Il Gruppo McArthurGlen ha presentato i risultati della seconda edizione del suo Osservatorio Moda e Generazioni, in cui, dopo la GenZ, ha indagato come gli over 50 hanno reinventato il proprio stile e il rapporto con la moda. La nuova ricerca “Re-Styler – non chiamateli boomer”, realizzata in collaborazione con Doxa, esplora abitudini, valori e comportamenti di consumo della fascia 50-65 anni, oggi protagonista di un modo di vivere la moda maturo, consapevole e moderno.

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L’indagine ha esplorato il rapporto tra moda, lusso e cultura pop, delineando un profilo inedito e dinamico: quello dei Re-Styler, una generazione che non ha mai smesso di reinventarsi e che vive la moda secondo le proprie regole.

La generazione Re-Styler per McArthurGlen

I Re-Styler rappresentano quasi la metà (46%) dei visitatori dei quattro centri McArthurGlen in Italia (Serravalle, Noventa, La Reggia e Castel Romano) e costituiscono la fascia d’età con la spesa media più elevata. La loro presenza incide in maniera significativa sul valore annuo complessivo, contribuendo per il 40% circa – l’8% in più rispetto alle altre fasce d’età – e, al tempo stesso, svolge un ruolo importante nell’identificare le strategie di offerta e di esperienza dei centri. I Re-Styler vivono i Designer Outlet come luoghi di socialità, cultura e benessere, veri e propri hub di riferimento.

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“Queste indagini costituiscono uno strumento strategico per il Gruppo nella definizione e nell’aggiornamento delle priorità di business. Comprendere in profondità i visitatori – di cui i Re-Styler sono una parte fondamentale – non solo nei gusti legati alla moda, ma anche nelle motivazioni che guidano le loro scelte, è essenziale per affrontare un mercato sempre più competitivo e una clientela sempre più consapevole ed esigente”, commenta Donatella Doppio, Managing Director McArthurGlen Italia.

McArthurGlen: identikit dei Re-Styler

La generazione over 50 ha saputo reinventarsi nel tempo, costruendo un rapporto personale e profondo con la moda. I Re-Styler vivono lo stile come espressione di sé, come rituale quotidiano e come ponte tra passato e futuro. Un ritratto distante dagli stereotipi, che racconta una generazione curiosa, attenta e autentica.

È una generazione che ha un legame profondo e storicizzato con la moda, ma che pone un’attenzione particolare alla contemporaneità e alla trasformazione. Per molti di loro, lo stile è unicità ricercata con grande interesse: capi e accessori non sono solo oggetti, ma custodi di memorie. Il lusso si traduce in qualità dei tessuti, cura dei dettagli ed esclusività vissuta con naturalezza.

I Re-Styler si distinguono nei comportamenti d’acquisto dalle generazioni più giovani: amano scegliere con cura i loro capi attribuendo un’importanza fondamentale alla qualità (44%) e spesso preferiscono i negozi fisici (49%), dove ritrovano l’interazione umana, e dove l’esperienza sensoriale gratifica ed eleva l’atto dell’acquisto. Nei Designer Outlet i Re-Styler trovano un’esperienza completa: convenienza, ampia scelta di brand e la possibilità di trascorrere una giornata diversa, dove shopping, cultura e benessere si intrecciano

Per i Re-Styler, la moda va ben oltre l’aspetto estetico: è gusto (52%), identità (41%) e benessere (41%). Il guardaroba diventa uno spazio emotivo, dove convivono capi amati e nuovi desideri. D’altro canto, il 42% dichiara di possedere più abiti del necessario, un dato più altro rispetto alle generazioni più giovani (22% GenZ e 31% Millennials), mostrando un accumulo nel tempo come risultato di una connessione personale e radicata con i propri capi; in più uno su tre dichiara di essere incline al decluttering, soprattutto tra le donne.

Re-Styler, tra moda come espressione di sé, etica, sostenibilità, nostalgia

Contrariamente ai luoghi comuni, i Re-Styler prestano particolare attenzione all’aspetto della sostenibilità (55%) e all’etica della produzione (63%). Solo il 15% è disposto a spendere di più per inseguire le tendenze: conta la qualità, con crescente interesse verso riuso, vintage e riduzione degli sprechi.

Il lusso, per gli over 50, è qualità (nei tessuti e dettagli, 55%), eleganza (40%), unicità (28%). È uno stile che dura nel tempo (36%), e racconta una storia. I richiami agli anni ’70, ’80 e ’90 suscitano emozioni positive (49%) e diventano fonte di ispirazione. Seppur consapevoli che siano spesso operazioni di marketing (44%), apprezzano la possibilità che la moda divenga un ponte generazionale (54%), gioco creativo e occasione per esprimere passioni personali (31%), senza trascurare ironia e leggerezza (41%).

Pur essendo presenti sui social, i Re-Styler traggono ispirazione soprattutto dalle vetrine dei negozi (53%), seguite da siti dei brand, pubblicità e riviste (citate rispettivamente da circa il 16%). Instagram e Facebook sono i social più stimolanti (41%), ma con un ruolo meno centrale rispetto alle generazioni più giovani. I contenuti digitali dei brand vengono seguiti con interesse, ma anche spirito critico. Allo stesso modo, le campagne con influencer e linguaggi pop-divisivi, come i meme, possono risultare ambivalenti: apprezzate se ben realizzate, ma talvolta percepite come distanti o escludenti.

I quattro volti dei Re-Styler

Dalla ricerca si delineano tra gli over 50 quattro profili distinti, che raccontano altrettanti approcci alla moda, al consumo e alla relazione con il passato.

Re-Styler

NeoClassici (33%): vivono la moda come piacere e cultura personale. Amano la qualità e il dettaglio, e vi trovano un legame profondo con il passato. Reinterpretano suggestioni storiche e nostalgiche per costruire uno stile personale, elegante ma mai rigido, dove ogni capo racconta una storia autentica.

Social-Pop (35%): vivono la moda come gioco e linguaggio contemporaneo. Curiosi, dinamici e aperti alle novità, si muovono con naturalezza tra social network e tendenze. Guardano al passato con ironia e leggerezza: le collezioni rétro li divertono e diventano spunti per reinterpretare il presente.

Etici (17%): per loro la moda è una scelta consapevole e responsabile. Guidati da valori di sostenibilità e attenzione ai materiali, privilegiano autenticità e coerenza. Diffidano dei richiami al passato, percepiti come operazioni di marketing più che come valori reali.

Minimalisti (15%): essenziali e pragmatici, riducono la moda alla sua funzione primaria: vestirsi bene senza eccessi. Comprano solo ciò che serve, scegliendo in base a utilità, comfort e durata. Il loro rapporto con la moda è distaccato, ma riflette un senso profondo di equilibrio e misura.

Consapevoli, curiosi, esigenti: i Re-Styler rappresentano un target strategico per i brand, conclude McArthurGlen: fedeli, con elevato potere d’acquisto, in cerca di esperienze autentiche e coerenti con i propri valori.

McArthurGlen: cuore europeo, joint venture americana

La McArthurGlen Group Limited, la cui sede centrale si trova a Londra, è stata fondata in Europa da Kaempfer Partners nel 1993, dopo che nel 1986 Cheryl McArthur, che un tempo gestiva un’azienda di produzione di abbigliamento, si unì ad Alan Glen, un veterano dello sviluppo immobiliare di Washington, per far nascere il primo nucleo di quella che sarebbe diventata la società odierna. Lui si occupava di immobiliare; lei di vendita al dettaglio, supervisionando leasing, marketing e pubblicità.

Oggi la realtà anglosassone è una delle pioniere dei Designer Outlet in Europa, avendo sviluppato da allora 635.000 mq. di spazi commerciali. Attualmente, l’azienda gestisce 23 designer outlet in 8 nazioni: Austria, Canada, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, con un fatturato totale annuo di circa 6 miliardi di euro.

Nel 2013, McArthurGlen è diventata una joint venture tra Kaempfer Partners e lo statunitense Simon Property Group Co. di Indianapolis, uno dei leader mondiali nella proprietà di centri commerciali, gastronomici, di intrattenimento e destinazioni a uso misto. Dopo aver inaugurato nell’aprile 2023 il suo nuovo centro più recente, il Designer Outlet Paris-Giverny, il gruppo prevede nuove fasi per i centri di Vancouver, West Midlands, Malaga e Roosendaal.