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ToggleA volte una collezione si racconta attraverso immagini, altre attraverso una sfilata. Per Celine, questa volta, il punto di partenza è una lettera. Michael Rider, direttore creativo della Maison, ha scelto di spiegare il senso della sua visione attraverso parole dirette e personali, un testo che riflette sul significato dello stile, sulla libertà creativa e sulla relazione profonda tra abiti e identità.
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La lettera di Michael Rider accompagna la collezione come una chiave di lettura: un modo per comprendere la direzione estetica di Celine e il modo in cui la Maison immagina il rapporto tra moda, personalità e vita quotidiana.
Michael Rider e Celine: la lettera che introduce la collezione
Per raccontare il proprio approccio alla nuova collezione Celine, Michael Rider ha scritto una lettera che sintetizza il suo modo di intendere la moda.
«Confidence. Being upfront about it.
Speaking about style without irony.
Intuition over strategy. Feeling it rather than planning it.
Sharpening the pencil.
Rejecting the idea of a “concept.”»
In queste parole emerge una visione che privilegia l’intuizione rispetto alla strategia, l’energia creativa rispetto alla costruzione teorica. Rider parla di uno stile che nasce da un gesto spontaneo, da una sensibilità che si affina nel tempo.

Celine come stile: tra passato e presente secondo Michael Rider
Nella lettera, il direttore creativo descrive Celine come qualcosa che va oltre la semplice definizione di marchio. È uno stile, un linguaggio che vive nell’incontro tra elementi diversi.
«At its best, CELINE is a style: a mix of old and new that feels urgent and dreamy.
Making the things we all dream of finding and wearing.
Something slightly off.
Strength.
A small rebellion.
Contradiction, imperfection, character.
Eccentricity.»
L’idea centrale è quella di una moda che unisce contrasti: antico e contemporaneo, eleganza e imperfezione, precisione e libertà. Questo equilibrio crea una tensione visiva che rende lo stile immediatamente riconoscibile.
Le persone al centro della visione Celine
Nella riflessione di Michael Rider, i vestiti non sono mai separati dalle persone che li indossano. La moda prende senso quando entra nella vita reale e diventa parte dell’identità di chi la sceglie.
«I love when messy, complex, layered inner lives come through underneath great clothes.
Thinking about people with style who wear beautiful clothes in a personal way.»
Il designer immagina individui con personalità forti, capaci di rendere gli abiti qualcosa di più di un semplice look. Lo stile diventa una forma di espressione, un modo per raccontare se stessi.

Lo stile personale secondo Michael Rider
Nella parte finale della lettera, Rider descrive il tipo di energia che immagina per la collezione Celine: persone magnetiche, riconoscibili, capaci di trasformare l’atto di vestirsi in un gesto creativo.
«People you want to look at, get close to, spend holidays with.
People with flair.
People with bite.»
È una visione dello stile come carattere. Gli abiti non costruiscono una maschera, ma amplificano la personalità di chi li indossa.
Celine e il potere trasformativo degli abiti
La lettera si chiude con una riflessione semplice e potente sul rapporto tra moda e quotidianità. Per Michael Rider, indossare un abito non è un gesto neutro: può cambiare il modo in cui una persona si muove, percepisce se stessa e attraversa la giornata.
«Putting on clothes, a look, can change the day. Change how we walk and feel. I love that.»
In queste parole si condensa l’essenza della visione creativa per Celine: la moda come esperienza viva, capace di influenzare emozioni, postura e atteggiamento. Non solo oggetti da indossare, ma strumenti attraverso cui le persone costruiscono la propria presenza nel mondo.
