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ToggleLa collezione Vivetta autunno inverno 2026 si muove tra romanticismo e inquietudine, costruendo un racconto visivo denso di suggestioni. È un mistery ad arte, un equilibrio calibrato tra rigore e gioco, dove la notte mascherata diventa spazio simbolico. Un ballo immaginario prende forma come momento sospeso tra realtà e subconscio, in cui identità e finzione si confondono fino a sovrapporsi.
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Il risultato è una collisione in crescendo, una melodia ipnotica che accompagna ogni uscita in passerella. Nulla è puramente nostalgico: tutto parla di dualità e trasformazione.
Black and White Ball e ispirazioni surrealiste nella moda donna

L’eco del celebre Black and White Ball di Truman Capote attraversa l’intera narrazione stilistica . Non si tratta di citazione, ma di atmosfera. Le iconiche swans, donne-cigno dall’eleganza enigmatica, diventano punto di partenza per una riflessione sulla femminilità contemporanea.
La passione per il surrealismo plasma lo sguardo creativo. Le suggestioni di Salvador Dalí emergono nei dettagli che alterano la percezione, mentre l’immaginario pittorico di Rafał Olbiński ispira figure femminili viste di spalle, identità sfuggenti, visioni sospese. Il gotico aristocratico sfiora l’ombra senza perdere ironia, trasformando il ballo in un dispositivo narrativo potente.
Tailoring inglese e silhouette scultoree nella collezione autunno inverno 2026

Il tailoring di ispirazione inglese è la struttura portante della collezione Vivetta autunno inverno 2026. Rombi classici della maglieria si amplificano nei ricami argyle, mentre costruzioni sartoriali pulite evolvono in volumi inattesi.
Le silhouette oscillano tra rigore britannico e grafismo drammatico. Drappeggi e fiocchi sembrano emergere da una dimensione onirica. I profili dei visi, elemento distintivo del brand, si trasformano in ricami e applicazioni tridimensionali: volti che si aprono a ventaglio attorno al corpo, dando vita a un abito scultoreo in panno.
L’attenzione al dettaglio costruisce una nuova intimità. Ogni capo diventa racconto, ogni linea suggerisce movimento e metamorfosi.
Il cigno simbolo di metamorfosi tra abiti e accessori surrealisti

Il cigno, emblema di grazia e trasformazione, attraversa l’intera collezione Vivetta. Compare in ricami tridimensionali su velluti, guanti, maschere e scarpe. Accompagna l’uscita finale, dove fiocco e strascico si caricano di gesto teatrale.
Lane strutturate dialogano con organze leggere, plissé mobili e nylon taffetà. Inserti effetto pelliccia si adagiano su sottovesti impalpabili, creando un cortocircuito visivo tra fragilità e istinto.
Il surrealismo si estende anche agli accessori. L’argenteria britannica settecentesca si trasforma in stampa e poi in gioiello. Brocche a forma di cigno diventano spille, posate intrecciate si convertono in orecchini. L’uovo, simbolo di nascita e mistero, si evolve in volto umano. I tovaglioli piegati si traducono in coccarde tridimensionali applicate su mini abiti e pantaloncini, fino a replicarsi in metallo come mini bag gioiello.
Collezione uomo autunno inverno 2026 tra sartoriale e sportivo

Debutta in passerella anche la collezione uomo autunno inverno 2026, presenza complementare ma volutamente più spigolosa. Il romanticismo si fa affilato, quasi tagliente, tra principe e imbucato al ballo.
L’universo estetico è condiviso, ma la superficie cambia ritmo. Le silhouette alternano volumi over a linee più asciutte. Una felpa che sembra tale rivela l’anima di una camicia in plissé a rombi, ribaltando la percezione tra formale e casual. I dettagli surrealisti diventano più sottili: un pettorina-accessorio lascia intravedere calici e profili nascosti, in un gioco di rimandi colto ma mai eccessivo.
Moda autunno inverno 2026 tra identità e trasformazione
La moda di Vivetta autunno inverno 2026 racconta un’evoluzione continua, dove umano e animale si fondono in un linguaggio poetico e strutturato. Non è semplice esercizio estetico, ma costruzione narrativa.
Tra romanticismo, surrealismo e rigore sartoriale, la collezione ridefinisce il concetto di eleganza contemporanea. Il ballo immaginario diventa metafora di un’identità fluida, in costante trasformazione, dove ogni abito è insieme maschera e rivelazione.