Quando Gucci aprì il suo primo negozio fuori dall’Italia nel 1953, la scelta cadde su New York. Settant’anni dopo, la città torna al centro della narrazione della Maison con GucciCore, una collezione costruita attorno a un nuovo guardaroba essenziale e presentata sullo sfondo dei billboard e degli schermi digitali di Times Square. Un ritorno a casa che non è nostalgia, ma dichiarazione d’intenti: Gucci come linguaggio visivo, come ethos, come identità estetica capace di attraversare ogni strato sociale e ogni angolo della città. «La storia d’amore di Gucci con questa città è iniziata più di sette decenni fa sulla Fifth Avenue», spiega Demna. «Portare questo show a New York sembra un ritorno a casa per il brand».

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GucciCore come stile di vita totale a New York con Demna

Times Square e la chiave d’oro: un omaggio alla Gucci Galleria

La scelta di Times Square come palcoscenico per GucciCore porta con sé una precisa memoria storica. Negli anni Ottanta, Gucci ospitava sopra il flagship store della Fifth Avenue la Gucci Galleria, uno spazio nascosto accessibile solo ai clienti in possesso di una speciale chiave dorata, attraverso un ingresso privato. L’invito alla sfilata rende omaggio a questo capitolo della storia della Maison assumendo la forma di una chiave in ottone custodita in una custodia in pelle dall’aspetto vissuto. Un dettaglio che racconta molto dello spirito del progetto: la capacità di Gucci di conservare la propria memoria e trasformarla in qualcosa di contemporaneo e desiderabile.

Il video a Times Square: Gucci come universo totale

Prima della sfilata, un montaggio video invade gli schermi di Times Square combinando found footage e pubblicità per presentare prodotti reali e immaginari che spaziano dall’universo Gucci in tutte le sue possibili declinazioni: Gucci Acqua, Gucci Underwear, Gucci Viaggio, Gucci Automobili, Gucci Businesswear, Gucci Time, Gucci Gym, Palazzo Gucci, Gucci Pets, Gucci High Jewelry e Gucci Life. Un racconto volutamente sconfinato che esplora l’idea di Gucci come stile di vita totale, un sistema di valori estetici che potrebbe teoricamente abbracciare ogni aspetto dell’esistenza. Una visione ambiziosa e ironica al tempo stesso, coerente con l’approccio di Demna alla Maison.

GucciCore come stile di vita totale a New York con Demna

La città come cast: da Madison Avenue a Brooklyn

GucciCore è una sezione stilistica trasversale di New York. «Volevo fare qualcosa che sembrasse autentico per New York», racconta Demna, «e ho voluto mostrare questa collezione sulle persone che potresti incontrare per strada, individui con il proprio modo di indossare i vestiti, una pluralità di stili che si intersecano come le strade della città». Broker finanziari e uomini d’affari in gessato, ladies who lunch avvolte in cappotti shearling portati con studiata nonchalance, skater in tailoring morbido e denim rilassato, filantrope e socialite impeccabilmente composte in abiti da sera e pantsuit. Una pluralità di stili senza gerarchia, senza un unico protagonista. Gucci come lingua comune di una città che parla mille dialetti.

Il guardaroba essenziale: il perfetto peacoat, il trench classico, la pencil skirt

Al centro di GucciCore c’è un’idea precisa di guardaroba permanente. «L’idea era costruire un guardaroba core di capi essenziali che formino la base del linguaggio stilistico della Maison», spiega Demna: «il perfetto peacoat, il trench classico, il completo da lavoro, la camicia essenziale, la pencil skirt definitiva, insieme a elementi di glamour ed eleganza italiana». Capi pragmatici e indossabili, costruiti attorno a una visione coesa che non rinuncia all’iconografia Gucci ma la porta in un territorio di quotidianità elevata. Soffici stole circolari effetto duvet in pelle morbidissima e tessuti monogrammati rinunciano alla funzione in favore della forma, in contrasto con cappotti reversibili dal carattere pragmatico, realizzati in tessuti tecnici e shearling materico. La Web stripe firma della Maison dal 1951 prende la forma di un top a fascia. I capi di alta moda si esprimono attraverso paillettes effetto coccodrillo, frange ricamate di perline e ricami in piume che estendono un senso di preziosità anche al menswear, mentre i capispalla tecnici sono foderati in pelo di capra e shearling, evocando un’idea di opulenza utilitaria.

GucciCore come stile di vita totale a New York con Demna

Accessori: l’Horsebit, le borse gioiello e le clutch-orologio

Sul fronte accessori, l’Horsebit storica firma equestre della Maison  viene reinterpretato come una staffa applicata a rigorosi stivali con tacco, in dialogo con stiletti angolari dalle punte metalliche. Le borse in pelle pregiata si declinano in tonalità profonde e patine gioiello, le clutch-orologio presentano cinturini da timepiece, mentre ampie sling tote destrutturate vengono reinterpretate attraverso nuove lavorazioni e materiali. Un insieme di scelte progettuali che confermano la capacità di Gucci di mantenere viva la propria iconografia reinterpretandola continuamente, stagione dopo stagione.

Il quarto atto di Demna: una collezione permanente e in evoluzione

GucciCore rappresenta il quarto atto dell’approccio di Demna basato sugli studi dei personaggi, dopo La Famiglia, Generation Gucci e Primavera. «Questa collezione è il quarto atto del mio approccio basato sui personaggi», conferma il direttore creativo, «riunendo i linguaggi estetici di La Famiglia, Generation Gucci e Primavera in un’unica visione coesa». Al centro, un guardaroba permanente che evolverà nel tempo. «La maggior parte di ciò che vedrete in questo show fa parte di GucciCore, una collezione permanente che evolverà nel tempo, plasmando la mia visione costruendo le fondamenta di un guardaroba Gucci fondato su pezzi pragmatici, indossabili e inequivocabilmente Gucci». Non una rottura con il passato, ma una sintesi: la dimostrazione che un codice visivo forte può contenere moltitudini senza perdere la propria identità.