Nel cuore di Milano, durante la Design Week, lo studio Voghera 14 di Riccardo Benedini e Valentina Ottone, che dalla sua apertura si distingue per coniugare progettazione nel settore interior e comunicazione, si è trasformato in qualcosa di diverso da una mostra tradizionale: un laboratorio aperto, in cui resina e vetro non erano prodotti finiti da ammirare ma processi vivi da attraversare. Il progetto Stanze Prototipo ha portato in scena il lato nascosto del design — la ricerca, la prototipazione, la sperimentazione — con Azimut Design e OOM Glass come protagoniste e Gemello Digitale a proiettare tutto in una dimensione virtuale e immersiva.

Riccardo Benedini e la filosofia di Voghera 14

L’idea nasce dalla natura stessa del lavoro quotidiano di Riccardo Benedini, curatore del progetto. “Lavorando con due realtà che per l’80% realizzano progetti custom su misura, mi sono reso conto che i clienti vogliono entrare di persona ed essere coinvolti nelle fasi di realizzazione del prodotto: se tocchi con mano come quel prodotto nasce, probabilmente diventa il prodotto che acquisti.”

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Riccardo Benedini curatore mostra “Stanze Prototipo” – Voghera 14

Da questa consapevolezza è nato l’approccio di Stanze Prototipo: non uno spazio espositivo, ma un dialogo diretto con gli artigiani, un’occasione per instaurare empatia con il processo creativo prima ancora che con l’oggetto finito.

Entrando da via Cerano, il visitatore si trovava immediatamente immerso nel laboratorio materico di Azimut Design: campionature di resina epossidica su un tavolo metallico centrale, pareti animate dagli specchi di OOM Glass, e una doppia visuale verso le collezioni di entrambe le aziende. Al centro dello studio, su sette totem, la collezione Ritual Circuits di Azimut Design — vassoi centrotavola in resina e acciaio specchiato che traducono il gesto del servire in una sequenza cromatica scandita dai momenti della giornata.

Un’installazione destinata, dopo Milano, al Sina Centurion Palace di Venezia, dove continuerà a evolversi per l’intera durata di Biennale 2026. A chiudere il percorso, nell’area soppalcata, il contributo di Gemello Digitale: una piattaforma di digitalizzazione che consente ai clienti di visualizzare in modo realistico e veloce i propri progetti d’arredo finiti all’interno di stanze virtuali.

Azimut Design: la resina epossidica come materia infinita

Fondata da Annalisa Lago e Francesco Benedini, Azimut Design lavora la resina epossidica da oltre vent’anni. A spiegare cosa rende questo materiale così centrale nel design contemporaneo è proprio Annalisa Lago: “La resina ha il vantaggio strutturale di pesare un terzo del vetro, quindi anche a livello di peso è fondamentale per realizzare certi prodotti che altrimenti non riusciresti nemmeno a spostare. Facciamo totem anche per Max Mara che pesano 70-80 kg: se fossero in vetro sarebbero ingestibili.”

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Ma la leggerezza è solo uno dei vantaggi. “È un materiale talmente duttile che si presta a realizzare qualsiasi cosa: pannelli, porte, divisori, oggetti dal più piccolo — come i contenitori di profumo per Max & Co — a questi vassoi e tavoli. Dà la possibilità di realizzare qualsiasi spessore, di essere colorato, lavorato con macchine a cinque assi. Difficilmente sostituibile con un altro materiale.”

La produzione spazia dal pezzo unico alle migliaia di unità per grandi brand internazionali, con un processo che parte sempre dalla campionatura di colori e forme per costruire una relazione diretta con il cliente. A Voghera 14 era esposta anche la collezione Hexa, progetto firmato da Marco Lavit, visibile nella sua versione completa presso Nilufar Gallery in via della Spiga.

OOM Glass: il vetro veneziano tra tradizione e intelligenza artificiale

OOM Glass è nata nel 1987 a Venezia e porta nel suo DNA il legame profondo con la tradizione muranese, a partire dal restauro conservativo di vetrate storico-artistiche fino alla termoformatura e alla decorazione con smalti ceramici e lustri metallici. A Voghera 14, l’azienda rappresentata da Giulio Minetto ha presentato due nuove collaborazioni: i Gotto Coffee Tables sviluppati con Levantin Studio di Meda — premiati agli European Product Design Award 2025 — e la serie Rosone SMM 1481, progettata con V10, studio italo-cinese, che reinterpreta il rosone della chiesa veneziana di Santa Maria dei Miracoli destrutturandolo su lastra di vetro quadrata tramite stampo e calore del forno.

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Sul tema dell’innovazione, Giulio Minetto traccia una distinzione precisa: “Nel nostro settore l’innovazione è legata non tanto alla materia prima, quanto ai metodi di termoformatura, all’utilizzo di nuovi polimeri e smalti e a tutto ciò che riguarda la sostenibilità — energetica e ambientale — perché siamo un’azienda energivora.”

E poi aggiunge un elemento inaspettato: “Stiamo implementando l’intelligenza artificiale per calcolare il modo migliore di tagliare i lastroni di vetro e limitare gli scarti, e per impostare le curve termiche di cottura nei forni in modo da evitare sprechi energetici. Quindi: materiali tradizionali, tecniche tradizionali, ma con l’intelligenza artificiale a ottimizzare il processo.”

Dal fisico al digitale: il ruolo di Gemello Digitale

A completare l’ecosistema di Stanze Prototipo è Gemello Digitale, la realtà che introduce nel progetto la dimensione della simulazione immersiva. Il servizio consente ad Azimut Design e OOM Glass di offrire ai propri clienti una digitalizzazione realistica dei prodotti all’interno di ambienti virtuali, permettendo di percepire con precisione l’impatto di un progetto d’arredo ancora prima che venga realizzato fisicamente. Una presenza che chiude il cerchio tra processo artigianale e proiezione futura, confermando come Voghera 14 si ponga sempre più come laboratorio di senso oltre che di materia.