci sono tanti potenziali talenti: il futuro dello sport è nelle giovanili e i club lo sanno bene. La cosa più difficile per chi gioca nell’amatoriale o nel settore giovanile è essere visti dalle persone giuste che ti accompagnano nella crescita. Noi diamo lo strumento mediatico per facilitare questa visibilità delle tue capacità sportive. Attualmente stiamo sviluppando l’applicazione per il padel — siamo verticali esclusivamente su questo sport. C’è un’app dove l’utente si può iscrivere tramite abbonamento, registrare le proprie performance sui campi LookAtMe, che diventano delle smart arena: a fine partita può rivedersi e avere una panoramica oggettiva di tutte le proprie performance, con report dettagliati su chilometri percorsi, colpi effettuati, tipologia di colpi, errori, colpi vincenti, forzati e non forzati. Quello che normalmente si fa a livello avanzato con i match analyst, LookAtMe lo porta con la tecnologia direttamente alla portata di tutti.
Come funziona nello specifico il rilevamento dei dati? Ci sono modelli di machine learning e computer vision — branche dell’intelligenza artificiale — che prendono in input i video e riescono a riconoscere tutto quello che succede all’interno della partita: il tracciamento dei giocatori, le posizioni, la biomeccanica dei colpi. Il sistema monitora i movimenti delle persone e ricostruisce cosa è effettivamente successo durante la partita. Per esempio, quando un giocatore fa un colpo di dritto, il nostro modello percepisce che prende la pallina colpendola con la mano destra o sinistra con un movimento a chiudere, e determina che quello è un colpo di dritto. Riconoscendo tutti i colpi, la pallina e i posizionamenti, riusciamo a ricreare le statistiche complete della partita.

Quanto tempo ci è voluto per affinare questo sistema? Ci sto lavorando personalmente da quattro anni. Il primo dataset è stato costruito totalmente a mano in tre anni di sviluppo e i primi buoni risultati li abbiamo ottenuti da ottobre 2025, quindi dopo tre anni pieni di sviluppo e moltissime ore dedicate alla struttura del dataset e dei modelli. C’è anche una ragione personale dietro tutto questo: ho sempre giocato a livello amatoriale e semiprofessionistico a calcio, e secondo gli altri avevo le capacità per fare di più. Magari non avevo la testa adatta, ma ho sempre pensato che se fossi stato visto dalla persona giusta al momento giusto, magari ce l’avrei fatta. Voglio dare quella possibilità a chi la merita. Oggi il padel è uno sport di grandissima moda con un tasso di retention altissimo — il 92% di chi inizia a giocare a padel continua a farlo. Io stesso ho iniziato dopo essermi rotto il crociato e aver smesso con il calcio: è uno sport incredibilmente divertente, facile e alla portata di tutti, e sta crescendo a una velocità impressionante — è previsto anche alle Olimpiadi del 2032.
Il mercato del padel e il professionismo in Italia
Questa cosa regge se vale la pena guardare dei giocatori di padel. Il professionismo del padel a che livello è? Il mercato del padel in Italia è il secondo mercato mondiale: contiamo 15.000 campi in tutto il paese, oltre 4.000 club, un milione e mezzo di partite al mese e più o meno 1.200.000 giocatori attivi. In Spagna, che è il mercato principale, ci sono 25.000 campi, 15.000 club e oltre 6 milioni di giocatori attivi. A livello globale si contano 81.000 campi e più di 35 milioni di giocatori. È uno sport con un pubblico enorme, e tutto quello che ne può derivare — soprattutto nel settore delle analisi statistiche amatoriali — è ancora un buco di mercato.
E il professionismo? La FITP — Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha incorporato il padel due anni fa — ha dato al padel un’importanza mediatica importante anche a livello professionistico. In Italia abbiamo già campionati strutturati dalla Serie A fino alla Serie D. A livello mediatico i tornei principali, soprattutto la Premier Padel, sono enormemente seguiti e stanno crescendo sempre di più.
Target, abbonati e gestione dei dati
Mi sembra che ci siano due tipi di target: il giocatore che si iscrive per farsi monitorare e i club. Come funziona per entrambi? Esatto, il nostro servizio è pensato per entrambi. Per il club offriamo un servizio innovativo che possono proporre ai propri clienti: tutto quello che riguarda la gestione dei campi per renderli intelligenti, delle smart arena letteralmente. Per l’utente invece c’è a disposizione tutto quello che riguarda le statistiche e un portale dedicato, inclusa la possibilità di creare partite in base al livello. Il nostro obiettivo come LookAtMe è determinare un livello di gioco per ogni giocatore, così da costruire tornei, campionati dilettantistici e matchmaking.

Ad oggi quanti abbonati avete e qual è l’obiettivo? Abbiamo appena concluso la fase beta: siamo in dieci circoli tra Italia e Svizzera, con 500 iscritti nell’app, di cui 35 abbonati attivi e altri 70 che stanno finendo la prova gratuita. Il tasso di conversione è buono.
Cosa fate con i dati che raccogliete? Teniamo moltissimo alla privacy: abbiamo già affrontato tutte le spese legali per essere compliance con il GDPR e la privacy policy. I dati vengono usati esclusivamente per rendere i nostri modelli più efficaci e attendibili — stiamo insegnando ai modelli come leggere i dati, e più dati riusciamo a processare, più precisi diventano. Una volta utilizzati per il training, i dati vengono eliminati e non tenuti in storage, perché quello che conta per noi è avere un modello più affidabile per dare agli utenti dati in uscita più fedeli.
La roadmap di LookAtMe: da Barcellona al mondo
Avete una roadmap? Stiamo per fare il lancio a livello mondiale al Padel Summit di Barcellona, dal 26 al 28 maggio. Abbiamo già un piano di espansione di 30 club da qui a fine giugno 2026 e a settembre faremo il lancio internazionale: inizieremo ad andare oltre il territorio italiano, espandendoci all’estero.