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TogglePuò un fiore di cacao usato come elemento decorativo ispirare un nuovo gin? Certo, se a guardare quell’esperienza in un cocktail bar di Città del Messico è la master distiller Leslie Gracie. La sua creatività e il suo talento hanno dato vita a una nuova espressione sensoriale per Hendrick’s Gin, che introduce cacao e fiore d’arancio come coppia botanica inedita nel panorama del gin super premium. Distribuito in Italia da Velier, Another Hendrick’s segna la prima release permanente del brand in quasi dieci anni, dopo Orbium (2017), e apre una nuova fase nella filosofia creativa della distilleria scozzese. L’abbiamo incontrata a Milano, in occasione del lancio della bottiglia, e ci ha raccontato dove sta andando il mondo., sempre più variegato, del gin.
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Another Hendrick’s: una rivoluzione coerente
Leslie Gracie parla del
come di un linguaggio in continua evoluzione, più vicino alla botanica emotiva che alla semplice distillazione. E infatti la nascita di Another Hendrick’s non deriva da un brief, ma da un’osservazione. La vera sfida non era creare qualcosa di diverso. Era creare qualcosa di opposto, restando riconoscibilmente Hendrick’s.

Una delle domande centrali poste a Leslie Gracie riguarda proprio la sfida creativa: come creare qualcosa che sia l’opposto dell’Original senza perdere l’identità del brand? La risposta è nella filosofia Hendrick’s: “Il punto non è replicare, ma guardare da un’altra prospettiva. Come per Hendrick’s Original, dove cetriolo e rosa hanno creato equilibrio, anche qui si tratta di trovare due elementi che si completano senza sovrastarsi.”
Original e Another Hendrick’s: differenze e somiglianze
L’Original Hendrick’s è costruito su cetriolo e rosa, una coppia apparentemente stravagante, nata anch’essa da un pensiero laterale, che ha ridefinito cosa potesse essere un gin. Fresco, vegetale, quasi sorprendente. Quando è uscito, nel 1999, il mondo del gin era molto diverso. Lui ha contribuito a cambiarlo.

Another Hendrick’s parte da un punto opposto dello spettro sensoriale. Invece della freschezza vegetale, rotondità. Invece dell’impatto immediato, progressione. Invece del verde del cetriolo, il caldo avvolgente del cacao e la luminosità del fiore d’arancio. “La domanda che mi sono posta non era ‘cosa posso aggiungere?’. Ma ‘cosa succede se guardo la stessa idea da un’altra prospettiva?’”, dice Leslie Gracie.
Il cacao, l’ingrediente che non ti aspetti
Il cacao è uno degli ingredienti più difficili da usare in distillazione. Ha una personalità forte, quasi prepotente, ma è anche incredibilmente fragile: facile da coprire, facile da perdere nel processo. Usarlo male significa ottenere qualcosa di pesante, eccessivamente dolce o opaco.
Leslie lo descrive come una materia prima “selvatica”. Capire come contenerla senza domarla completamente ha richiesto tempo. La soluzione è arrivata con il fiore d’arancio: un ingrediente capace di portare luce e struttura agrumata senza sovrastare nulla, intrecciandosi al cacao come se ci fosse sempre stato. È una coppia insolita nel panorama del gin soprattutto nel segmento super premium, dove le botaniche tendono a seguire percorsi più consolidati. Ma è proprio qui che Another Hendrick’s compie la sua mossa più interessante: non cerca consenso, cerca equilibrio.
Due alambicchi, un’identità
Tutto nasce al Gin Palace di Girvan, sulla costa scozzese dell’Ayrshire, un luogo che sembra sospeso nel tempo, dove arriva diretto il vento dell’Atlantico. È lì che convivono due alambicchi dal carattere opposto. Il Bennett Still lavora in profondità, estrae e costruisce corpo. Il Carter-Head Still, invece, alleggerisce, porta aria, aromi sottili e struttura olfattiva. Dall’incontro di questi due mondi nasce la texture tipica di Hendrick’s quella sensazione quasi tattile al palato che i fan del brand riconoscono subito.
In Another Hendrick’s questa texture diventa ancora più centrale. Il gin è a 44 gradi, ma la percezione al palato è sorprendentemente morbida, quasi cremosa. Il ginepro c’è, è pur sempre un gin, ma resta sullo sfondo, come una firma piuttosto che un titolo.
Another Hendrick’s: cosa si sente nel bicchiere
Al naso arriva prima il fiore d’arancio, brillante e pulito, con il ginepro appena accennato. Al palato il cacao emerge con eleganza: niente dolcezza eccessiva, niente pesantezza, solo una rotondità che riempie il sorso e lo accompagna. Il finale è lungo, morbido, persistente. È un gin che non colpisce subito. Si apre piano piano, come le cose fatte bene.
In miscelazione funziona perfettamente nei classici: un Martini con Another Hendrick’s acquista profondità inaspettata, mentre un Negroni diventa più complesso, con il cacao che dialoga naturalmente con il Campari. Ma la firma del brand per questo lancio è uno Spritz reinterpretato in chiave Hendrick’s: succo di mela, prosecco, soda, un tocco di liquore alla ciliegia, con il cetriolo sempre presente come guarnizione, ponte identitario tra passato e presente.
Il cambiamento anche nell’immagine
Il cambiamento non è solo nel liquido, ma anche nell’immagine. E anche visivamente Another Hendrick’s segna una rottura. La bottiglia è bianca, luminosa, quasi provocatoria rispetto al tradizionale vetro scuro da farmacia vittoriana che ha reso iconico il brand. Non è un caso: è una dichiarazione.

“È la prima aggiunta permanente alla gamma dopo quasi dieci anni”, racconta Leslie. “Volevamo che si percepisse subito che si tratta di un’altra visione, non di una variazione sul tema.” La bottiglia diventa così un oggetto narrativo: non sostituisce l’Original, ma lo affianca come una seconda lettura dello stesso universo. In Italia il gin è distribuito da Velier, che ne cura il posizionamento nel segmento premium e nell’alta mixology.
Il futuro del gin secondo Leslie Gracie
Quando le si chiede del futuro della categoria, Leslie Gracie non parla di trend o numeri. Parla di sensazioni. “Credo che il futuro sia sempre più legato all’esperienza. Non si tratta più solo di cosa bevi, ma di cosa ti fa sentire.”
È una visione che dice molto su come il gin, a differenza di categorie più codificate come whisky o cognac, abbia ancora uno spazio creativo enorme davanti a sé. Poche regole, molte possibilità. E finché ci sono storie da raccontare, c’è ancora qualcosa da distillare.
La struttura del gin: 11 botaniche e doppia distillazione
Another Hendrick’s si basa su 11 botaniche già iconiche per il brand:
• bacche di ginepro
• radice di angelica
• semi di coriandolo
• scorze di limone e arancia
• bacche di cubebe
• semi di cumino
• sambuco
• camomilla
• achillea
• radice di iris
La distillazione avviene nel Gin Palace in Scozia, utilizzando due alambicchi complementari:
• Bennett Still → estrazione ricca e profonda
• Carter-Head Still → profilo più leggero e aromatico
Il risultato è un gin da 44% vol., con una texture morbida e quasi cremosa.
Mixology: Another Hendrick’s nei cocktail
Grazie alla sua struttura vellutata, Another Hendrick’s si presta a cocktail iconici e reinterpretazioni contemporanee.
Another Hendrick’s Gin & Tonic
Ingredienti:
• 5 cl Another Hendrick’s Gin
• 15 cl acqua tonica premium
Preparazione: build
Guarnizione: 3 fette di cetriolo
Bicchiere: highball

Another Hendrick’s Spritz
Ingredienti:
• 4,5 cl Another Hendrick’s Gin
• 4,5 cl succo di mela
• 4,5 cl prosecco
• 6 cl soda
• 1 bar spoon liquore alla ciliegia
Preparazione: build
Guarnizione: cetriolo, ciliegia da cocktail, scorza di limone
Bicchiere: calice grande
Il ruolo di Velier in Italia
In Italia, Another Hendrick’s è distribuito da Velier, realtà di riferimento nel segmento premium e super premium spirits, che ne supporta il posizionamento nel mondo della mixology contemporanea e dell’alta ristorazione.