C’è solo un colore che fa subito rima con la parola moda. Il preferito di Valentino, l’icona delle suole Louboutin, l’elemento distintivo e irrinunciabile del press tour del nuovo film che sta facendo impazzire il fashion system: Il Diavolo Veste Prada 2. Stiamo parlando del rosso, un must have della moda che attraversa epoche e stili senza mai passare inosservato.
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Durante il press tour del nuovo, e già iconico, film di David Frankel nessuno ha rinunciato ad un tocco di rosso. Da Meryl Streep ad Anne Hathaway, fino alla splendida Emily Blunt. Tutte pronte ad omaggiare quell’indimenticabile décolleté rosso con tacco a forcone, simbolo del film che ha portato le redazioni di moda al cinema. È rosso anche l’abito firmato Balenciaga che Miranda indossa sulla locandina e nella prima scena del film. Unico tocco di colore in un’atmosfera black and white indossato proprio dall’indiscussa regina della moda del grande schermo.

Che sia un robe manteau di Givenchy o un piccolo cardigan, abbinato ad una gonna in vernice, il rosso resta l’elmetto distintivo di questo press tour, e non solo. Questo colore per la moda ha un ruolo speciale, soprattutto grazie a quello che è passato alla storia come l’Imperatore della moda e dell’eleganza: il signor Valentino Garavani. Lo stilista racconta di essersi innamorato del colore rosso quando, ancora studente, vide un’anziana signora vestita di velluto magenta all’Opera di Barcellona.
“Fra tutti i colori indossati dalle altre donne, mi è sembrata unica, isolata nel suo splendore. Non l’ho mai dimenticata. Penso che una donna vestita di rosso sia sempre meravigliosa, è la perfetta immagine dell’eroina” afferma Valentino.
Intenso, forte e solenne il rosso diventa la firma della maison romana. Un colore che comunica forza, potenza e sicurezza. Sono rossi, in effetti, il mantello del Napoleone che cavalca le Alpi di Jacque Louis David e i più netti tagli nella tela di Lucio Fontana, ma anche le lattine della Coca Cola o il logo di Netflix. Dalla maestosità dei ritratti regali ai gesti quotidiani il rosso è una costante nella moda come nella vita.
La psicologia parla del red-dress effect. L’insieme dei fenomeni neuro biologici che nascono negli animali alla sola vista del colore rosso. Alcuni animali si sono evoluto per fare in modo che la propria pelle, o il proprio piumaggio, diventassero rossi durante la stagione degli amori e anche per gli esseri umani ha un’energia unica. Simbolo di passione, ma anche di pericolo il rosso è il primo colore che la nostra mente e i nostri occhi sono in grado di registrare.
Prima di arrivare tra le mani di Valentino il rosso è stato l’emblema della nobiltà. I Patrizi romani lo associavano al potere e alla forza, simbolo di Marte, dio della guerra. Allo stesso tempo autorità e distruzione. Così è stato anche per la Chiesa cattolica. Il colore del sangue di Cristo versato per salvare gli uomini, ma anche quello del demonio. Velazquez e Goya lo usavano per dipingere i cardinali e furono proprio quei quadri ad ispirare Cristobàl Balenciaga per la realizzazione delle sue iconiche silhouette in quello he è passato alla storia come il rosso cardinalizio.
E se per qualcuno è il colore dell’eleganza e dell’opulenza per altri è stato simbolo di rivoluzione. All’inizio del XX secolo, prima di finire nelle mani dei grandi couturier, il rosso è stato il cuore della battaglia delle Suffragette. Ufficialmente erano 3 i colori del movimento: il viola, il bianco e il verde. Al loro fianco spiccava però il rossetto rosso. Un gesto inappropriato per la morale comune che le suffragette indossano per sfidare le convenzioni sociali. Diventano presto la firma di Elizabeth Arden, l’imprenditrice cosmetica americana, che regalò rossetti rossi durante le marce di New York del 1912
E così il rosso continua a tornare. Nei rossetti, nei cappotti couture, nelle suole laccate o nei look da red carpet. Cambiano le epoche, le icone e le silhouette, ma il suo significato resta intatto: farsi vedere. Perché il rosso non è un semplice colore da indossare. È una dichiarazione.