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ToggleLa nuova campagna di Louis Vuitton porta nella scena dell’alta moda un formato inedito e personale: sei protagonisti d’eccezione aprono la loro borsa Speedy P9 e ne mostrano il contenuto, rivelando qualcosa di autentico sul proprio stile di vita. Fotografie e video si alternano in un racconto visivo che trasforma un accessorio iconico in uno specchio d’identità.
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La Speedy P9: storia e design di un’icona Louis Vuitton
Introdotta per la prima volta negli anni ’30, la borsa Speedy di Louis Vuitton è da decenni uno dei simboli più riconoscibili dell’heritage di viaggio della maison. Con la nuova versione P9, il Direttore Creativo Uomo Pharrell Williams ha firmato una reinterpretazione moderna e proiettata verso il futuro, debuttata durante la Collezione Uomo Primavera/Estate 2024. Il nome non è casuale: P sta per Pont, 9 per Neuf — il Pont-Neuf di Parigi, simbolo di connessione tra passato e presente, ma anche “nuovo” in francese. Il pellame, in vitello selezionato, subisce un doppio processo di concia e una lavorazione a tamburo che conferisce alla borsa una consistenza burrosa e un effetto cerato inconfondibile.
La borsa Speedy P9 di Louis Vuitton conquista le celebrity
Nella nuova campagna dedicata alla sua it-bag, Louis Vuitton ci lascia entrare nell’intimità di sei personalità, sbirciando nella borsa di talenti del cinema o dello sport. Fotografie, maglie, portachiavi, profumi o ancora dadi da gioco… il famoso trend “what’s in my bag” diventa serio e viene immortalato dal fotografo Thomas Lagrange. Ogni borsa diventa infatti il ritratto intimo del suo proprietario. Ogni Speedy P9, nelle sue diverse colorazioni — verde, rossa, blu, gialla, rosa, turchese — diventa così un’estensione dell’identità di chi la porta, condensando in pochi oggetti uno stile di vita unico e ultra personale.
Jeremy Allen White e Jude Bellingham: due stili a confronto
L’attore premio Golden Globe e Ambassador della Maison, Jeremy Allen White, porta nella sua Speedy P9 verde un quotidiano, un taccuino a spirale, un cappello a tesa larga, un pettine, un orologio, un set di dadi, calze e un cavo di ricarica: oggetti semplici, quasi quotidiani, che raccontano una personalità lontana dai cliché del red carpet. Dall’altra parte dello spettro, il calciatore Jude Bellingham svela la sua borsa Speedy P9 rossa con occhiali aviator, biglietto aereo, passaporto, una maglia ufficiale, un flacone di Louis Vuitton Ombre Nomade e un mazzo di chiavi con portachiavi personalizzati: il profilo di un atleta sempre in movimento, con un occhio di riguardo per lo stile.

Future, LeBron James e il lato inaspettato delle star
Il rapper e artista Future, vincitore di un Grammy, sceglie una Speedy P9 blu e ci mette dentro una racchetta da tennis, una catena in oro con diamanti, una collana con charm Monogram, caramelle gommose e scarpe da ginnastica di ricambio — un mix che riflette il suo stile ibrido tra lusso e cultura urbana. LeBron James, leggenda del basket e medaglia d’oro olimpica, opta invece per una vivace borsa Speedy P9 gialla: palline e tee da golf, crema da barba e il suo iconico cappello compongono una capsula personale che svela la sua routine fuori dal campo.

Jackson Wang e Victor Wembanyama: personalità al di là dello sport e della musica
Il rapper e Ambassador Jackson Wang riempie la sua borsa Speedy P9 rosa con cuffie professionali, una foto Polaroid della famiglia, un guanto da scherma, spartiti musicali, un cubo di Rubik, una mini-sneaker e un paio di dadi pendenti che decorano la borsa stessa. Una selezione che rivela tanto l’artista quanto l’uomo. Il cestista recordman Victor Wembanyama, infine, porta con sé nella sua borsa Speedy P9 turchese un mini pallone da basket, un mazzo di carte, un charm Monogram a forma di alieno, uno sperone portafortuna e cuffie cablate: oggetti che tracciano il profilo di una personalità fuori dal comune.

La campagna “In My Bag”: un ritratto intimo firmato Thomas Lagrange
Fotografata da Thomas Lagrange, la campagna “In My Bag” trasforma ogni borsa in un ritratto intimo del suo proprietario. L’approccio è volutamente personale: non ci sono sfilate né scenografie elaborate, solo l’oggetto aperto e i suoi contenuti.